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Milano Puglia innovation bridge Associazione pugliesi
14 Giugno 2026
Di Franco Presicci:
L’Associazione Pugliesi di Milano il 10 giugno ha tenuto un incontro nella Sala Alessi – dove giacque la salma di Alessandro Manzoni – dal titolo “Milano Puglia Innovation Bridge”, in cui ha preso la parola anche il presidente, l’ingegner Nicola Tattoli. Che fra l’altro ha detto che oggi non siamo qui per celebrare un legame geografico o affettivo, ma per progettare un vero ecosistema del futuro”. L’Associazione – ha aggiunto – ha da sempre il compito di custodire l’identità pugliese fuori dei confini regionali ed è custodia che non significa nostalgia. Significa, al contrario, fare da traino, valorizzare i nostri talenti, e creare opportunità concrete”.
Il capoluogo lombardo – ha rilevato – è per antonomasia la capitale italiana degli affari e delle connessioni internazionali. Il luogo (n.d.a.) in cui chiunque abbia volontà di fare e lo faccia con slancio, entusiasmo, bravura vi si può inserire e integrarsi. Milano, si dice, ha il cuore in mano e chi non ha voluto imbarcarsi sui bastimenti, come accadde tempo addietro, ha preso il treno della speranza, scendendo con la valigia di cartone nel grande ventre della stazione Centrale con il sogno di una buona occupazione. Un viaggio duro era quello: convogli affollati, persone che valicavano i finestrini pr essere più sicuri di trovare un posto nello scompartimento o per terra nei corridoi e poi il lungo peregrinare da un palazzo all’altro, da un ufficio ad un altro, da un interlocutore impassibile ad un altro,a volte rimanendo a mani vuote, senza dimenticare la Puglia, che oggi “non è più solo la terra del sole, del mare”, delle attrattive paesaggistiche e architettoniche, delle sopravvivenze archeologiche, delle eccellenti qualità di vita. La Puglia è andata avanti, ha fatto passi da gigante, si è imposta. “La Puglia è diventata un ‘hub’ tecnologico vibrante, una fucina di ‘startup’, ricerca scientifica, energie rinnovabili e manifattura avanzata”.
Il discorso di saluto del presidente è stato ascoltato con attenzione e applaudito. “Questa Innovation Bridge, questo ponte, che oggi idealmente e concretamente affrontiamo, serve proprio a questo: a unire la forza d’impatto e l’attrattiva di Milano con la creatività, la resilienza e le competenze emergenti dalla Puglia”. E’ la volontà di far viaggiare le idee in tutt’e due le direzioni, sviluppando valori per le nostre attività imprenditoriali, per i giovani che si avviano a conquistare il futuro, per il tessuto economico di entrambe. Quindi i ringraziamenti per la cortesia e l’accoglienza dei padroni di casa.
È toccato poi al professor Francesco Lenoci, docente di materie economiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Nicola Tattoli, a Emanuele Conte trarre le conclusioni. Il pubblico scelto e numeroso si è assiepato attorno ai relatori, manifestando consenso e apprezzamento. Avevano ascoltato l’assessore al Bilancio Emanuele Conte; Francesco Caroli, Gainetto del sindaco. Modera Caterina Tavani, associazione pugliesi, Modea Beatrice Lucarella, dello stesso sodalizio. Particolarmente l’intervento di Lenoci è stato significativo ed eloquente. In un convegno in cui i temi sono i valori, lui è stato la ciliegia sulla torta. Lui che viaggia continuamente, toccando quasi tutte le città e i borghi del Paese, celebrando cucine succulenti, laboratori di ceramica, e ogni altro tipo di attività, comprese le grandi sartorie, mai dimenticando che il papà, Martino, uomo di fede, saggio, valoroso e taciturno, confezionava con virtù abiti, che se non avevano pronti i bottoni, pert non correre in merceria, metteva i suoi presi da una giacca o da un pantalone. Sono anni che Francesco oggi è a Torino e domani a Bari o all’Aquila, a decantare la cucina del ristorante delle Tre Marie, descrivendo ambienti, personaggi, storie, origini, talenti. Fui il promo a seguirlo nella prima tappa a Grottaglie, dove raccontò un’azienda che partiva dall’argilla per fare capolavori. Ha parlato anche di fotografi, delle bellezze di Matera, di Taranto, delle cozze che nascono e crescono nel Mar Piccolo e raggiungono i mercati più lontani. Sabato pomeriggio ha presentato un libro a Locorotondo, “Il giostraro”, un signore che con il suo mondo è andato strada per strada in tutt’Italia e all’estero.
L’Associazione di cui è presidente onorario è fatta di giovani di origini pugliesi. Le radici non appassiscono mai o quasi mai: sono solide, profonde, si propagano sotto la terra fertile. Così quelle dell’ulivo, della quercia. Quelle del fico crescono anche sotto le pareti dei tratturi, a volte le spaccano per farsi largo. E i giovani dell’Associazione Pugliesi sono legati al paese come l’edera alle facciate dei palazzi, come le cozze di Taranto alle “zoche”. corda di crine intrecciata, a cui si attaccano i mitili. Così sono le radici dei giovani, tanti fra il pubblico, che sono stati incoraggiati da questa “Innovation Bridge”, svoltasi a Palazzo Marino il 10 giugno. Questi giovani fanno onore a Milano e alla Puglia. Molti non lo conoscono, il paese, da cui partirono i genitori, ma lo sentono dentro, anche non sanno il suo dialetto, forse non lo hanno mai nemmeno visto. Sì e no sanno che esiste.
L’Associazione è per loro un centro di incontro, di scambio culturale, di esperienze acquisite, un luogo in cui sorgono attività con lo scopo di aiutarli a crescere anche professionalmente. È un sodalizio fondato da Nicola Tattoli in questa Milano ricca anche di realtà regionali. Mi viene in mente il “Foculàr furlan”, che tra l’altro fece celebrare una messa in Duomo per le vittime del terremoto in Friuli; ed altre associazioni regionali che si sono distinte per le loro iniziative, comprese le serata di degustazioni di vini e specialità gastronomiche. Ricordo il Fogolar con le sue riunioni a tavola anche per ascoltare canzoni della loro terra suonate da un fisarmonicista. Per la cronaca, Edoardo Raspelli, famoso, stimato e severo critico gastronomico, lo ha frequentato qualche volta, ma il padre di più, perchè figlio di un tenente dei carabinieri che era di Mortelliana, provincia di Udibne, e portava spesso la famiglia al Fogolar.
Insomma i milanesi di adozione a Milano hanno anche voglia di stare insieme e parlarsi, confidarsi. E all’Associazione Pugliesi accade anche questo. E’ bene incastonata nel tessuto milanese, dove realizza le sue iniziative, come quella di Palazzo Marino, in piazza della Scala. Milano, afferma Lenoci, dove generazioni di pugliesi hanno dato il meglio di sé. E ci sono riusciti utilizzando tre caratteristiche: occhi di tigre, orecchie alla Dumbo, voglia di fare strada. Ci riusciranno grazie all’Innovation Bridge tra il capoluogo lombardo e la Puglia. Un binomio vincente .