La sconfitta del Taranto nei playoff di Eccellenza e la mancata promozione al campionato di calcio di serie D 2026-2027 era, razionalmente, da tenere nel conto. I pugliesi ci arrivavano da terzi classificati nel girone, la squadra era stata allestita di corsa dopo la catastrofe di un anno fa.
Ora si pongono alcuni problemi. Sul futuro della squadra di calcio innanzitutto. Ma anche, innanzitutto, il destino dello stadio. Sta venendo fuori un impianto bellissimo, il più moderno d’Italia, forse il primo o giù di lì, alle normative di tipo europeo. Ma la squadra farà un campionato regionale, l’anno prossimo. Lo Iacovone rifatto nuovo non deve essere una cattedrale del deserto.
A Como stanno lavorando da pazzi per adeguare lo stadio “Senigaglia”, due passi del lago, uno scenario incredibile, alle normative di tipo internazionale. Ridimensionare il terreno di gioco, rifare se non tutti gli spalti, quasi. Il Como che pochi anni fa era in serie D giocherà in coppa dei campioni, o Champions Leage che dir si voglia, a partire da settembre. E appunto i lavori impazzano per arrivare in tempo sin dalla prima partita interna. Ovviamente la speranza è che facciano in tempo, un traguardo talmente storico merita di essere celebrato fin dal primo minuto al meglio. Ma nel caso non debbano farcela si potrebbe, da Taranto, offrire una disponibilità. Perché lo stadio nuovissimo, bellissimo e di primissimo livello abbia una vetrina, a sua volta, meritata. È vero che il Como aveva indicato lo stadio di Reggio Emilia. Ma provarci perché si può mettere a disposizione un gioiello, in qualche modo, è anche doveroso.






