Di seguito il comunicato:
Cesira Menchetti, bisnonna dell’autore, nasce nel 1878 a Bettolle, nella Val di Chiana, in una famiglia di solida cultura contadina. A vent’anni fugge da quel mondo e da un matrimonio sbagliato, approdando a Napoli. È qui, nel 1899, che il destino le fa incontrare Michele Rossi, rampollo di una stirpe di latifondisti di Canosa di Puglia, medico mancato e intellettuale formato a Berlino.
Il loro amore nasce in segreto, tra le stanze degli studenti fuori sede dove Cesira lavora come donna delle pulizie. Una relazione proibita che nel 1902 porta alla nascita di Amelia, costretta all’abbandono in orfanotrofio. Solo dieci anni più tardi, con l’arrivo del secondo figlio Ferdinando, Cesira troverà la forza di intraprendere una battaglia legale per riprendersi la primogenita.
La loro vita si divide tra Napoli e “La Torre”, la grande tenuta agricola a Minervino Murge, ma il matrimonio arriverà solo nel 1923, dopo la morte della madre di Michele, che aveva sempre osteggiato quella donna di umili origini. Rimasta vedova nel 1929, Cesira prenderà le redini della masseria e la guiderà con pugno di ferro e intelligenza fino alla morte, nel 1963.
Una figura così potente che Lina Wertmüller, girando a Minervino “I Basilischi”, volle ispirarsi proprio a lei per il personaggio della grande proprietaria terriera. Perché quella di Cesira è una figura che cattura: ignorante eppure saggia, dura e coraggiosa, è una donna che ha lottato con le unghie per i suoi figli, trattando alla pari i contadini, tenendo testa agli uomini e arrivando a fronteggiare i tedeschi con pistola alla mano.






