Di seguito un comunicato diffuso da Sigea:
“Incredibile ma vero! Nell’ultimo rapporto ISPRA sul consumo di suolo si legge che in Italia nel 2024 c’è stata la tendenza al rialzo della superficie di suolo consumato nelle aree a rischio dissesto dove il fenomeno, dopo il rallentamento registrato nel 2023, torna a correre: +1.303 ettari nelle zone a pericolosità idraulica media e +600 ettari nelle zone a pericolosità da frana. Per non parlare degli incendi boschivi che oltre a devastare esseri viventi e paesaggi predispongono il territorio a un dissesto geo-idrologico. Dunque aumenta il consumo di suolo, si costruisce anche nelle aree a rischio. Riproponiamo con determinazione che i certificati di destinazione urbanistica contengano specifiche informazioni, facili da comprendere, sul grado di pericolosità dei fenomeni naturali. Credo che un cittadino, prima di decidere sull’acquisto della casa, debba conoscere i rischi naturali o meno di un territorio dove è situato l’appartamento”. Lo ha affermato Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale – SIGEA.
“In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.
Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino e ci presenta. Ognuno di questi numeri, il singolo numero, è il colpo nella pistola della “roulette russa” con cui noi cittadini siamo protagonisti e vittime di un fatalismo inconsapevole e di un fallimento consapevole.
Per questo chiediamo da anni di sviluppare delle buone pratiche per favorire la percezione degli effetti dei rischi naturali; chiediamo che ci sia la piena consapevolezza dei cittadini della pericolosità geologica negli atti di compravendita di terreni e di immobili.
I Certificati di destinazione urbanistica devono contenere specifiche informazioni chiare e facilmente comprensibili circa il grado di pericolosità dei fenomeni naturali (alluvioni, frane, mareggiate terremoti, eruzioni vulcaniche), riportato dalle cartografie ufficiali redatte dagli Enti Pubblici di ricerca – ha concluso Fiore – dalle Autorità di Bacino Distrettuali e adottati dalle Regioni di riferimento.
Chiediamo con urgenza la modifica all’Art. 30 TESTO UNICO DELL’EDILIZIA in modo che agli atti di compravendita di ogni tipo di immobile sia allegato oltre al certificato contenente le prescrizioni urbanistiche anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.
Da parte dei cittadini e degli imprenditori vi è una sempre maggiore richiesta d’informazione su tali aspetti importanti della vita degli individui e della collettività, serve un segnale forte del Governo e di tutto il Parlamento anche ai fini di contenere la spesa pubblica a seguito di eventi disastrosi e rendere più trasparente le pericolosità naturali che gravano sul territorio che abitiamo”.
(foto: tratta da sito Ispra)






