Nei giorni scorsi la Regione Puglia ha espresso la valutazione ambientale sul piano urbanistico generale di Martina Franca. Parere positivo con undici prescrizioni, non di poco conto come aveva evidenziato l’avvocato Enrico Pellegrini, praticamente il primo ad accorgersi del documento regionale. Ora intervengono varie associazioni: tema di fondo, il consumo di suolo.
Di seguito il comunicato:
Le associazioni WWF Trulli e Gravine, Legambiente Valle d’Itria, Gruppo Speleologico Martinese, Centro Studi de Romita aps, Cicloamici FIAB Puglia e Basilicata e Pro Loco Martina Franca manifestano il loro plauso alla Regione Puglia – Sezione Autorizzazioni Ambientali che con DD n. 53 del 27/02/2026, in sede di VAS, ha accolto alcune osservazioni delle stesse in particolare stralciando l’ipotesi di Ambito per gli Insediamenti Produttivi ATP3 “Arte Moda” proposta dall’Ufficio di Piano del Comune di Martina Franca, confermata dal Consiglio Comunale in sede di adozione del PUG, nonostante le osservazioni delle scriventi!
Ora ci aspettiamo che la Regione corregga anche l’attuale scellerata previsione al ribasso del lotto minimo: nella proposta di PUG, adottata in Consiglio Comunale a seguito delle osservazioni, infatti, sono state apportate significative modifiche alle NTA del PUG in riferimento ai contesti rurali, sia in riferimento al lotto minimo che alla qualifica dei soggetti che possono attuare gli indici edificatori previsti.
Tale nuova previsione di fatto stravolge l’assetto originariamente precostituito del PUG adottato relativamente ai Contesti Rurali.
Attualmente nel PUG adottato in Consiglio Comunale, riguardo agli indici edificatori delle zone agricole (Contesti Rurali) sono stati previsti, indici superiori ai limiti stabiliti dal DM 1444/68 per le Zone “E” agricole, che prevedono la massima densità fondiaria di massimo mc 0,03/mq per le abitazioni rurali.
Una scellerata previsione, in palese contraddizione con la vision, gli obiettivi generali prioritari e quelli specifici dello stesso PUG: la Regione sia ancora una volta attenta al rispetto della legge dello Stato apportando le modifiche necessarie al lavoro fatto dal Comune.
“La vera ricchezza è nel paesaggio!” hanno sempre rimarcato i rappresentanti delle organizzazioni ambientaliste; oggi si potrebbe aggiungere: “per fortuna c’è la Regione a ricordarcelo quando dovrebbe essere, invece, primario interesse degli enti locali”









