Per ora si va avanti con una soluzione tampone. Ma la prospettiva è molto breve. Perché si riempiranno in poco tempo anche i siti di stoccaggio individuati dal consorzio nazionale di recupero per fronteggiare l’emergenza.
La verità è che l’emergenza sembra solo all’inizio, con chissà quali conseguenze per i cittadini.
Fatta questa ampia premessa, la sintesi del problema: la plastica riciclata costa troppo rispetto a quella vergine. Così i produttori di manufatti in plastica preferiscono comprare da contesti esteri a basso costo, piuttosto che acquistare la plastica riciclata.
Un’azienda di Statte, la Recsel, si occupa del primo stoccaggio della plastica conferita da 24 Comuni del territorio, fra cui Martina Franca, Monopoli, Bisceglie, Alberobello, Fasano, stando a quanto pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno e riportato dal tgnorba. Il responsabile dell’azienda, Carmelo Marangi, ha scritto ai sindaci: in queste condizioni non siamo più in grado di stoccare la plastica.
Cioè, quella plastica che i cittadini, facendo la raccolta differenziata giorno dopo giorno dopo giorno dopo giorno, da anni se non decenni, hanno contribuito a stoccare.
L’emergenza si risolve per ora con nuovi siti di stoccaggio. Ma non basterà, nel giro di pochi giorni. I cittadini si tengano pronti per chissà quale novità, con lo smaltimento della plastica. E non solo i cittadini dei territori citati. Il problema riguarda anche altre parti della regione e del Paese. E lo riguarda sempre più. Con un problema ulteriore: la raccolta differenziata della plastica, che è prossima ad essere impossibile, è obbligatoria per legge.









