Di Nino Sangerardi:
“Il Fondo Italiano per il Clima, istituito con la Legge di Bilancio anno 2022 e dotato di 840 milioni di euro annui tra il 2022 e il 2026, costituisce uno strumento strategico della politica italiana di cooperazione internazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici nei Paesi emergenti e in via di sviluppo”.
Parole che si leggono nella relazione sul Fondo– approvata con Delibera n. 45/2026/G—dalla Corte dei Conti Sezione Centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, in cui si evidenzia il contributo al rafforzamento della finanza climatica globale e alla promozione del coinvolgimento del settore privato, con una significativa attenzione ai Paesi africani nell’ambito del Piano Mattei, cui è destinata una quota prevalente delle risorse.
Il Fondo, gestito da Cassa Depositi e Prestiti, adotta un sistema di governo multilivello e opera attraverso finanziamenti, partecipazioni al capitale e garanzie, in coerenza con la sua natura rotativa.
Dall’analisi della Magistratura contabile “sono emerse alcune criticità, in particolare legate alla scarsa attrattività dei progetti per i soggetti finanziatori, anche a causa della limitata capacità tecnica locale e della complessità dei contesti operativi, soprattutto quelli africani; fattore che incide sulla capacità del Fondo di mobilitare ulteriori risorse e di consolidare una filiera progettuale più strutturata e continuativa”.
I tempi di attuazione sono inoltre influenzati dal carattere articolato delle procedure e dal concorso di diversi soggetti istituzionali.
“Nonostante queste criticità– scrive la Corte– nel periodo in esame si registra un progressivo rafforzamento dello strumento, anche grazie all’incremento delle attività di promozione internazionale, al coinvolgimento della rete diplomatica e al coordinamento con il Piano Mattei.In un’ottica di miglioramento dell’efficacia complessiva del Fondo, si sottolinea l’esigenza di ampliare il supporto ai Paesi beneficiari, anche attraverso il potenziamento delle attività di assistenza e delle capacità locali, per favorire progetti di qualità e più idonei a catalizzare finanziamenti internazionali”.
È stata anche segnalata l’opportunità di intensificare il dialogo istituzionale con le autorità locali e le istituzioni finanziarie internazionali, di semplificare le procedure interne e introdurre sistemi di monitoraggio dei tempi di decisione, anche tramite sistemi digitali.
Ulteriori profili di attenzione riguardano “sia il rafforzamento della governance e il miglioramento dei livelli di trasparenza – anche mediante la pubblicazione periodica di dati sugli interventi finanziati e sull’operatività del Fondo – che la maggiore flessibilità nell’uso delle risorse e la più stretta integrazione con altri strumenti di cooperazione allo sviluppo, al fine di massimizzare l’impatto complessivo delle iniziative sostenute”.
Misure che potranno aumentare l’efficacia del Fondo e consolidarne il ruolo, nel contesto delle politiche pubbliche a sostegno della transizione verso modelli di sviluppo sostenibile.
Il rapporto della Corte dei Conti è stato trasmesso alla Presidenza Consiglio dei Ministri, Presidenza di Senato e Camera dei Deputati, Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica, Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero Economia e Finanze, Cassa Depositi e Prestiti.






