Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione del 13 febbraio 2026, celebra la Giornata Mondiale della Radio, istituita dall’UNESCO e proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione A/RES/67/124, proponendo una riflessione ampia e strutturata sul ruolo strategico che questo mezzo continua a svolgere nella tutela dei diritti fondamentali, nella costruzione della cittadinanza attiva e nel rafforzamento della democrazia.
A oltre un secolo dalle prime trasmissioni, la radio si conferma il mezzo di comunicazione più capillare al mondo. In diversi Paesi europei raggiunge fino al 90% della popolazione su base settimanale e, a livello globale, resta uno dei media più accessibili, soprattutto nelle aree caratterizzate da divari digitali o fragilità infrastrutturali. In Italia, secondo i dati più recenti di Audiradio relativi al primo semestre 2025, oltre 35,6 milioni di persone ascoltano la radio nel giorno medio. Si tratta di un dato che conferma non solo la vitalità del mezzo, ma la sua capacità di attraversare generazioni, territori e contesti socio-economici differenti.
Il tema scelto dall’UNESCO per il 2026, “Radio e Intelligenza Artificiale”, invita a riflettere su un passaggio epocale: l’innovazione tecnologica può ampliare l’accessibilità, migliorare l’archiviazione dei contenuti, favorire traduzioni automatiche e rendere i programmi più inclusivi per persone con disabilità, ma non può sostituire la responsabilità etica, la deontologia professionale e la centralità della voce umana. La radio resta uno spazio di fiducia, relazione e prossimità, capace di costruire comunità in un’epoca segnata da polarizzazione, frammentazione informativa e sovraccarico comunicativo.
Nei momenti di crisi ambientale, sanitaria o sociale, la radio ha dimostrato di essere uno strumento essenziale di servizio pubblico, capace di diffondere informazioni verificate con tempestività e di rafforzare la coesione comunitaria. È proprio questa funzione sociale che la rende un presidio naturale dei diritti umani: accesso all’informazione, pluralismo, libertà di espressione, partecipazione democratica.
In questo quadro, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che la Giornata Mondiale della Radio debba trasformarsi in un’occasione strutturale di innovazione educativa. Le iniziative oggi presenti nel panorama nazionale e internazionale si concentrano prevalentemente su eventi celebrativi, workshop o produzioni radiofoniche tematiche legate alla singola ricorrenza. Si tratta di esperienze importanti ma spesso episodiche, non inserite in un percorso didattico continuativo e comparativo.
Per questo motivo il CNDDU propone l’avvio di un progetto nazionale denominato “Atlante Sonoro dei Diritti Umani”, un laboratorio permanente di memoria attiva e cittadinanza responsabile che utilizzi la radio come strumento di narrazione, documentazione e restituzione pubblica delle storie delle vittime di violazioni dei diritti umani, senza distinzioni di epoca o contesto. L’elemento innovativo consiste nella creazione di un archivio audio digitale, costruito dalle scuole in rete tra loro, in cui studenti e docenti possano raccogliere testimonianze, ricostruire biografie, analizzare fonti storiche e contemporanee e trasformare tali percorsi di studio in produzioni radiofoniche originali da diffondere attraverso emittenti locali, regionali e piattaforme digitali.
A differenza delle tradizionali giornate della memoria dedicate a singole categorie di vittime, questo progetto si fonda su un approccio comparativo e trasversale, capace di mettere in relazione le diverse forme di negazione dei diritti: dalle persecuzioni storiche alle discriminazioni contemporanee, dalle vittime dei conflitti armati a quelle della violenza di genere, dalle tragedie ambientali alle migrazioni forzate. L’obiettivo non è soltanto commemorare, ma costruire consapevolezza critica, evidenziando le connessioni tra passato e presente e stimolando una responsabilità civica attiva.
La radio diventa così un’aula pubblica diffusa, un laboratorio di educazione civica, media literacy ed etica della comunicazione, in cui l’intelligenza artificiale può essere utilizzata come supporto tecnico e non come sostituzione del pensiero umano. Gli studenti non sono semplici fruitori, ma autori consapevoli di contenuti che contribuiscono alla memoria collettiva e al dibattito democratico.
Il CNDDU invita le emittenti nazionali e regionali a diventare partner attivi di questo percorso, offrendo spazi di trasmissione e collaborazione con il mondo della scuola. La Giornata Mondiale della Radio può così diventare non soltanto una celebrazione annuale, ma l’inizio di un progetto strutturato e continuativo che unisca informazione, educazione e tutela dei diritti umani.
In un tempo in cui l’ascolto è spesso sacrificato alla velocità, la radio ricorda che la democrazia nasce dalla voce e si rafforza nell’ascolto.
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Di seguito un comunicato diffuso da RadioVera:






