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Marchette e tecnologia satellitare Martina Franca

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Così come spesso accade con l’omonima tecnologia satellitare, anche il gruppo (?) politico di rifermento del sindaco di Martina Franca confonde volutamente fischi per fiaschi.

“Queste marchette non deve farle a noi” sbam!!! Lo sfogo pronunciato da Valentina Lenoci, consigliera comunale di Visione Comune, sempre garbata e compassata, si abbatte in aula consiliare come una clavata di primitiva memoria.

Se la mittente di un messaggio che lascia poco all’immaginazione è la Lenoci, il destinatario è il consigliere Gianfranco Castellana di GPS (acronimo che, per chi non lo ricordasse, sta per Gianfranco Palmisano Sindaco) il gruppo politico il cui riferimento principale è proprio il sindaco Palmisano. GPS a onor del vero, in questi anni di amministrazione, a parte dare la caccia a qualche assessorato pesantissimo (Ambiente, SUE, Attività Produttive) e avere una fissa per quello alla cultura, o forse più semplicemente qualcosa di personale nei confronti dell’assessore Carlo Dilonardo, ha pubblicamente limitato la propria attività “politica” a un paio di necrologi e un centinaio di selfie celebrativi.

Ma veniamo ai fatti; nel consiglio comunale di mercoledì 15, Visione Comune garantisce il numero legale ma si astiene al momento di votare. Così nel giro di pochi secondi, il consigliere Castellana tira fuori dei fogli e inizia a leggere un intervento, evidentemente preparato da altri, nel quale chiede al Sindaco di tagliare i “rami secchi” ovvero far fuori dalla maggioranza Visione Comune rea di non aver votato favorevolmente a dei cospicui assestamenti che, come ha fatto rilevare il consigliere di opposizione Mauro Bello, spostano circa seicentomila euro senza avere una chiara destinazione. Che l’attacco era studiato e premeditato, sarebbe importante sapere chi ha informato chi, è acclarato dal fatto che quasi contemporaneamente alla lettura, il testo veniva inviato alle redazioni locali. Tagliare i rami secchi non sempre è essenziale perché la natura riserva delle belle sorprese; molti rami che noi diamo per secchi, a volte, generano fiori bellissimi o frutti buonissimi. Diverso è il discorso per la frutta marcia, perché se un’astensione è paragonabile a un ramo secco, far mancare il numero legale e mandare in tilt l’Amministrazione alla vigilia della Festa Patronale esponendola al rischio di una figuraccia nazionale (un concerto annunciato in RAI che rischiava di saltare), rimanendo in tema di “problematiche agricole”, non può che essere assimilato a della frutta marcia. Solo che Castellana quando la sua collega di gruppo il 2 luglio ha fatto saltare il banco, non ha battuto ciglio, non si è stracciato le vesti o forse qualcuno, non aveva interesse a preparare nessuna dichiarazione scritta. Perché due pesi e due misure? Ci piacerebbe saperlo e piacerebbe saperlo anche ai martinesi che sono rimasti ancora più sbigottiti dal repentino dietro-front di due settimane dopo. Il 2 luglio non si potevano votare gli assestamenti perché si contestava un metodo e non si aveva avuto a disposizione il tempo necessario per leggerli; il 15 luglio invece lo si poteva fare anche se cifre consistenti hanno destinazioni fumose. Voci di corridoio vogliono che la fiducia che era mancata nel Sindaco il 2 luglio, sia stata ritrovata solo nella tarda mattinata del 15 dopo qualche convincete chiacchierata in spiaggia o in ufficio. Toni e termini? Forse resteranno segreti fino ai prossimi capricci. Certo, ora Palmisano ha una nuova gatta da pelare (ha noi invece piacciono i gatti a pelo lungo e non vorremmo essere nei suoi panni) e la richiesta ufficializzata dai rappresentanti di GPS non lo far stare per niente sereno. Tagliare i “rami secchi” comporterebbe una maggioranza davvero risicata con il rischio che il prezzo da pagare per mantenere in vita l’Amministrazione, sarebbe di volta in volta sempre più alto. Ma poi, davvero, quali possono essere i motivi reali per “segare” Visione Comune? Qualcuno con dati inconfutabili è in grado di spiegarlo? Da fastidio la criticità espressa su alcuni atti e modi di agire? Probabilmente sì,  ma questo accanimento fa sorgere il dubbio che osservazioni e critiche non sono altro che una grande rottura di uova nel paniere di un pollaio che, paradossalmente, è già pieno di volpi.

Intervenendo dopo il voto alla Camera dei Deputati che ha messo per la prima volta in minoranza il governo Meloni, Marcello Veneziani ha scritto:

“Dico solo una cosa: fate i vostri giochi e i vostri calcoli, voi del governo e voi dell’opposizione, ma almeno risparmiateci di spiegarci che lo fate nel nostro interesse, pensando ai cittadini e al popolo sovrano. Dai su, fate il vostro comodo, ma poi non diteci che lo fate per noi. Il popolo è un po’ bue, ma non fino a questo punto”.

Ecco: risparmiateci. (Sonny Boy)

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