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Martina Franca: piano urbanistico generale, la delibera regionale non sembra un via libera Numerose prescrizioni per l'attestazione definitiva: rilevante il no al lotto minimo di quattromila metri quadrati per costruire

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Ieri l’amministrazione comunale di Martina Franca comunicava il via libera da parte della giunta regionale pugliese, in tema di attestazione di compatibilità alla legge regionale, del piano urbanistico generale di Martina Franca.

Senonché la lettura di quella delibera 603 del 18 maggio (che è in formato pdf al termine di questo testo) da parte della giunta regionale pugliese, si dia un:occhiata di sfuggita alle assenze, riporta considerazioni. Ad esempio che occorre rivedere diverse cose prima di ottenere l’attestazione di compatibilità definitiva. La sintesi è nelle conclusioni del dipartimento ambiente, proprio in fondo alla relazione: “ai fini del conseguimento della compatibilità al PPTR del PUG di Martina Franca, si ritiene necessario acquisire ai sensi dell’art. 11 co. 9 della L. R. n. 20/2001, la documentazione integrativa e gli elaborati di Piano modificata in ottemperanza ai rilievi rappresentati.”

Rilievi che non sono pochi e non sono neanche una passeggiata. Usi civici, mancato parere vincolo idrogeologico, PAI da attestare, insufficienza del quadro conoscitivo, dimensionamento residenziale, standard urbanistici, sovradimensionamento dei contesti urbani, criticità ZAS/TPM, previsioni rurali e produttive, non compatibilità paesaggistica puntuale di alcune previsioni, San Paolo, interferenze con boschi/siti naturalistici. Eccetera. Sono 76 pagine, dire che siano tutte di prescrizioni è magari eccessivo ma le prescrizioni sono tante.

Esempio: “per tutti i Contesti rurali, nelle norme delle previsioni programmatiche si consente l’accorpamento con possibilità di edificazione su un lotto avente superficie non inferiore a 4000 mq. Detta previsione disattende gli obiettivi del Piano ovvero il contenimento della diffusione insediativa che in maniera evidente caratterizza il territorio comunale di Martina Franca e di fatto ripropone la disciplina del PRG. Le condizioni di accesso al Lotto minimo, così come definite, rendono di fatto non significativo il parametro dimensionale previsto (tomolo), riducendolo a presupposto meramente formale e facilmente eludibile. Si ritiene pertanto necessario, per i Contesti Rurali, eliminare il parametro dei 4.000 mq come Lm, valutando l’opportunità di utilizzare come Superficie Minima di Intervento l’ettaro e i suoi multipli al fine di rendere la previsione omogenea… ” La questione dei quattromila metri quadrati era una sorta di fiore all’occhiello. Invece è valutata nel verso opposto rispetto alla necessità di recupero di suolo e la limitazione di insediamenti abitativi indicata nello stesso piano.

Proprio un via libera non sembra. Qualcuno chiarisca se sia la nostra una valutazione sbagliata.

Si tratta del documento fondamentale di programmazione del territorio per i prossimi decenni.

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