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Zes cultura, una risposta strategica per il rilancio della Basilicata Enzo Acito

RIONI SASSI MATERA FOTO SANGERARDI

Di Nino Sangerardi:

“In un momento in cui la discussione sulla ZES Cultura(zona economica speciale,ndr) torna a farsi viva, assumendo la forma dell’Araba Fenice che risorge dalle ceneri pur senza immediata copertura economica, appare fondamentale chiarire i concetti base di questa iniziativa che, se realizzata, rappresenterebbe un’opportunità storica per consolidare il ruolo di Matera come Centro di innovazione e sviluppo nel Sud Italia e nel Mediterraneo”.

Parole dell’ ing. Enzo Acito, già Consigliere regionale della Basilicata.

La specificità della Basilicata ? Acito afferma quanto segue :

“La ragione d’essere della ZES Cultura risiede proprio nella debole condizione della Basilicata all’interno della ZES Unica Meridionale. La ZES Unica ha, infatti, indebolito la nostra Regione in due punti chiave: primo, siamo meno infrastrutturati rispetto a Campania, Puglia e Calabria, dotate di grandi porti commerciali e interporti, il che convoglia naturalmente gli investimenti logistici verso questi hub consolidati; secondo, le aliquote massime per il Credito d’Imposta in Basilicata sono strutturalmente più basse, rendendo il nostro vantaggio competitivo meno incisivo. La ZES Cultura, al contrario, richiede un ridotto investimento in infrastrutture fisiche – non servono strade, aeroporti o porti – ma si basa sull’utilizzo della fibra, portando lavoro e occupazione nelle aree interne abbandonate. L’investimento sulla fibra nei comuni è pressoché completo, fornendo l’autostrada digitale su cui far correre servizi e lavoro, a differenza della atavica carenza di infrastrutture materiali che penalizza da sempre la Basilicata”.

Sembra che il progetto ZES Cultura abbia sollevato perplessità

Siamo consci che le prime reazioni al progetto ZES Cultura abbiano sollevato dubbi, tra cui la mancanza di conoscenza dei dettagli, il rischio di “cattedrale nel deserto” e il paventato impatto sul Borgo La Martella. Tuttavia, l’obiettivo è superare queste preoccupazioni con trasparenza e strategia, mettendo il Comune di Matera al centro del processo decisionale.

Quindi cosa proponete?

Proponiamo una gestione innovativa basata su un bando di gara internazionale. Questo bando non si limiterà alla progettazione e all’esecuzione, ma punterà innanzitutto a selezionare un Soggetto Gestore con comprovata esperienza globale, replicando realtà di successo come quelle realizzate a Roncade, Milano, Parigi o Barcellona. Il bando internazionale garantirà che il progetto non snaturi l’identità del Borgo La Martella, ma la valorizzi, assegnando il massimo punteggio ai progetti che si integreranno armoniosamente la credibilità del  piano di gestione con l’architettura e l’urbanistica del luogo. Il rischio di violentare l’architettura del Borgo si risolve concentrando l’intervento nella limitrofa area industriale, una zona pianeggiante di 36 ettari, distante poche centinaia di metri dal Borgo, già vocata a destinazione industriale e oggetto di intervento PNRR per le urbanizzazioni, eliminando così la necessità di modifiche di destinazioni d’uso o decreti ministeriali che potrebbero imporre varianti urbanistiche di competenza comunale. L’affidamento a un unico Soggetto Gestore permetterebbe di coordinare strategicamente tutte le realtà innovative già presenti a Matera – come l’Academy, la Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE), l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, il Centro Sperimentale di Cinematografia ed il potenziale Istituto Tecnologico Superiore – che oggi scontano l’assenza di una visione gestionale unitaria.

Realizzare sinergie, dunque?

Ceto, l’obiettivo è creare una sinergia che massimizzi le ricadute occupazionali e colleghi l’iniziativa al progetto di Matera Capitale del Mediterraneo per la Cultura e il Dialogo 2026. Con la ZES Cultura e l’uso della fibra, anche le aree interne potranno vedere la nascita di microimprese in grado di vendere servizi avanzati con tutto il mondo. Matera presenta ulteriori vantaggi competitivi essenziali: la sua strategia di sviluppo poggia su basi socio-economiche solide. La città si distingue per l’elevata qualità della vita, caratterizzata da un altissimo senso di sicurezza pubblica (con tassi di criminalità tra i più bassi in Italia), un solido capitale sociale e un’alta coesione comunitaria. Questo ambiente favorevole ha alimentato la crescita della “Comunità dei Ritornati e degli Arrivati”, professionisti di alto profilo che scelgono Matera come luogo di vita e lavoro, un capitale umano essenziale per il successo della ZES Cultura e per la sua integrazione. È urgente e auspicabile che Comune di Matera, Regione e Consorzio Industriale si coordinino per raggiungere questo obiettivo strategico.


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