L’attività dell’area a caldo del siderurgico di Taranto deve essere sospesa entro 90 giorni. Provvedimento della Corte d’Appello di Milano, motivato dal fatto che le emissioni inquinanti oltre i limiti di legge mettono a rischio di tumori. Decreto firmato dalla giudice Marianna Galioto.
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Di seguito un comunicato diffuso dalla Regione Puglia:
“Il decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la sospensione dell’attività produttiva nell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, richiama tutti ad un’azione di responsabilità e di collaborazione istituzionale. Ciascuno, relativamente al proprio ruolo e alle proprie competenze, deve fare quanto è in proprio potere per mettere in campo una soluzione che, nel rispetto delle decisioni della magistratura, dia una prospettiva alla città di Taranto e ai lavoratori dell’ex Ilva coinvolti da questa situazione. Per questo chiediamo al Governo centrale la convocazione di un tavolo interministeriale per condividere proposte e soluzioni nell’interesse di tutti. Occorrono decisioni immediate. Gli enti territoriali sono pronti a lavorare insieme al Governo per giungere a proposte condivise che abbiano come obiettivo la salute delle persone e il futuro occupazionale dei lavoratori che da troppi anni non hanno più certezze”. Queste le dichiarazioni congiunte del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, del presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano e del sindaco di Taranto Piero Bitetti.






