Di seguito il comunicato:
Il quadro complessivo, emerso durante la seduta del 3 febbraio 2026 dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale presieduto dal Segretario Generale dottoressa Vera Corbelli, ha delineato, pur persistendo alcune condizioni di severità idrica, una tendenza al miglioramento per taluni sistemi delle condizioni di severità idrica per il comparto idropotabile e per il comparto irriguo.
In sintesi, il quadro complessivo evidenzia una condizione di criticità nella disponibilità delle risorse idriche, differenziata su base territoriale tra i diversi schemi di approvvigionamento.
Pertanto, i lavori dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici e dei Tavoli Tecnici per i trasferimenti idrici interregionali, coordinati dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, dovranno continuare nell’incessante opera di monitoraggio delle risorse idriche disponibili, puntando sempre a mitigare gli impatti delle crisi idriche nei diversi bacini e sui diversi comparti di utilizzo della risorsa idrica, da questo momento potendo godere della pienezza dei poteri conferiti dalla vigente legislazione.
Prima della rappresentazione delle specifiche dei vari sistemi il Segretario Generale ha richiamato il Decreto del ministro dell’Ambiente n. 448 del 15 dicembre 2025 relativo alle nomine componenti Osservatorio.
L’Osservatorio, infatti, quale organo dell’Autorità di Bacino ai sensi dell’art. 63-bis del D. Lgs. 152/06, si è formalmente costituito con l’emanazione del Decreto del Ministro dell’Ambiente n. 448 del 15 novembre 2025 e nella seduta odierna lo stesso si è insediato e ha dato avvio alle proprie attività in base al regolamento approvato con la delibera della CIP n. 1 del 25/07/2023.
Presenti i rappresentanti con diritto di voto dei ministeri Ambiente, Agricoltura, Cultura, Dipartimento Protezione Civile di tutte le Regioni ricadenti nel Distretto (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia).
La piena operatività dell’Osservatorio quale organo dell’Autorità di Bacino, in ragione di quanto previsto dalla normativa, consente al Segretario Generale di adottare, sulla scorta delle valutazioni condotte dall’Osservatorio, specifiche misure di salvaguardia. “L’Osservatorio è una misura del Piano di Gestione delle Acque – ha osservato il Segretario Generale dottoressa Vera Corbelli – con il quale da un lato si vanno a valutare le severità idriche, dall’altro si individuano e attuano le azioni a breve, medio e lungo termine per fronteggiarla”.
In relazione ai livelli di criticità idrica dei territori
Più in dettaglio, per quanto riguarda il comparto potabile, i territori e schemi idrici che presentano uno stato di “severità idrica elevata” sono: la Puglia; le province di Crotone e Reggio Calabria e lo schema Basento – Camastra – Agri.
Si riscontra una condizione di “severità media tendente ad alta” per: il Lazio e n. 11 comuni in Basilicata serviti dallo schema Vulture Melfese e per i 33 comuni della provincia di Matera serviti dallo schema Collina Materana, oltre che per il comune di Matera e per n. 8 comuni serviti dallo schema Fascia Ionica.
Infine, si rilevano condizioni di “severità idrica media”, per la Campania, il Molise e la Basilicata, con esclusione dei comuni già citati in severità idrica media tendente ad alta; la Calabria, con esclusione delle province di Crotone e Reggio Calabria, già citate in severità idrica elevata; il sub-ambito marsicano e la provincia di Chieti in Abruzzo.
Per quanto riguarda il comparto irriguo, si confermano le condizioni di “severità idrica elevata” per le regioni Basilicata, Calabria e Puglia, mentre tutto il resto del territorio distrettuale è in condizioni di “severità idrica media”.
Condizioni di criticità negli invasi e negli schemi idrici
Dalle analisi sui principali sistemi idrici emergono le seguenti situazioni:
Sistema Acque del Sud (dighe Monte Cotugno e Pertusillo): criticità elevata per gli invasi di Monte Cotugno e Pertusillo; in particolare:
- per la diga di Monte Cotugno si riscontra una disponibilità di 100,34 Mm3, con un deficit alla stessa data di 8 Mm3 circa rispetto al 2025 e di circa 171 Mm3 rispetto al volume massimo autorizzato;
- per la diga del Pertusillo si riscontra una disponibilità di 70,9 Mm3, con un surplus alla stessa data di 3,3 Mm3 circa rispetto al 2025 ed un deficit di circa 49,5 Mm3 rispetto al volume massimo autorizzato.
Schema plurimo Ofanto (Conza della Campania, Saetta, San Pietro Osento, Marana Capacciotti e Locone): disponibilità totale attuale pari a circa 66 Mm³, con un surplus di circa 5,5 Mm³ rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, permane una condizione di forte deficit rispetto al volume massimo autorizzato, che un deficit di circa 90 Mm3. Va rilevato come il surplus, per quanto limitato, rispetto allo scorso anno è frutto della ordinata e regolare attuazione del programma di erogazione definito al Tavolo tecnico coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale.
Schema Fortore (Occhito e Celone): si registra una disponibilità attuale complessiva di 63,58 Mm³ con un surplus di 25,02 Mm³ rispetto al periodo omologo del 2025. Permane una forte criticità rispetto al massimo volume autorizzato, con un deficit complessivo di circa 203,2 Mm³, dei quali 187 Mm3 relativi alla sola diga di Occhito. Risulta pertanto proseguire nel monitoraggio costante della risorsa ai fini della programmazione.
