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Viaggi in mare Ricordi

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Di Franco Presicci:

Viaggiare sul mare è una meraviglia. A bordo di una delle regine del mare, la “Michelangelo” e la “Raffaello”, della Società di navigazione “Italia” di Genova, ancora di più (purtroppo non ci sono più). Ho viaggiato tanto su quelle navi. Facevo le cronache sulle iniziative che vi si svolgevano e il capo ufficio stampa Adriano Bet mi considerava quasi un suo vice (quello ufficiale, Bonfiglioli, c’era già ed era bravissimo). Quando scendevo facevo pubblicare delle “biro” con foto su quotidiani e settimanali e mi preparavo all’impresa successiva. Così assottigliavo le mie ferie, ma non me ne curavo. A bordo intervistavo gli chef, personalità del cinema, del teatro, del giornalismo; le dame che vincevano il concorso “La signora del mare”; Raffaella Carrà, Solvy Stubing, Diana Torrieri, Barbara Bouchet, il grande “chansonnier” Enrico Simonetti…

cf1ec324 347d 4725 baaf ec21f5411fc7Un giorno Bet (a destra nella foto accanto, ndr.) mi chiese di dare una mano per confezionare uu giornale, “Corriere del mare”, edizione straordinaria. Titolo di spalla: “Si sta concludendo la crociera della Michelangelo in Atlantico”. E cominciai a intervistare due bravissimi e simpaticissimi giornalisti del quotidiano del pomeriggio “La Nott: Tullio Barbaro e Vittorio Reali, ospiti graditissimi e spassosi Uno con incarichi importanti all’Ordine dei Giornalisti”; l’altro futuro fondatore e direttore di Radio Meneghina, molto ascoltata.

Conversai a lungo con Simonetti sotto il fumaiolo e rilevaiotai una notevole cultura non solo musicale. Simonetti mi parlò di correnti letterarie, di mostri sacri della carta stampato da Giancarlo Fusco a Indro Montanelli, a Giorgio Bocca, esprimendo opinioni calibrate. Parlai anche con il mago Waldner., che se ne stava tranquillo raggomitolato su una poltrona in un ufficio del foyer. Gli chiesi se fossero vero che sulla mano è tracciato il mostro destino e mi rispose che non faceva il chiromante, anche se vi si era dedicato in passato. Gli domandai perché mai l’uomo oggi si rivolge allì’astrologo più di ieri e rispose che l’uomo ha mutato sistema di vita; è piombato nella solitudine e non avendo altro cerca conforto nelle stelle. Parlava a fatica, spezzava le parole, non approfondiva l’argomento, ma era coltissimo.

Piacevole l’incontro con la famosa attrice Diana Torrieri. Era dolce, serena, voce bassa, sguardo illuminate. Aveva in mano un suo libro di poesie, me ne lesse una. Poi me lo prestò perché lo leggessi nella calma della mia cabina. Mi avvicinai al comandante (uscito dal corso dell’Istituto nautico di Genova, una vita interamente sul mare, la carriera sviluppata giorno per giorno, grado dopo grado, sulle numerose unità della marina mercantile italiana). Due domande e risposte esaustive.

Dialogavo con i passeggeri. Un pittore genovese aveva realizzato un ritratto di donna Vittoria Leone, moglie del presidente della Repubblica, in abito rinascimentale; e diceva che stava per portarlo al Quirinale. Donna Vittoria se lo aspettava, perché lo aveva già visto sui giornali.

396bf204 ff42 4807 9204 999e5a6e97abSulla pista da ballo alcune coppie facevano vere acrobazie, eseguendo il valzer, e gli emuli dei tanghero si esibivano come farfalle al vento. Una volta tra gli ospiti c’era un giornalista che dirigeva un settimanale. Ballando alla dama si staccarono le “bretelle” dell’abito e il seno rimase nudo; lui lo coprì con il suo torace e se ne uscì con una bella battuta: “Ho parato due gol!”.

I compleanni venivano festeggiati con i camerieri che marciavano ai bordi dei tavoli fino a quello del festeggiato, con in mano ciascuno una torta e una candelina accesa, sollevando un coro di auguri. Bet, sempre in smog, sorridente, gentile, disponibile, teneva segreto il nume della vincitrice del concorso “La signora del mare”, confidandolo soltanto a me, che con ogni cautela dovevo interpellarla per farmi dire un po’ della sia biografia. La nave faceva sosta a Napoli e in pullman andavamo una volta a Sorrento, un’altra volta a Ischia, poi altrove. In un viaggio mi portai il fotografo di Novella 2000, che mi dedicò cinque pagine con foto a colori. Purtroppo dovetti scrivere che le due regine stavano per perdere il trono. Era il ‘75. La penultima volta furono ospitate cinque modelle, riprese dall’obiettivo di Mosca vicino alla prua, nel porto partenopeo. Napoli, una delle più belle città del mondo, che nutrì artisticamente Totò, i De Filippo, De Crescenzo e tantissimi altri, alimentando le pagine di Curzio Malaparte e una folla di altri scrittori. Napoli, la città di Giuseppe Marotta, che visse per tanto tempo a Milano, scrivendo “Mal di Galleria”, “Le Milanesi”…

