Di seguito il comunicato:
Sarà una festa attorno alla parola quella che si celebrerà il prossimo martedì 10 marzo a partire dalle 19.30 nel Teatro Abeliano di Bari per celebrare i 10 anni della casa editrice ERF (ERF Edizioni) nata nel 2016, come parte di Radici Future Produzioni, dall’incontro tra autori, giornalisti e professionisti della produzione editoriale nazionale. Dal 2021 prende questo nome, acquisisce il marchio e assume totale autonomia.
Sarà una festa che vedrà protagonista una piccola parte degli autori che in questi anni hanno pubblicato per la casa editrice che vanta sette collane (I Formiconi, Banlieue, Storia e memoria, Un mondo di fiabe, Radici/Kritikè, Quaderni e Manuali) e un catalogo con oltre 200 titoli e oltre 110 tra autori e autrici di diversa provenienza e fascia d’età.
Alla serata parteciperanno tra gli altri Sergio Bellucci, Alessandro Binetti, Luciano Canfora, Franco Caprio, Fulvio Colucci, Paolo Commentale, Marco De Candia, Alfredo De Giovanni, Ilaria De Vanna, Floriana Ferrante, Trifone Gargano, Benedetta Gelormini, Roberta Gisotti, Vito Antonio Loprieno, Dante Marmone, Pasquale Martino, Renato Nitti, Leonardo Palmisano, Massimiliano Piangevino, Nicola Pignataro, l’assessora alla Cultura del Comune di Bari Paola Romano, Florisa Sciannamea, Vito Signorile, Giuseppe Volpe e Roberto Voza.
Ognuno di loro si occuperà di parole che li e le raccontano o raccontano il loro lavoro.
Quattro invece le sezioni sul palco che saranno approfondite con conversazioni mirate: Democrazia, Banlieu (come l’omonima collana sui diritti civili, Letteratura e scienza, Attori autori.
Non mancherà il ricordo della figura di Federico Pirro, socio della cooperativa e autore di uno dei primi titoli della casa editrice e scomparso da qualche anno.
<<Possiamo essere molto soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto in questi dieci anni – ha dichiarato Vito Antonio Loprieno, presidente di ERF Edizioni – Dieci anni sono volati con tantissimo impegno su quelli che sono i temi fondamentali che abbiamo di fronte: democrazia, difesa della Costituzione, antifascismo, le nuove tecnologie, la difesa dell’ambiente. In questi anni abbiamo costruito un catalogo importante, abbiamo oltre 200 titoli, oltre 110 autori, anche nazionali, e libri che hanno segnato la storia della nostra casa editrice affrontando temi di grande rilevanza. Ce la metteremo tutta anche per il futuro – ha continuato – così come abbiamo fatto in questi dieci anni durante i quali, devo ammettere, non è stato facile, perché l’editoria italiana è la cenerentola nel panorama culturale del nostro Paese e purtroppo anche in Puglia, pur avendo una legge regionale sull’editoria che in pratica non è mai stata applicata. Questo è l’impegno che noi con l’APE, l’Associazione degli Editori Pugliesi Indipendenti, stiamo già affrontando da alcuni mesi e che porteremo all’attenzione della nuova giunta. L’editoria ha bisogno di essere considerata sistema, è una filiera industriale a tutti gli effetti. E’ necessario – ha concluso Loprieno – porre le basi affinché la promozione della lettura produca finalmente un dato migliorativo rispetto al dato drammatico che da anni ci consegna al penultimo posto in Italia per la lettura, è necessario invertire la rotta e fare in modo che la lettura e le parole, come per la Costituzione, siano un elemento distintivo di rafforzamento del sistema democratico del nostro Paese>>.
<<Non è facile editare libri – ha detto Paola Romano, assessora alla cultura del Comune di Bari – Loro ci riescono e ne hanno fatto una grande battaglia sociale. Tutti i 200 titoli pubblicati in questi dieci anni sono titoli impegnati, sono sempre parole che hanno dietro una riflessione, che affrontano la complessità e ci aiutano sempre a costruire un futuro migliore. C’è una tensione etica nel lavoro di questa casa editrice che non è scontata e sulla quale io penso che la città e la Puglia debba loro un ringraziamento. Un cittadino non lettore – ha ricordato l’assessora riferendosi ai dati della lettura in Puglia – è un cittadino che ha più difficoltà a comprendere la complessità e a imporre il suo diritto di critica. Poi un buon libro, io non so se salva la vita, ma sicuramente la può migliorare. I festival non bastano, ma c’è bisogno di una strategia integrata che guardi al sostegno della lettura innanzitutto nei luoghi in cui non c’è nulla perché in quei quartieri noi non possiamo parlare di lettura se non apriamo una biblioteca, se non facciamo attività nelle scuole. In questi anni – ha aggiunto Paola Romano – abbiamo aperto 10 biblioteche tutte in luoghi difficili della città, alcune sono biblioteche militanti, e continueremo con un’attività di prossimità che veda insieme in prima linea le biblioteche, le librerie, le case editrici e le scuole>>.
Tanti i titoli attesi nel 2026. Nella collana Quaderni ad esempio, si continuerà a parlare di Popoli Resistenti. Il primo titolo a firma di Giovanni Capurso ha trattato di Palestina Israele. E’ in uscita “Armeni: identità e memoria” di Kegham J. Boloyan. In programmazione anche un volume dedicato ai curdi.
La collana avrà anche una sezione dedicata alle “Filosofie, alle letterature e alle arti” curata dai docenti dell’Università di Bari Lea Durante, Roberto Voza e Paolo Ponzio.
“Radici narranti” tratterà dei territori meno conosciuti e si inizierà da Spinazzola e Papa Innocenzo XII. Una collana che uscirà in un formato diverso e che vanta le illustrazioni del 32enne don Michele Azzolino.
Per la collana I Formiconi è in uscita il nuovo libro dedicato a “don Tonino Bello. Uomo del Sud e dei Sud”, a firma di Sabino Zinni.
Novità importanti anche dal punto di vista della saggistica. Con Trifone Gargano, infatti, verrà affrontato il tema delle radici letterarie della Costituzione italiana.
E’ di Roberta Gisotti, invece, per la collana Banlieu il libro “Uomini contro le donne”, nel quale si affronta la violenza di genere vista dalla parte di chi commette la violenza.
Per la narrativa il libro dell’ex procuratore Giuseppe Volpe intitolato “Due sassi nello stagno”, la storia di un giudice ragazzino così come lui stesso, insieme con Rosario Livatino e altri giudici, fu definito dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Infine, per la collana Storia e Memoria “1946-1948 Nascita di una Repubblica” di Pasquale Martino. Un libro fondamentale per affrontare tre anni importanti nella storia della Repubblica italiana: il referendum tra Monarchia e Repubblica, il voto delle donne, l’approvazione della Costituzione, le prime elezioni libere e l’attentato a Togliatti






