Di Nino Sangerardi:
La Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti ha approvato(delibera n. 14/2026) il Referto sulla gestione territoriale della prevenzione, mitigazione e contrasto del dissesto idrogeologico, nel quale si ricostruisce, tramite l’integrazione delle principali banche dati pubbliche disponibili, il quadro degli interventi programmati sul territorio nazionale e il loro stato di avanzamento.
L’elemento innovativo del Rapporto è nella metodologia adottata.
Per la prima volta sono state messe in relazione le informazioni provenienti dalla piattaforma ISPRA-IdroGEO, dal Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS), dalla banca dati BDAP-MOP e dalla piattaforma ReGiS dedicata al monitoraggio del PNRR. È stato così possibile seguire gli interventi lungo l’intero ciclo della politica pubblica, dalla localizzazione del rischio all’avanzamento finanziario e procedurale.
L’analisi conferma che il dissesto idrogeologico è una condizione strutturale del territorio italiano. “Oltre la metà dei Comuni – si legge nel report dei Magistrati–risulta esposta sia al rischio idraulico che a quello da frana. Per la programmazione degli investimenti assume, tuttavia, rilievo non solo l’entità del rischio stesso, ma soprattutto l’intensità dell’esposizione di popolazione, edifici, imprese e beni culturali”.
Su oltre 28 mila interventi censiti in ReNDiS le elaborazioni svolte mostrano un significativo incremento delle opere finanziate negli ultimi anni, cui hanno contribuito anche il programma ProteggItalia e il PNRR.
La Corte rileva che “l’aumento delle risorse disponibili non si è tradotto, almeno finora, in un corrispondente incremento delle opere concluse, mentre permangono criticità nella qualità e nella completezza delle informazioni disponibili”.
L’integrazione con la banca dati BDAP-MOP ha consentito di esaminare 5.463 interventi anche sotto il profilo finanziario, evidenziando che, a fronte di finanziamenti superiori a 3,17 miliardi di euro, i pagamenti raggiungono poco più del 41% delle risorse disponibili.
Inoltre “gli interventi destinati alla mitigazione degli effetti delle alluvioni e delle frane, che assorbono la quota maggiore delle risorse, presentano livelli di avanzamento inferiori a quelli attesi”.
Un approfondimento specifico concerne gli interventi PNRR, di cui, attraverso la piattaforma ReGiS, sono stati esaminati 1.350 progetti, in diminuzione rispetto al monitoraggio precedente, per un valore complessivo di circa 1,9 miliardi di euro.
In tale contesto, pur a fronte di impegni pari al 79% delle risorse disponibili, i pagamenti si attestano al 44,4% dell’importo totale dei progetti.
Nel complesso, la Magistratura contabile evidenzia che la principale “problematica non riguarda la disponibilità delle risorse finanziarie, significativamente aumentate negli ultimi anni, ma la capacità del sistema pubblico di trasformarle tempestivamente in opere concluse. Alla frammentazione delle competenze si affiancano, infatti, criticità nella qualità delle informazioni e nella ricostruzione unitaria del ciclo di vita degli investimenti, aspetti che richiedono un’effettiva capacità amministrativa, programmatoria e tecnico-progettuale nei diversi livelli di governo competenti per materia”.
Il Rapporto della Corte dei Conti è stato inviato a Presidenti di Senato e Camera Deputati, Presidenza Consiglio dei Ministri, Ministro Economia e Finanze, Presidenti dei Consigli Regionali, Ministro Pubblica Amministrazione, Ministro Affari Europei al PNRR e Politiche di Coesione, Ministro per l’Agricoltura Sovranità Alimentare e le Foreste, Ministro Infrastrutture e Trasporti, Presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Presidenti Unione Province Italiane e Associazione Nazionale Comuni Italiani.






