Cresce l’attesa e la tensione per il consiglio comunale di domani a Martina Franca. Il sindaco Palmisano cerca una stampella anche esterna per la sua maggioranza apparentemente solida. Intanto, l’opposizione?
Tra una frittura virtuale di chiacchiere e l’altra, per cortesia usate l’IA per cose per l’appunto intelligenti e non per bambinate, a Palazzo Ducale si respira un’aria di apparente tranquillità con gli sherpa del sindaco alla ricerca dei numeri sufficienti per evitare un improvviso quanto inaspettato ritorno anticipato a casa. Il consiglio comunale convocato per le 14,30 di mercoledì 15 luglio. La marcatura a uomo o a donna, a seconda dei casi, non ha funzionato alla perfezione la scorsa volta tanto che, con un inaspettato colpo di scena, la consigliera Donatella Pulito ha lasciato con un palmo di naso tutti i componenti della maggioranza quando, con un rigurgito di orgoglio(?), ha lasciato l’aula consiliare facendo mancare il numero legale, rendendo così palese quel malumore che ormai serpeggia da mesi. A onor del vero, la Pulito ha tolto le castagne dal fuoco a qualche altro componente della maggioranza che, tirato per la giacca, tanto da destra quanto da sinistra, quel rigurgito di orgoglio proprio non è riuscito a esprimerlo.
Il coupe de theatre messo in scena dalla consigliera di Gps, paradossalmente proprio la lista del sindaco Palmisano, ha fatto passare per un po’ in secondo piano, la reazione stizzita del primo cittadino nei confronti della consigliera di opposizione Grazia Lillo. Non si è trattato, come ha detto qualcuno, di una mancanza di rispetto nei confronti di una donna. No, Palmisano abituato a essere circondato solo da yes men avrebbe reagito così anche nei confronti del primo cercopiteco di passaggio e questo rende la cosa ancora più grave, perché con quel gesto tra il delirio di onnipotenza e l’atteggiamento da “bambino capriccioso la vuoi sempre vinta tu”, è venuto a mancare il rispetto delle istituzioni. Si aspettavano delle scuse, poveri illusi, invece è arrivato un video delirante poco intelligente, molto artificiale che ha ottenuto l’effetto contrario atteso da realizzatori e divulgatori. Della serie: se il livello di chi ci amministra è questo, allora siamo messi proprio male.
È proprio quel delirio da onnipotenza che colpisce più di ogni altra cosa. Il collezionare incarichi a vario livello può portare alla presunzione di essere unico e inattaccabile. Sembra un po’ la storia di quel povero fruttarolo che, fermato per un controllo dalla Guardia di finanza, asseriva di non aver bisogno di alcun documento di accompagnamento per i “muloni” poiché ci pensava lui ad “accompagnarli”.
Ora però bisogna tornare a fare i conti con la realtà dei numeri che, ancora una volta, sono appesi a un filo. E quando i numeri cominciano a mancare, più che avere un sindaco ai fornelli la realtà è che c’è qualcuno che se lo cucina a fuoco lento. Così considerare che forse è meglio per tutti mettere fine anticipatamente a questa avventura non è proprio un’idea strampalata. In fondo se è vero che si è governato bene, e i bugiardi sono gli altri, che problema c’è a sottoporsi, o meglio ri-sottoporsi, al giudizio dei cittadini? Un esempio? Il governatore Ricchiuto della Regione Calabria. Coraggio ci vuole; solo coraggio. (Sonny Boy)






