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Valle d’Itria, una zona che stenta ad essere territorio. Anche per la produzione vinicola Da Locorotondo un appello: facciamo rete

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La vendemmia è in corso e fa prospettare, per la Puglia, numeri e qualità positivi in tema di produzione vinicola.

C’è peraltro un territorio in cui le cose potrebbero andare meglio ma che dalla grave crisi degli anni Ottanta-Novanta non ci si riprende appieno.

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È la Valle d’Itria che, in tema di produzione vinicola, proprio territorio non può definirsi, sembra voler dire il produttore e tecnico Domenico Bufano, di Locorotondo. Dai terrazzamenti locofotondesi che sono sede del vigneto, in un incontro con i giornalisti Bufano ha parlato delle potenzialità enormi, vedi quelle di produzione di un rosato senza rivali, che la zona presenta, ma ha anche parlato dei problemi. Che essenzialmente fanno riassunti nell’incapacità, per la Valle d’Itria, di fare rete, per ottimizzare i costi di produzione e valorizzare il prodotto che, dice l’enologo di rilievo internazionale Bigolin, può essere caratterizzato anche da prezzo medio-alto a testimonianza della sua qualità. È una zona, non un territorio, la Valle d’Itria: che dunque, per la produzione vinicola, va avanti con il freno a mano tirato. Bufano si propone come possibile promotore di una rete di produttori: andarlo ad ascoltare, da parte dei suoi colleghi (soprattutto i giovani) può fare bene perché le idee sono davvero interessanti.




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