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Global Sumud Flotilla: l’attivista barese e i soprusi degli israeliani Documento

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L’attivista barese Tony La Piccirella all’Ansa: “Chiuso in un container per trenta ore, picchiate anche le donne. Sono saliti a bordo delle nostre barche con i fucili spianati.

—–

Di seguito il documento diffuso da Global Sumud Flotilla:

La Global Sumud Flotilla conferma le denunce di tortura e chiede un intervento globale immediato mentre una nave israeliana trasferisce i civili rapiti verso la Palestina occupata.

Testimonianze oculari confermano che Saif Abukeshek è stato sottoposto a tortura a bordo di una nave militare israeliana, mentre le autorità europee non riescono a impedire il trasferimento illegale.

La Global Sumud Flotilla lancia un allarme internazionale urgente riguardo a una missione di rapimento e tortura sponsorizzata dallo Stato, attualmente in corso in acque internazionali. Questo allarme fa seguito alla testimonianza diretta di partecipanti rilasciati, i quali confermano che Saif Abukeshek — uno dei due civili prelevati con la forza dalle forze israeliane — è stato sottoposto a tortura durante la detenzione a bordo di una nave militare israeliana mentre si trovava ancora in acque greche. Ciò costituisce una grave escalation e un ulteriore crimine di guerra.

A seguito dell’intercettazione illegale di 22 imbarcazioni appartenenti alla Global Sumud Flotilla da parte delle Forze di Occupazione Israeliane (IOF) in acque internazionali, a meno di 80 miglia nautiche a ovest dell’isola greca di Creta, 175 partecipanti civili sono stati prelevati da 21 barche e trasferiti sulla nave israeliana NAHSHON, dove sono stati sottoposti a violenza fisica e verbale.

Testimoni oculari tra i partecipanti hanno fornito resoconti strazianti delle urla di Abukeshek che riecheggiavano in tutta la nave mentre veniva sottoposto a torture sistematiche, dopo essere stato separato dagli altri.

La flottiglia conferma che a Saif Abukeshek, cittadino spagnolo e svedese di origine palestinese, e a Thiago Ávila, cittadino brasiliano, non è stato permesso di sbarcare quando la nave ha raggiunto il porto di Ierapetra, nel sud di Creta, nonostante si trovassero in acque territoriali greche. Tutti gli altri partecipanti sono stati infine rilasciati, sebbene 36 di loro abbiano necessitato di cure ospedaliere a causa delle ferite riportate durante la violenta intercettazione e detenzione da parte delle IOF.

Nonostante gli urgenti interventi legali in diverse giurisdizioni mirati a prevenire il trasferimento illegale dei due civili, le autorità greche non sono intervenute. La NAHSHON ha ora lasciato le acque territoriali greche ed è in rotta verso la Palestina occupata, dove l’arrivo è previsto per il 2 maggio.

Questo rappresenta un profondo fallimento da parte delle autorità europee nel far rispettare il diritto internazionale e nell’impedire il trasferimento illegale di civili alla custodia di una potenza militare credibilmente accusata di crimini di guerra in corso. Questo non è un incidente isolato. È il blocco di Gaza esteso al Mediterraneo: le stesse forze che riducono alla fame una popolazione stanno ora torturando i civili che osano portare loro speranza.

La Global Sumud Flotilla invita i leader mondiali, inclusi i governi europei, Brasile, Spagna, Svezia e Italia (la bandiera sotto la quale navigavano), a:

• Esigere il rilascio immediato di Saif Abukeshek e Thiago Ávila.

• Condannare pubblicamente l’uso della tortura e la detenzione illegale di operatori umanitari civili.

• Intervenire immediatamente per prevenire il loro trasferimento sotto la custodia israeliana.

• Ritenere Israele responsabile per le violazioni del diritto internazionale, inclusi tortura, detenzione illegale e attacchi contro civili in acque internazionali.

• Indagare sul ruolo delle autorità greche nell’aver permesso la partenza della nave che trasportava i civili detenuti.

Il tempo è un fattore critico.

La tortura denunciata di un attivista civile, unita al trasferimento illegale di detenuti dalle acque europee, segna una pericolosa escalation con vaste conseguenze legali e morali. Il mancato intervento mette a rischio non solo la sicurezza e la vita di Saif Abukeshek e Thiago Ávila, ma erode ulteriormente la credibilità del diritto internazionale di fronte alle atrocità in corso a Gaza.



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