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Ecosistema urbano: Taranto scende al novantaquattresimo posto, Foggia è al novantacinquesimo Lecce cinquantunesima, Bari settantunesima, Brindisi ottantaseiesima, la Bat non c'è. Mantova prima, Napoli ultima

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Di seguito un comunicato diffuso da Legambiente Taranto:

Nel Rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore, che fotografa l’insieme delle città capoluogo dal punto di vista delle performance ambientali, l’indice di sostenibilità elaborato da Legambiente scende per Taranto al 40,78%, 5,3 punti percentuali in meno rispetto al Rapporto 2025, con una performance che è la metà di quella realizzata dalla prima in classifica, Mantova, che registra un indice pari all’81,29%, e quasi 15 punti in meno rispetto alla media delle città italiane, che si attesta al 55,72%.

Nel Rapporto 2026, Taranto si classifica così al 94° posto, 12 posizioni in meno rispetto all’anno scorso, 35 in meno rispetto a quattro anni fa.

 

I 20 parametri che determinano la classifica, basati su dati relativi in modo prevalente al 2025, prevedono l’assegnazione di un punteggio massimo teorico di 100 punti, identificano il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a una città ideale (non troppo utopica visto che esiste almeno un capoluogo che raggiunge il massimo dei punti assegnabili per ognuno degli indici considerati) e  coprono sei componenti ambientali presenti nelle città: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.  In base all’evoluzione dei temi ambientali e delle politiche urbane, il peso di ogni indicatore viene modificato di anno in anno, a seconda dell’edizione. Questa variabilità rende difficile comparare direttamente le posizioni raggiunte dalle singole città da un anno all’altro, ma la coerenza metodologica nel tempo consente comunque di valutare tendenze di miglioramento o peggioramento.

Per Taranto, negli ultimi quattro anni, si riscontra un ininterrotto trend negativo.

Anche quest’anno il risultato peggiore, come oramai da molti anni, si registra per la raccolta differenziata dei rifiuti. Taranto, infatti, col suo 30,3% segna un miglioramento rispetto al  23,1% dell’anno precedente, ma è comunque terzultima nella specifica classifica, precedendo solo Palermo e Foggia. La percentuale raggiunta è meno della metà del valore medio delle città monitorate, pari al 66,15%, meno della metà dell’obiettivo di legge del 65% fissato per il 2012 e raggiunto da 61 città, e resta inferiore persino alla soglia del 35%, il cui raggiungimento era previsto per il 2006, la bellezza di 20 anni fa. I risultati migliori, raggiunti da ben 18 città che hanno superato la soglia dell’80%, tre in più rispetto allo scorso anno a dimostrazione che è possibile ottenere miglioramenti importanti in questo campo, restano lontanissimi.

Le altre note maggiormente negative del Rapporto, che collocano Taranto tra le ultime dieci nelle specifiche classifiche, si registrano per la estensione delle aree ZTL , pari a soli 5,4 metri quadrati ogni 100 abitanti, contro una estensione media nei 76 capoluoghi italiani che hanno comunicato il dato di 368,3 m² ogni 100 abitanti,  e per le energie rinnovabili,  per le quali si è scelto di considerare, oltre la diffusione del solare termico e fotovoltaico su strutture pubbliche, anche altre tipologie di impianti pubblici alimentati da fonti rinnovabili come il geotermico e l’idroelettrico,  pari a soli 0,54 kw di potenza installata su edifici pubblici ogni 1000 abitanti, contro un valore medio dell’indicatore di 7,25 kW per 1.000 abitanti, mentre sono già  23 le città che vantano almeno 10 kW ogni 1.000 abitanti.

Sotto elenchiamo i dati tarantini del rapporto 2026, rapportati alla migliore performance registrata nei 106 capoluoghi monitorati: numeri che parlano da soli e che testimoniano della necessità di intervenire in diversi settori, dai rifiuti al verde urbano, dal trasporto pubblico alla mobilità dolce, dalle energie rinnovabili al consumo di suolo, dall’efficienza della rete idrica alla qualità dell’aria.

Il Rapporto integrale è disponibile sul sito di Legambiente Taranto.

ARIA
– NO2 concentrazione media in ug/mc: 14 – contro i 4 di Enna
– PM 10 media valori annui in ug/mc: 20 – contro i 12 di Oristano
– PM 2,5 media valori annui in ug/mc: 10 – contro i 4 di Catanzaro
– Ozono giorni superamento media mobile 120 μg/mc: 0 – come Reggio Calabria, Catanzaro, Terni, Caserta, Sassari, Cagliari, Salerno, Messina

ACQUA
– consumi idrici domestici [l/ab giorno]: 133 – contro i 69 di Isernia
– dispersione idrica (differenza % immessa/consumata): 48% – contro il 6,8% di Pavia

RIFIUTI
– rifiuti urbani pro capite (kg/ab/anno): 531 – contro i 371 di Campobasso
– raccolta differenziata (% su totale)*: 30,3% – contro l’88,8% di Ferrara *nella classifica specifica, terzultima tra le città che hanno fornito dati*

TRASPORTO
– passeggeri trasporto pubblico (viaggi/ab/anno): 39 – contro i 367 di Trieste (tra le città “medie”, come Taranto)
– offerta trasporto pubblico (vetture-km/ab/anno): 36 – contro i 70 di Trieste (tra le città “medie”. come Taranto)

AMBITO URBANO

– isole pedonali (mq/100ab): 10,3 – contro i 679 di Lucca
– ztl (mq/100ab)*: 5,3 – contro i 1910 di Rimini *nella classifica specifica, tra le ultime 10 città che hanno fornito dati*

– piste ciclabili equivalenti (metri equivalenti/100ab): 1,7 – contro i 44,8 di Reggio Emilia

VERDE

– alberi (alberi aree pubbliche /100 abitanti): 13 – contro i 114 di Trieste
– verde accessibile in area urbana (mq/ab): 10,4 – contro i 138 di Gorizia

MOTORIZZAZIONE

– auto (auto/100ab): 61 – contro i 46 di Venezia e i 49 di Genova.

ENERGIA
– solare pubblico (kw installati su  ed. pubblici/1000 ab)*: 0,54 – contro i 32,9 di Pordenone *nella classifica specifica, tra le ultime 10 città che hanno fornito dati*

SUOLO
– variazione consumo di  suolo (mq/abitante 2019-2024): 10,5 – contro il – 7,4 di Ragusa

– uso efficiente del suolo (indice sintetico  scala 0-10): 6

Il rapporto al link di seguito in formato pdf:

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