Schema Sele–Calore (Sorgente Sanità e Gruppo Cassano Irpino): i dati disponibili consentono di rilevare un ritardo nel processo di ricarica degli acquiferi interessati, con un deficit di portata, rispetto alla media storica, di circa 700 l/s per le sorgenti di Cassano Irpino e di circa 600 l/s per la sorgente Sanità di Caposele, con valori della media di gennaio di poco inferiori a quanto registrato nello stesso periodo del 2018 (immediatamente successivo al periodo siccitoso 2017). Il dato ultimo disponibile, aggiornato al 25/01, riporta per la sorgente Sanità un valore giornaliero di 2820 l/s (2998 l/s al 25/01/2025); per il gruppo sorgivo di Cassano Irpino il valore aggiornato al 25/01 è pari a 1652 l/s (1624 l/s al 25/01/2025).
Schemi idrici della Campania: nel complesso per gli schemi idrici regionali si sta riscontrando una tendenza al miglioramento, con criticità localizzate e differenziate su base territoriale; in particolare, le criticità più pronunciate si rilevano per il comparto potabile nelle province di Avellino e Benevento, mitigate dall’incremento complessivo delle disponibilità e dalla ripartizione della risorsa condivisa in seno ai Tavoli Tecnici operativi per i trasferimenti Campania-Puglia e Molise-Campania (Biferno); per i restanti schemi acquedottistici regionali si evidenzia un complessivo recupero di disponibilità sebbene con valori inferiori alla media; in questa sede va richiamata l’intesa raggiunta con la Regione Lazio per l’incremento, al momento temporaneo, del prelievo dal fiume Gari sino ad un massimo di 600 l/s ha consentito di stabilizzare l’approvvigionamento dei sistemi connessi alla G.A.P.I.R., in uno con gli interventi avviati dai gestori.
Una condizione differente si riscontra per gli schemi di approvvigionamento di ABC (Napoli e provincia): le sorgenti Urciuoli ed Acquaro-Pelosi presentano una disponibilità complessiva al 26/01/2026 di 1355 l/s a fronte di una media storica del periodo di 1749 l/s, con un deficit di 394 l/s.
Schemi idrici dell’Abruzzo: si riscontra una riduzione del grado di severità idrica, che risulta media tanto per l’area del Fucino (sub-ambito Marsicano) quanto per le aree del Chietino (sub ambito Chietino), con una complessiva tendenza al recupero di disponibilità; in particolare:
- le sorgenti Liri e Verrecchie presentano una disponibilità attuale di circa 454 l/s, con un surplus di risorsa di circa 44,6 l/s rispetto alla media storica del periodo;
- la sorgente Rio Sonno presenta una disponibilità attuale di circa di 289 l/s, con un surplus di risorsa di circa 194 l/s rispetto alla media del periodo.
Schemi idrici del Lazio– Per gli schemi del Lazio si riscontra una situazione complessiva di severità idrica medio tendente ad elevata per il territorio dell’ATO 5 Frosinone, anche se con impatti minori rispetto alla crisi del 2017. In particolare, con riferimento alle informazioni fornite dal gestore per le diverse fonti di approvvigionamento, si registra un leggero limitato deficit di disponibilità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e, di contro, un marcato deficit di disponibilità, circa 130 l/s, rispetto alla media storica del periodo.
Schemi idrici del Molise: per quanto concerne le Sorgenti del Biferno si riscontra un forte incremento della disponibilità, con una media del gennaio 2026 pari a 2722 l/s, con un surplus di risorsa rispetto al gennaio 2025 di 1752 l/s e un deficit rispetto alla media storica del periodo omologo di 580 l/s.
Schemi idrici della Basilicata: per quanto attiene gli schemi idrici Lucani si conferma la severità idrica elevata per lo schema Basento-Agri, in ragione del vigente stato di emergenza nazionale, mentre la severità risulta:
- “media tendente a elevata” per lo schema Volture Melfese, per lo schema Collina Materana e per lo schema Fascia ionica, nonché per il comune di Matera;
- “media” per la restante parte del territorio regionale.
Per quanto attiene la Diga del Camastra va rilevato come gli interventi curati dal Commissario Straordinario di Governo (art. 1, comma 154, L. 145/2018) abbiano consentito, in uno ad altri interventi di Acque del Sud, di incrementare il volume massimo autorizzato di 2 Mm3.
Schemi idrici della Calabria: per gli schemi idrici della Calabria si conferma lo stato di severità idrica elevata per le province di Reggio Calabria e Crotone, per le quali è ancora vigente lo stato di emergenza nazionale. Risultano critiche:
- le disponibilità degli invasi Menta e Alaco, che presentano un livello d’invaso pari a circa il 40% di quello massimo autorizzato, con deficit rispettivamente di circa 10,5 Mm3 e di 20,9 Mm3;
- le disponibilità degli invasi Arvo e Ampollino, con un volume complessivo stoccato pari a 17 Mm3 circa e un deficit rispetto alla media storica del periodo pari a circa 22 Mm3.
Rapporto evento di Crisi 2024/2025
Il segretario generale dell’Autorità dottoressa Vera Corbelli, ha annunciato la produzione del “Rapporto sull’evento di Crisi idrica 2024/2025, che è stato già inviato a tutti i membri dell’Osservatorio, in attesa di una prima valutazione. Il Rapporto sarà poi inviato a tutti gli enti competenti interessati”.






