Di seguito un comunicato diffuso dalla Guardia di finanza:
La Guardia di Finanza di Cerignola, nell’ambito delle ordinarie attività di controllo del territorio, ha arrestato in
flagranza di reato – nel Comune di Cerignola – tre soggetti, mentre scaricavano, all’interno di un deposito
privato, 58 Kg di tabacchi lavorati di contrabbando.
Le Fiamme Gialle, allertate dall’intensificarsi del fenomeno del commercio di tabacchi di provenienza estera,
privi di idonei contrassegni dei Monopoli di Stato, hanno istituito un apposito servizio di presidio del territorio.
Durante le attività di vigilanza, insospettiti dalla condotta furtiva di tre individui, impegnati nel deposito di
scatoloni di notevole dimensione nei pressi di un’abitazione privata, i militari si avvicinavano al furgone che
aveva effettuato il trasporto, per effettuare i controlli di rito.
A quel punto, i finanzieri notavano all’interno degli imballaggi, numerose stecche di sigarette, che riproducevano
noti marchi di produzione di tabacchi, tutti riportanti scritte in lingua straniera e privi dei contrassegni previsti
dalla legge per l’introduzione nel territorio dello Stato.
Si procedeva, quindi, all’immediata perquisizione dei locali dove erano stati depositati i colli e al sequestro di
quanto rinvenuto, per un totale di 58 Kg di tabacchi lavorati di contrabbando. Contestualmente, venivano tratti in
arresto in flagranza di reato i tre responsabili, due dei quali venivano posti agli arresti domiciliari, mentre il terzo
veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Foggia. Gli arresti sono stati oggetto di successiva convalida da
parte del Giudice per le Indagini Preliminari.
L’attività della Guardia di Finanza in materia di lotta al contrabbando di tabacchi lavorati è volta a disarticolare
le organizzazioni criminali transnazionali e ad aggredire i patrimoni illecitamente accumulati. L’azione di
contrasto è, inoltre, finalizzata a impedire il commercio delle sigarette c.d. “cheap white” o “illicit white”, che
non possono essere vendute in Italia o all’interno dell’Unione Europea in quanto non conformi ai parametri
previsti dalla normativa unionale, essendo potenzialmente dannose per la salute dei consumatori.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato, la cui posizione è al vaglio
dell’Autorità Giudiziaria, non può essere considerato colpevole fino alla eventuale pronuncia di una sentenza di
condanna definitiva.






