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“In un cielo lontano-Premio Rossella Panarese” per gli studenti superiori, iscrizioni fino a mercoledì Fondazione "Giuseppe Di Vagno"

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Di seguito un comunicato diffuso dagli organizzatori:

È la quarta edizione per un Premio amato dagli istituti superiori di tutta la Puglia, un premio che la Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)” ha riproposto all’interno del programma di promozione culturale triennale de “I Granai del Sapere 2025-2027” e che realizza in collaborazione con la Regione Puglia – Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e valorizzazione del Territorio, la Città di Conversano, l’Università degli Studi “Aldo Moro”, il Politecnico di Bari e Rai Radio3 Scienza.

“In un cielo lontano – Premio Rossella Panarese” è intitolato proprio all’autrice e conduttrice radiofonica – comunicatrice scientifica e curatrice di Rai Radio3 Scienza, scomparsa nel marzo del 2021 – e accende i riflettori sull’importanza della divulgazione scientifica.

Negli anni il premio è cresciuto tanto da registrare, nel 2025, 15 gruppi e 4 scuole in più rispetto all’anno precedente riuscendo a coprire l’intero territorio regionale con studenti e studentesse iscritti da Alessano, Bari, Barletta, Castellana Grotte, Conversano, Galatina, Rutigliano e Terlizzi.

 

Da quattro anni dunque, il Concorso parla agli studenti degli istituti superiori di comunicazione scientifica e offre loro la possibilità di esprimere la propria creatività attraverso la realizzazione di un podcast. Gli studenti potranno partecipare in gruppi composti da un numero variabile di persone tra 5 e 8. Ogni gruppo potrà partecipare con un solo podcast. E’ l’Istituto scolastico che può iscrivere la squadra o le squadre. Basta inviare una mail all’indirizzo fondazionegiuseppedivagno@gmail.com, sino a mercoledì 18 febbraio 2026 e indicare nell’oggetto Iscrizione Premio Rossella Panarese. I podcast potranno avere le forme di: documentario della realtà (reportage e inchiesta) o narrazione fiction (una costruzione drammatizzata e interamente di creazione). La premiazione avverrà durante il festival “Lector in Scienza” che si terrà a maggio a Conversano.

 

Tema di questa quarta edizione è “UN VACCINO CONTRO LA GUERRA”.

Di seguito una sintesi della traccia che è disponibile al link https://drive.google.com/file/d/1cUkjb5koHPTxoFBgfsALfRY3A_IE11S-/view

 

Dalle armi chimiche nella Prima Guerra Mondiale alle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, e fino all’impiego dell’Intelligenza Artificiale nelle guerre odierne, le conoscenze scientifiche nell’ultimo secolo sono diventate strumenti cruciali di amplificazione della potenza bellica. Ma, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, la comunità scientifica ha saputo porsi all’avanguardia di iniziative per il disarmo nucleare e le collaborazioni internazionali per promuovere la pace…

Gli ultimi 80 anni sono stati caratterizzati poi dal fiorire di grandi collaborazioni scientifiche internazionali: dal CERN di Ginevra all’ICTP di Trieste fino al laboratorio SESAME in Giordania sono numerosi i luoghi di ricerca dove persone provenienti da paesi attraversati da tensioni o coinvolti in conflitti hanno potuto lavorare fianco a fianco. E se guardiamo al territorio pugliese, spicca l’esperienza del CIHEAM, l’Istituto agronomico mediterraneo di Bari, un luogo di promozione della cooperazione internazionale per accrescere la sicurezza alimentare nel pianeta…

Come ricordavano il filosofo Telmo Pievani e Rossella Panarese in un dialogo pubblicato dalla rivista Micromega nel 2018, c’è un legame stretto tra scienza e democrazia, che oggi sembra sempre più fragile di fronte all’avanzare di autocrazie e spinte belliciste…

Studenti e studentesse sono invitate a raccontare nei loro podcast esempi e casi – tratti dalla storia degli ultimi decenni o dalla cronaca scientifica degli ultimi anni ma anche dalle attuali esperienze di collaborazioni finalizzate a favorire la conoscenza reciproca – in cui il lavoro di scienziate e scienziati, dalla fisica all’agronomia, dall’intelligenza artificiale alla biomedicina, ha saputo dare il proprio contributo, e continuerà a farlo, per la promozione della pace.

 

<<In un’epoca in cui la scienza può salvare la vita o distruggerla, curare o ferire l’umanità intera, portare l’uomo nello spazio – ha dichiarato la presidente della Fondazione Di Vagno Daniela Mazzucca – quelle stesse conoscenze vengono impiegate per costruire armi sempre più potenti in grado di cancellare intere città, come di fatto è accaduto e sta accadendo. Di fronte a questa doppia possibilità, la responsabilità di chi si occupa di scienza assume oggi un valore etico e civile senza precedenti. La scienza, quando è libera, collaborativa e aperta, e rappresenta di per sé un “vaccino contro la guerra”. È un linguaggio universale che unisce persone di culture e religioni diverse nella ricerca condivisa della verità, nel rispetto dei dati, nel desiderio di migliorare la vita di tutti. Ogni laboratorio internazionale, ogni progetto di ricerca comune tra Paesi un tempo nemici, è la dimostrazione concreta della forza della cooperazione. Dal CERN, dove fisici provenienti da nazioni in tensione si incontrano per esplorare i misteri dell’Universo fino alle reti globali di ricerca biomedica e di intelligenza artificiale etica, la scienza ci insegna che la pace non è solo un’utopia, ma un processo costruito giorno dopo giorno attraverso collaborazione, conoscenza e fiducia reciproca>>.

 

<<Per Lector in Scienza è prioritario rivolgersi alle scuole, entrare in sintonia e confrontarsi in modo empatico e dialettico con le generazioni più giovani. Tutto nasce dalla grande lezione che Rossella Panarese ci ha lasciato: “Dobbiamo guardare metaforicamente negli occhi chi ascolta, vigilare sul nostro linguaggio usando parole che siano dirette, non dare per scontato cose che sappiamo e pensiamo debba sapere anche chi ascolta, essere sensibili a quelle che potranno essere le domande che arriveranno”. In un Paese che ha sempre faticato a metabolizzare la scienza come parte della cultura – ha detto il direttore di Lector in Scienza Filippo Giannuzzi – abbiamo immaginato uno spazio di dibattito e approfondimento pubblico che non si limita a fare divulgazione scientifica, ma che si confronta con i grandi temi della contemporaneità e con la consapevolezza che la conoscenza scientifica sia divenuta un pilastro dello sviluppo delle società. La pandemia, come pure l’evoluzione della crisi climatica e l’irrompere dell’intelligenza artificiale, hanno fatto emergere in modo prepotente l’importanza ma anche la fragilità del rapporto tra scienza e società, fornendo spunti rispetto alla capacità di comprendere e raccontare l’incertezza e la complessità delle conoscenze scientifiche in evoluzione>>.

 


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