Di seguito un comunicato diffuso dalla Guardia di finanza:
Nell’ambito della costante azione di polizia economico-finanziaria a contrasto delle frodi fiscali, i Finanzieri del
Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, nei giorni scorsi, hanno dato esecuzione ad un decreto di
sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della
locale Procura, finalizzato alla confisca di disponibilità (saldi attivi di conti correnti, autovetture e immobili) per
un importo di oltre 600.000 euro, nei confronti di diverse imprese operanti nel settore dell’edilizia e della
serramentistica.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari, sono state sviluppate dai Finanzieri della Tenenza
di Putignano e traggono origine da una verifica fiscale avviata nei confronti di una società di capitali, esercente
l’attività di fabbricazione e posa in opera di infissi.
L’attività ispettiva, avviata a seguito dell’emersione di indici di pericolosità fiscale, ha consentito di cristallizzare
l’assenza di documentazione comprovante i rapporti commerciali intrattenuti dalla predetta società con taluni
fornitori, rivelandosi, pertanto, una mera “cartiera”, in quanto priva di consistenza aziendale, utilizzata per
consentire a terzi di evadere le imposte mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per circa
1.300.000 euro.
Tale circostanza ha condotto le Fiamme Gialle di Putignano ad eseguire un’articolata elaborazione e analisi
incrociata di molteplici dati, consentendo di individuare una platea di 22 imprese localizzate nella città di Bari,
Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari che, mediante la contabilizzazione delle fatture per operazioni
inesistenti ottenute, hanno beneficiato di un’indebita detrazione dell’I.V.A. e di una indebita deduzione di costi ai
fini reddituali, con un conseguente danno all’Erario pari ad oltre 600 mila euro di imposte evase.
L’Autorità Giudiziaria, condividendo le ipotesi formulate dai Finanzieri, ha emesso un provvedimento di
sequestro finalizzato alla confisca (anche per equivalente), per un importo complessivo pari al profitto delle
imposte evase in capo alle imprese beneficiarie della frode, all’esito del quale sono state sottoposte al vincolo
cautelare, tra l’altro, disponibilità finanziarie pari a oltre 350 mila euro.
L’attività, che ha consentito di recuperare a tassazione l’imposta evasa e di sottoporre a vincolo cautelare il
correlato profitto illecito, è culminata con il deferimento all’Autorità Giudiziaria di 26 soggetti ritenuti
responsabili, a vario titolo, di emissione/utilizzo di fatture false; nei confronti delle società si è, altresì, proceduto
all’iscrizione nel relativo registro delle società indagate per l’illecito amministrativo di cui al D.Lgs. n. 231/2001,
derivante dal reato presupposto di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni
inesistenti.
L’azione di servizio testimonia l’impegno profuso dalle Fiamme Gialle baresi, in sinergia con la locale Procura
della Repubblica, a presidio della sicurezza economico-finanziaria del Paese, con particolare riferimento al
contrasto delle frodi I.V.A., capaci di alterare il corretto equilibrio del mercato determinando forme di
concorrenza sleale a danno degli onesti imprenditori.
Si precisa che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, le persone indagate
non sono state ancora rinviate a giudizio e non possono essere considerate colpevoli fino alla pronuncia di una
sentenza definitiva di condanna.
La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Bari in
ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico
all’informazione con riguardo al contrasto agli illeciti di natura economico-finanziaria.






