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Tricase: venerdì “Il sortilegio delle parole” Presentazione

2ottobre Tricase Federica F Ricchiuto

Di seguito un comunicato diffuso dagli organizzatori:

Venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 18.00 presso la Biblioteca Comunale di Tricase, in via Antonio Micetti, con il patrocinio del Comune di Tricase, si terrà la presentazione del romanzo di Federica Francesca Ricchiuto, “Il sortilegio delle parole”, edito da Musicaos Editore. Ai saluti istituzionali del sindaco di Tricase, Antonio De Donno, seguiranno il dialogo con l’autrice e la presentazione del romanzo, insieme all’editore Luciano Pagano.

 

Federica Francesca Ricchiuto è nata e vive a Specchia, nel Salento. Insegna lingue e letterature straniere, è impegnata in politica con una attenzione ai temi della legalità, della giustizia sociale e dei diritti umani. Ha pubblicato «La stanza del tempo» (NordSud 2007), «Benedetto il frutto» (Libellula Edizioni, 2010), «Con i tuoi occhi» (Youcanprint 2017). Il racconto «Pietra dura» contenuto in questo romanzo in una versione rieditata, ha vinto il «Premio Letterario Clepsamia 2021» e il «Premio Letterario Di Pari Passo».

 

«Il sortilegio delle parole» prende avvio da un episodio che, seppure grave come il ritrovamento accidentale di rifiuti tossici in aperta campagna, si rivela essere un vero e proprio vaso di Pandora destinato a coinvolgere e sconvolgere le esistenze di un piccolo paese del capo di Leuca.

 

«Il sortilegio delle parole» è costruito attraverso la voce interiore dei personaggi, chi legge viene accompagnato nel qui-e-ora del loro mondo, seguendo il flusso di pensieri che aprono una feritoia attraverso cui lanciare uno sguardo profondo ma fugace. Le voci del romanzo parlano una volta sola e sono tenute insieme da una rete di collegamenti, rimandi, relazioni causali, che emergono portandoci a vivere le stesse situazioni da prospettive diverse. I personaggi si avvicendano su un palcoscenico destrutturato, dove lo schema della rappresentazione è sconvolto.

 

Le voci oscure e spietate dei criminali, quelle ciniche o pavide dei corrotti, dei complici, quelle disperate delle vittime; e quelle di chi resiste, di chi cerca di opporsi e di chi lo fa inconsapevolmente, le voci degli ultimi, quelle più luminose.

Due voci ritornano: la donna che corre e il giornalista; attraverso esse si sviluppa la trama tessuta a maglie larghe, tenendo insieme questo microcosmo. Personaggi senza nome né aspetto, nei quali il lettore ha la possibilità di identificarsi, di trovare corrispondenze, smascherando comportamenti, meccanismi, situazioni. Storie che si fanno paradigma delle nostre molteplici realtà.

 

«Il sortilegio delle parole» è un romanzo, anzi, non lo è. È un grido di dolore, un canto di battaglia, di muta resistenza, è un cinico dissezionare. È un atto di denuncia. È un predicatore che sbraita sulla piazza del paese. «Il sortilegio delle parole» è un atto di speranza.



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