Di seguito il comunicato:
Con 15.000,00 euro: ancora dentro. 15.000,01 euro: fuori. È questo il limite previsto per la Carta “Dedicata a te” 2026–27 dal decreto interministeriale del 24 giugno 2026: il nucleo familiare deve avere un ISEE ordinario in corso di validità “non superiore” a 15.000 euro. La differenza di un solo centesimo, quindi, non riduce gradualmente il beneficio: cambia direttamente l’esito del requisito economico. Per i nuclei che vengono effettivamente selezionati, la misura prevede 500 euro nel 2026 e ulteriori 500 euro nel 2027, anche se il decreto consente di rideterminare la seconda quota in base alle risorse residue. C’è però una distinzione fondamentale: avere un ISEE inferiore o pari a 15.000 euro non significa ricevere automaticamente la carta. Ogni Comune dispone di un numero limitato di carte e l’assegnazione segue specifici criteri di priorità. La soglia dei 15.000 euro è quindi un vero spartiacque per l’ammissibilità, ma non equivale alla certezza di ottenere o perdere 1.000 euro passando da un lato all’altro del limite.
Essere sotto i 15.000 euro permette di entrare nella selezione, ma non basta
Prima dell’assegnazione entrano in gioco diversi filtri. I componenti del nucleo devono rispettare i requisiti di residenza e iscrizione anagrafica, l’ISEE ordinario deve essere pari o inferiore a 15.000 euro e non devono essere presenti prestazioni incompatibili previste dal decreto, tra cui Assegno di Inclusione, Carta acquisti, NASpI e DIS-COLL nei casi indicati dalla norma. Solo dopo interviene l’ordine di priorità. Gli esempi mostrano con chiarezza l’effetto della soglia: con un ISEE di 14.999,99 euro il requisito economico è rispettato; a 15.000,00 euro lo è ancora; a 15.000,01 euro non lo è più. Un nucleo con ISEE di 12.000 euro può comunque essere escluso se ricorre una condizione di incompatibilità. E tra due famiglie appartenenti alla stessa categoria di priorità, quella con ISEE di 9.500 euro precede quella con 14.500 euro. In altre parole, la soglia stabilisce chi può entrare nella procedura di selezione, ma non decide da sola chi riceverà effettivamente la carta.
Una soglia nazionale convive con un numero limitato di carte
Le carte non vengono distribuite in modo uniforme sul territorio italiano. Il decreto stabilisce che il 50% venga ripartito in proporzione alla popolazione residente di ciascun Comune, mentre il restante 50% tiene conto dello scarto tra il reddito medio pro capite comunale e quello nazionale, ponderato per la popolazione. In Puglia il riparto ufficiale assegna ai Comuni 128.262 carte, pari al 10,89% delle 1.177.597 previste a livello nazionale. L’ufficio studi di MANIRENT ha applicato le regole del decreto a cinque casi rappresentativi, rilevando che il passaggio da 15.000,00 a 15.000,01 euro modifica immediatamente l’esito del requisito ISEE, mentre differenze molto più ampie al di sotto della soglia incidono soprattutto sulla posizione nella graduatoria. Per le famiglie che già gestiscono bilanci molto stretti, l’esclusione dal beneficio può lasciare meno margine per altre spese ricorrenti, comprese le spese di mobilità. L’effetto del limite, quindi, non si esaurisce nella carta: la regola determina l’accesso a un sostegno destinato agli acquisti essenziali, mentre tutte le altre uscite familiari continuano a gravare sul bilancio mensile.
Un solo centesimo mostra il limite di una soglia rigida
A livello nazionale sono previste 1.177.597 carte. In uno scenario puramente indicativo, se appena l’1% di queste posizioni riguardasse nuclei molto vicini al limite dei 15.000 euro, si parlerebbe di circa 11.776 famiglie per le quali una differenza relativamente piccola nell’ISEE potrebbe diventare decisiva. È una simulazione, non una previsione: non esistono dati ufficiali che indichino quante famiglie siano effettivamente concentrate immediatamente sopra o sotto la soglia. La questione aperta, quindi, non riguarda la chiarezza della regola, che è netta, ma quanto una soglia unica riesca a rappresentare differenze economiche minime tra nuclei che possono trovarsi in condizioni molto simili. Un limite fisso rende la misura più semplice da amministrare, ma crea inevitabilmente un punto in cui una variazione minima produce un risultato completamente diverso. Per i lettori, la verifica pratica è più semplice: controllare che l’ISEE ordinario in corso di validità sia corretto, verificare l’eventuale presenza di prestazioni incompatibili e consultare l’elenco pubblicato dal proprio Comune. Nella Carta “Dedicata a te”, tra 15.000,00 e 15.000,01 euro c’è un solo centesimo, ma ai fini dell’ammissibilità quel centesimo separa due risultati opposti.






