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Matera: zona franca, quale futuro per il centro di formazione Paip Dibattito

zona franca matera

Di Nino Sangerardi:

Nella prropria sede , via Giardinelle 4 nella Zona Paip 1 in Matera, l’Associazione Zona Franca Urbana Matera ha temuto un forum-dibattito in merito a “Quale futuro per il Centro di Formazione Paip”.

Dopo l’introduzione affidata all’imprenditore Franceschino Santantonio ha relazionato sulla questione l’economista Leonardo Cuoco. Franceschino Santantonio, imprenditore fondatore del Paip,dopo una breve cronistoria a beneficio dei più giovani sulla quarantennale istituzione dell’area di insediamento produttivo materana, seconda solo a Bologna, ha rilanciato sulla necessità di “riattivare la consulta, quale organismo di gestione partecipata e di garanzia previsto dal regolamento comunale, e sull’urgenza di realizzare un centro di servizi (Cesp) per tutte le imprese artigianali produttive di beni e servizi, che possa affiancare le imprese nelle tante trasformazioni di legge e di mercato”.

Il presidente dell’Associazione Zona Franca Urbana Matera, De Meo,  ha illustrato la proposta già sottoposta alla Regione e oggi al Comune, del Paip “come Hub di servizi comuni formativi, energetici e logistici, in grado di dare una risposta a questi fabbisogni di innovazione e formativi espressi delle imprese insediate nel Paip e nella Zona Franca Urbana, utilizzando i fondi messi a disposizione dal Decreto Zes infrastrutture di prossima scadenza per i Comuni e le  province”.

Diverse sono state le manifestazioni di interesse dei presenti all’incontro nel proseguire in questa direzione, per realizzare dal “Campus delle arti e dei mestieri alla Academy sui dati spaziali innovativi”.

Leonardo Cuoco, economista e consulente, nelle sue conclusioni ha incoraggiato “a perseguire un’azione di collaborazione che ponga Matera città cerniera, al centro di una programmazione complessiva di sviluppo e rilancio produttivo e sociale a partire dalla formazione: lo strumento per fare ciò può essere la promozione sin da subito di una Fondazione di partecipazione, ente no-profit, misto pubblico privato, riconosciuto a livello ministeriale e regionale, adatto per gestire una struttura con utilità sociale, culturale e scientifica, che con il suo patrimonio e la sua compagine a livello provinciale possa gestire questi processi. Quindi la direzione è tracciata: avanti tutta per la costituzione della Fondazione PAIP”.

 


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