Di Nino Sangerardi:
“Mentre i riflettori internazionali si accendono, e già iniziano a spegnersi, su Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, l’Amministrazione Comunale sembra voler abbassare le luci sul futuro produttivo della città, svendendo la vocazione di un immobile strategico nella zona Paip”.
È quanto sostiene il Consigliere Comunale Domenico Bennardi(Movimento 5 Stelle, presidente della Commissione Urbanistica comunale, già sindaco della Città dei Sassi), in merito alla delibera di Giunta municipale n. 68/2026.
“Appena pochi giorni fa, durante la cerimonia inaugurale al Teatro Duni alla presenza di Ministri e autorità europee– rileva Bennardi- abbiamo ascoltato dai Ministri e dal Presidente della Giunta Regionale lucana, Bardi, impegni solenni sulla centralità strategica di Matera nel bacino del Mediterraneo. Si è parlato di dialogo, ma anche di innovazione e sviluppo. Eppure l’azione amministrativa reale sembra andare in direzione opposta: si concede il nullaosta per trasformare un Centro di Formazione Professionale, costato miliardi di vecchie lire dei cittadini (Fondi Europei FSE), nella sede accentrata di un call center privato, nonostante il Comune sia titolare del 30% del diritto di superficie sull’area” .
Secondo il consigliere Bennardi ” la scelta della Giunta comunale è priva di visione: accettare una piccola percentuale di una percentuale di affitto (il 10-12% del canone percepito dalla Provincia di Matera) in un incontro privato, senza coinvolgere le Commissioni competenti e ignorando la Consulta Paip, è un atto di resa. Se pur dovesse essere vera la notizia che darebbe per scomparsa la Consulta, l’Amministrazione avrebbe dovuto creare un tavolo con le associazioni datoriali e soggetti sensibili alle nostre infrastrutture abbandonate, come l’Associazione Zona Franca Matera che abbiamo ascoltato in Commissione e che ha lanciato un esplicito grido di allarme”.
“Non si può gestire il patrimonio pubblico– sottolinea l’ex sindaco di Matera– come un’agenzia immobiliare a caccia di provvigioni. Quell’immobile è nato per la Formazione Professionale pubblica e per i servizi alle imprese artigiane: deve restare un luogo al servizio del territorio, non di un singolo interesse privato”.
La proposta di Bennardi verte soprattutto “sul titolo internazionale che la città ricopre nel 2026: lì, nel Centro Fomazione Professionale, potremmo realizzare l’Hub Produttivo e Formativo del Mediterraneo. Un polo pubblico dove Regione, Comune e Ministeri facciano convergere gli investimenti promessi per creare un Campus ITS di alta specializzazione, laboratori per l’artigianato artistico e spazi espositivi per le eccellenze lucane. Questo significherebbe onorare il titolo di Capitale del Mediterraneo: trasformare le parole in infrastrutture. In alternativa, la struttura poteva essere offerta come sede formativa per il Centro Sperimentale di Cinematografia, rafforzando la nostra vocazione di Città del Cinema.Non era anche questo forse uno dei nostri beni comuni che pubblicamente promettiamo di gestire in modo partecipato, condiviso, regolamentato eccetera eccetera? Mi chiedo : cosa ne pensano i consiglieri provinciali di Matera in questa partita e perché restino silenti. Ma intanto il Comune non può abdicare al suo ruolo di pianificatore. Chiedo il ritiro immediato in autotutela del provvedimento: Matera non ha bisogno di uffici blindati, ma di un cuore pulsante per l’innovazione e il lavoro dei nostri giovani. Non svendiamo il futuro per un canone d’affitto”.






