Il falso carabiniere ha telefonato all’anziana, al numero fisso dell’abitazione. L’ha informata di una rapina avvenuta a danno di una gioielleria prossima a quella casa e le ha comunicato che la donna avrebbe dovuto esibire, di lì a poco, ai militari i gioielli di cui era in possesso per una verifica. La donna ovviamente si è detta più volte estranea dall’avere derubato il negozio di preziosi.
Così il falso carabiniere ha fatto un’altra telefonata a quella donna. In videochiamata, per vedere i gioielli. L’anziana impaurita, aperta la cassaforte, ha sistemato i suoi gioielli su un tavolo e li ha mostrati appunto in video, al suo interlocutore. Completamente soggiogata.
Fin quando al campanello ha suonato un uomo. E l’anziana, recuperata un po’ di freddezza, non ha aperto. Ha invece contattato i parenti e l’uomo è sparito. Accaduto a Martina Franca a metà settimana, stesse modalità di quanto raccontato nello stesso periodo nella stessa località (e non solo). Truffatori all’opera dunque. È pressoché un continuo e grandi contromisure finora non sembrano esserci. Se non prevenire. Ed essere vicini ai congiunti anziani che sono i più esposti. Come questa gente entri in possesso di numeri telefonici e altre iinformazioni perfino riservate è, poi, tutto da capire.