Andare per mare voleva dire sbarcare a volte a Casablanca, che richiama subito rl film omonimo con Ingrid Bergman e Humphrey Bogart. Una delle visite più interessanti prima di salire su un treno e correre a Marrakesc. Sulla piattaforma del convoglio un signore arabo mi mostrò cinque galline legate per i piedi e mi suggerì di acquistarle, perché facevano ottime uova.

Fu a Sorrento che incontrai Barbara Bouchet intenta a girare un film con Pierre Leroy. Poi non so perché salì a bodo con noi, diretti a Genova. Era bellissima, elegante, cortese. Le chiesi l’intervista, ci sedemmo in poltrona e me la concesse. A Sorrento mi invitarono a ballare la quatriglia, accettai, ma non finiva mai. Sulla pista rimanemmo io e una allieva della Scala di 18 anni. L’orchestra aumentava il ritmo e io il mio orgogli . Dovetti cedere per evitare l’infarto. Al ritorno sulla nave andai a visitare i quadri appesi alle pareti di varie sale. C’erano De Pisis e tanti altri pittori e scultori. A mezzanotte tra prelibatezze di vario genere campeggiavano sculture di ghiaccio stupende, realizzate dai cucinieri. Nessuno era stanco, a quell’ora; anzi erano ancora disposti a calpestare la pista da ballo. La nave continuava a tagliare l’acqua spumeggiando; qualcuno era afflitto dal mal di mare, ma non aveva intenzione di rifugiarsi in cabina. Una pillola e via. Si arrivava alle 4 del mattino. Io a quell’ora fui prelevato dal gruppo che frequentavo e portato come in barella su un ponte ,dove un nottambulo impenitente suonava la fisarmonica. Ancora via alle danze. Il mattino del giorno dopo mi aspettava l’attrice Erika Blanc per un’intervista, ma ero abituato a passare le notti in bianco.

c4894af7 bd18 499a a456 26a9d712ed6aSe ne organizzavano d iniziative. “La signora del mare” fu affiancata dalla “Dama dello Zodiaco”, per la quale si proponeva la ragazzina in stile Haudrey Hepburn calata in un abito lungo bianco con luccichii di stelle e la signora con il passo da cavallerizza in una tenuta da cacciatrice di leoni. Non credeva agli oroscopi propinati dai giornali, non si farebbe mai leggere la mano, anche perché da giovane una zingara le aveva pronosticato degli avvenimenti impossibili ed emotiva com’era ne rimase turbata, Lo diceva con semplicità e quasi divertita. Un’altra signora, bionda, direttrice di una piccola azienda, interpellava l’oroscopo prima di prendere una decisione, le piaceva il mare, aveva predilezione per la vela. Indossava un abito lungo, scuro con ghirigori dorati. Altri si susseguirono davanti alla giura che ascoltava e giudicava. Uno dei membri era il mago Waldner. Io non ne facevo parte: dovevo solo prendere nota degli abiti e delle confidenze delle aspiranti.

La Michelangelo, che aveva un grande modello alla stazione di Milano in una sala che prendeva il nome dalla regina, avanzava silenziosamente, le luci accese, solcando il mare. Qualcuno fumava su un ponte, due innamorati si scambiavano carezze, la luna adocchiava indiscreta, sull’acqua danzavano crespe d’argento. Nessuno si annoiava, c’era sempre qualcosa da fare o da vedere.”Ecco, vinci se afferri con la bocca la mela che sta in fondo al secchio”. Ci provarono in molti, ma l’intuizione la fa da padrona. Un giovanotto affondò il capo nell’acqua, spinse la mela sul fondo e tenendola ferma l’addentò. Applausi.

Dall’oblò si poteva osservare un’infinita distesa di acqua, se avevi voglia potevi andare a salutare il comandante, che alle 19 offriva il cocktail. Un passeggero corteggiava una fanciulla sussiegosa. Avevano già tentato altri. Signore anziane bevevano il sole adagiate sulle sdraio e si raccontavano stralci di vita vissuta. Chi ama l’ascolto poteva scrivere un libro, di amori, sregolatezze, intemperanze, nostalgie, scrupoli. La nave aiuta a confessarsi. Tanto le parole le porta via il vento.



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