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Turismo: il calo di presenze fra Maratea e Praia a Mare Quasi un quinto rispetto al periodo prepandemia

foto castrocucco di Maratea

Di Nino Sangerardi:

“Tra il bypass invisibile di Castrocucco, il Cristo che aspetta il restauro da anni, la mancata bonifica della mega discarica di rifiuti dell’ex Pamafi e riutilizzazione dell’ex Intesa, la chiusura di fatto di Villa Nitti, il fallimento di una promozione turistica fatta di reclame, vetrine ed eventi a fondo perduto succede che a Maratea e Praia a Mare si registra un crollo netto del -18,10% di presenze a luglio a Maratea (pari a circa 13 mila pernottamenti in meno in un solo mese) e una perdita complessiva del -19,3% a Praia a Mare rispetto al periodo pre-pandemico (con oltre 46 mila notti perse). I numeri parziali della stagione estiva mettono a nudo la crisi strutturale delle due perle del Tirreno: mentre le amministrazioni locali continuano a puntare su passerelle estemporanee ed eventi milionari, la fragilità delle infrastrutture e l’assenza di programmazione stanno affondando il turismo dell’intero comprensorio”.
E’ quanto rileva Pietro Simonetti, esponente del Centro Studi e Ricerche Economiche e Sociali(Cseres) a proposito dei flussi turistici in Maratea Praia a Mare e dintorni.
“Maratea — sostiene Simonetti- è crollata nonostante la propaganda martellante del Festival del cinema,eventi della Pro Loco e le campagne di comunicazione pagate a peso d’oro per le pedalate d’autore con 20 mila euro per testimonial come Marco Aurelio Fontana o i 30 mila euro staccati dall’APT per la bike experience di Jovanotti. Un doppio binario fallimentare che assimila in modo definitivo il crollo dell’illusorio cicloturismo salvifico a quello del cineturismo da passerella: grandi nomi, passerelle VIP e spot finanziati con il denaro pubblico che non producono alcun ritorno concreto in termini di permanenza media o crescita delle imprese ricettive locali. Dalla gestione paradossale del cantiere per il bypass a Castrocucco fino alla saturazione dell’offerta ricettiva priva di servizi, la Riviera dei Cedri e la costa lucana mostrano i limiti di un modello promozionale oramai arrivato al capolinea.

C’è il paradosso di Castrocucco, la strada costruita per non essere usata?

Simonetti risponde argomentando quanto segue : Il ritardo nell’apertura del bypass a monte della frana di Castrocucco rivela una contraddizione di fondo: la scelta di non attivare l’arteria a Ferragosto non è dipesa dall’incompiutezza dei lavori, ma dal timore delle istituzioni di dover gestire l’inevitabile caos viario sotto i riflettori mediatici estivi.Il tracciato, caratterizzato da una carreggiata stretta e da pendenze elevate, presenta gravi criticità di regolazione semaforica e rischi di ingorgo nei punti più angusti, in particolare all’altezza del Borgo Hotel La Tana, con il rischio concreto che il traffico di rientro dalla movida notturna vada a paralizzare perfino la viabilità della Fondovalle del Noce.Terminati i fondi per il monitoraggio del senso unico sotto la frana, a ottobre il passaggio sul bypass diventerà inevitabile: la strada, dunque, non è stata collaudata nel periodo di massima affluenza per evitare proteste e disagi agli utenti, rinviando il test operativo a quando i flussi saranno ormai azzerati.

Per quanto riguarda Praia a Mare?

Spostandosi di pochi chilometri a sud, la situazione a Praia a Mare presenta dinamiche speculari, come emerge dall’analisi dettagliata di chi mette a confronto i dati del 2025 con il 2019. Esplosione dei posti letto e crollo dell’occupazione: spinta dal Codice Identificativo Nazionale (CIN) e dalla proliferazione degli affitti brevi, la ricettività censita è passata da 44 a 357 strutture, con posti letto saliti da 5.578 a 7.743 (+38,8%).Crollo del tasso di occupazione: a fronte dell’aumento di posti letto, le presenze sono scese da 239.834 a 193.577 (-19,3%). Il tasso di occupazione dei posti letto si è quasi dimezzato, passando dal 28,7% ad appena il 16,7%. Riduzione della permanenza: quella media degli ospiti si è contratta da 5,9 a 4,2 notti.

E la spesa per spettacoli e varie manifestazioni?

L’analisi di imprenditori e agenzie evidenzia come la politica dell’intrattenimento si sia rivelata una scelta priva di ricadute economico-strutturali: negli ultimi quattro anni il Comune di Praia a Mare ha destinato oltre 2 milioni di euro ad eventi, sfilate, concerti e spettacoli di cabaret, senza creare occupazione stabile né indotto duraturo. Inoltre, l’assenza di progettazione ha impedito di intercettare i finanziamenti comunitari e del PNRR per ammodernare parcheggi, decoro urbano e servizi pubblici fondamentali. I dati di questa stagione 2026 lasciano in eredità una duplice fotografia del fallimento: a Maratea assistiamo al crollo degli italiani e alla sofferenza del settore alberghiero tradizionale, mentre a Praia a Mare si registra la fuga del turismo straniero (diminuito del 41,7% rispetto al 2019) e il dimezzamento dell’occupazione dei posti letto. Due facce della stessa medaglia che confermano come le passerelle a pagamento, gli spot per il ciclismo e la spesa in spettacoli o cinema non riescano a coprire i vuoti delle infrastrutture e della programmazione. C’è molto da ripensare,molto da innovare nelle politiche dell’offerta e dei servizi. Intanto va soppressa l’Apt,come hanno fatto tante Regioni italiane, riformate le Pro Loco ed eliminate i Gruppi azione locale diventati veri Bancomat privati con risorse pubbliche spese per interessi di gruppi in modo distorto.

 

 



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