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“Owen Wingrave” del festival della Valle d’Itria ha vinto il premio Abbiati come “migliore iniziativa musicale” del 2025 Il primo curato da Silvia Colasanti

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Di seguito il comunicato:

La notizia, appena diffusa dall’Associazione nazionale dei critici musicali italiani, premia la novità del Festival della Valle d’Itria dello scorso anno, il primo curato dalla compositrice Silvia Colasanti.

IL PREMIO

La giuria – composta dal direttivo dell’Associazione Nazionale dei Critici Musicali (il presidente Andrea Estero, Alessandro Cammarano, Carlo Fiore, Gianluigi Mattietti, Carla Moreni, Roberta Pedrotti, Alessandro Rigolli) e da sette critici eletti dagli iscritti fra i soci dell’ANCM (Attilio Cantore, Sandro Cappelletto, Susanna Franchi, Giancarlo Landini, Gregorio Moppi, Lorenzo Tozzi, Gaia Varon) – tenendo conto anche delle segnalazioni ricevute dagli altri soci, ha decretato i vincitori dei 13 premi divisi per categoria (fra cui quello come migliore “iniziativa musicale” vinto da Owen Wingrave), scegliendo tra produzioni, concerti e iniziative svoltesi nei teatri e nelle sale da concerto italiane nell’arco del 2025. L’edizione di quest’anno è stata dedicata alla memoria di Angelo Foletto, maestro della critica musicale italiana recentemente scomparso, che è stato presidente dell’Associazione per quasi trent’anni e ha dato un grande contributo al dibattito musicale contemporaneo. Una dedica particolarmente sentita dalla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca e dal Festival della Valle d’Itria che in Angelo Foletto hanno trovato fin dalle prime edizioni un osservatore attento, un interlocutore prezioso e un amico sincero.

Le motivazioni dei premi e i dettagli sulla cerimonia di premiazione verranno resi noti prossimamente.

 

L’OPERA

L’opera ha rappresentato un forte messaggio pacifista in tema con l’edizione del 2025 del Festival “Guerre e pace”; la vicenda narra di un giovane, Owen Wingrave, che si ribella alle tradizioni militari che hanno dominato la sua famiglia aristocratica per generazioni. In prima esecuzione italiana, a oltre cinquant’anni dalla composizione, Owen Wingrave di Benjamin Britten, rappresentata nel Palazzo Ducale di Martina Franca, è stata diretta da Daniel Cohen, sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, regia di Andrea De Rosa, scene di Giuseppe Stellato, costumi di Ilaria Ariemme. Tutte specializzate nel repertorio inglese le voci principali del cast, a partire dal baritono Äneas Humm nel ruolo del titolo, il basso-baritono Kristian Lindroos (Spencer Coyle), il tenore Ruairi Bowen (Lechmere), il soprano Charlotte-Anne Shipley (Miss Wingrave) e il mezzosoprano Sharon Carty (Kate Julian). Importante anche l’apporto delle giovani voci selezionate dall’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (il soprano Lucía Peregrino nel ruolo di Mrs Coyle, il soprano Chiara Boccabella Mrs Julian, il tenore Simone Fenotti General Sir Philip Wingrave e il tenore Chenghai Bao nel ruolo del Narratore). Sul palco, coinvolgendo le giovani forze del territorio, anche il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi diretto da Angela Lacarbonara.

Scritta fra il 1969 e il 1970, dodicesima e penultima opera del massimo compositore inglese del Novecento, l’opera venne commissionata dalla BBC che la trasmise nel 1971, entrando dal piccolo schermo nelle case di tutti gli inglesi. Due anni dopo venne approntata la versione per il teatro che andò in scena per la prima volta al Covent Garden di Londra il 10 maggio 1973. “Ho dedicato la mia vita ad atti creativi, e non posso prendere parte ad atti di distruzione” così ebbe a dichiarare Britten di fronte al Tribunale locale per l’iscrizione degli obiettori di coscienza nel 1942, durante la Seconda guerra mondiale, pensiero e convinzione ribaditi attraverso la musica con quest’opera, composta negli anni della guerra in Vietnam, contro la quale il musicista britannico prese una posizione ferma e irrevocabile.

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