I recenti dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze delineano un quadro di profonda mutazione per il comparto degli apparecchi da intrattenimento in Italia. A dirlo sono gli esperti della redazione di Slot Mania, uno dei siti di punta dell’informazione sul gioco pubblico in Italia, che lanciano un allarme: “Nel periodo che intercorre tra il 2023 e il 2025, emerge una tendenza alla contrazione che non sembra essere episodica, ma piuttosto il riflesso di un cambiamento strutturale nelle abitudini di consumo e nell’assetto normativo del territorio”.
I numeri, infatti, parlano chiaro. La raccolta complessiva degli apparecchi con vincita in denaro ha mostrato una flessione costante: dai 33,738 miliardi di euro registrati nel 2023 si è passati ai 32,618 miliardi del 2024, fino a giungere alla stima di 31,541 miliardi per l’anno 2025. “In un arco temporale di soli due anni – spiegano ancora da Slot Mania – il settore ha visto sfumare circa 2,1 miliardi di euro di raccolta, confermando un ridimensionamento che deve per forza interrogare gli operatori del mercato e le istituzioni”.
Il peso specifico degli apparecchi all’interno dell’intero segmento del gioco pubblico è l’indicatore più chiaro di questa perdita di centralità: se nel 2023 il comparto incideva per oltre il 51% della raccolta del gioco fisico e per il 22,85% di quella complessiva, l’anno successivo questa quota è scesa al 20,7%. Al contrario, il segmento degli apparecchi senza vincita in denaro ha mantenuto una stabilità quasi ferrea, con una raccolta annua costante intorno ai 30 milioni di euro. “Si tratta di una divergenza che suggerisce come la crisi colpisca in modo selettivo le modalità di gioco basate sulla vincita aleatoria fisica, schiacciate dalla crescente competitività del canale digitale. Le ragioni di tale crisi sono molteplici e interconnesse: l’espansione dell’offerta online, che comprende scommesse, casinò e slot virtuali, ha drenato una fetta consistente di utenza grazie a una maggiore accessibilità e a minori vincoli logistici. Ma anche le restrizioni territoriali imposte dalle amministrazioni locali hanno limitato la presenza fisica delle slot sul territorio, rendendo l’offerta offline meno capillare”, continuano gli analisti di Slot Mania.
Le ripercussioni di questo andamento si riflettono direttamente sulle casse dello Stato: “il gettito fiscale derivante dal settore ha subito una riduzione del 7,4% nell’ultimo biennio, scivolando dai 5,66 miliardi di euro del 2023 ai 5,24 miliardi stimati per il 2025. “Un decremento che non indica una diminuzione del volume di gioco totale nel Paese – concludono – ma segnala uno spostamento della domanda verso piattaforme digitali che spesso godono di regimi fiscali o operativi differenti”.
Alla luce di questi dati, insomma, la contrazione del gioco terrestre solleva preoccupazioni non solo economiche, ma anche legali e sociali. Si sta perdendo, infatti, il ruolo di presidio fisico del segmento pubblico, che ha storicamente rappresentato una barriera contro l’illegalità e uno strumento di controllo diretto sui consumatori. Il rischio attuale è che l’indebolimento della rete fisica riduca la capacità di monitoraggio statale sul territorio. Un rischio che il nostro paese non si può permettere di correre.






