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Le notti magiche che iniziarono di pomeriggio. Era l’8 giugno A pochi giorni dal mondiale di calcio emerge il ricordo di Italia 90: gli azzurri nella finale di Bari, quella che non avrebbero voluto

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Era un’altra Italia, anche dal punto di vista televisivo. Si pensi che il sorteggio trasmesso a dicembre 1989 dal Foro Italico in Roma aveva due conduttori: Pippo Baudo e Bruno Pizzul (va ribadito: Pippo Baudo e Bruno Pizzul, un numero uno e un altro numero uno). Roba che oggi appartiene ai sogni.
Venne anche presentato al pubblico di tutto il mondo l’inno di quella rassegna.
Le notti magiche iniziarono, in realtà, di pomeriggio, l’8 giugno 1990 alle ore 18: fischio di inizio del campionato del mondo di Italia 90. Stadio San Siro di Milano: Argentina campione in carica sconfitta dal Camerun (1-0 per gli africani, rete di Biyik) nella prima partita della rassegna iridata e all’Italia andava pure bene perché ahinoi Maradona, il più forte di tutti, era benvoluto solo dai napoletani e odiato dagli altri nostri connazionali. Nella cerimonia inaugurale, prima della partita, Gianna Nannini e Eduardo Bennato cantarono “Notti magiche”.
L’Italia a quel mondiale arrivò terza. Giocò la “finalina” di Bari e la vinse 2-1 con l’Inghilterra, avrebbe voluto giocare la finale che invece fu Germania-Argentina 1-0 all’Olimpico di Roma.
Comunque la nazionale azzurra allenata da Azeglio Vicini era una squadra bella, molto giovane, propositiva, entusiasmante per i tifosi e fece scoprire un campione inaspettato: Salvatore Schillaci. Bella, molto giovane, propositiva: quella che, se ci fosse più coraggio, potrebbe essere l’Italia di oggi, per riemergere dal fondo, se si facesse continuare a Silvio Baldini il suo ruolo come ct. Ma il timore che non andrà così è fortissimo.


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