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Spedizione in Albania organizzata dal Gruppo speleologico martinese: partita ieri “Shtares 2026” Impegnati in 28 di tutta Italia

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Di seguito il comunicato:

È partita sabato 8 agosto “Shtares 2026”, la spedizione estiva esplorativa in Albania organizzata dal Gruppo Speleologico Martinese (GSM) che vede la partecipazione di ben 28 speleologi provenienti da diversi gruppi speleo italiani (Società Alpina delle Giulie; Gruppo Speleo San Giusto – Trieste; Cars centro Altamurano Ricerche Speleologiche; Gruppo Speleologico Lunense; Gruppo Speleologico Fiorentino; Speleo Club Tanaro;Speleo Club Nuoro; Gruppo Speleologico CAI Padova; Troglobius APS Verona). Questa sarà l’ennesima estate che i martinesi trascorreranno sulle Alpi Albanesi, precisamente nel Parco Regionale Nikaj-Mërtur, per continuare le esplorazioni alla Shpella Shtares.

“La Shtares – ha commentato il responsabile scientifico della spedizione, Alessandro Marraffa – è una grotta molto complessa che s’apre a circa 1400 metri s.l.m., alla base della lunga e aguzza cresta calcarea del Maja e Kakisë che sovrasta la valle glaciale per circa 700-800 metri. Il suo largo imbocco in estate lascia fuoriuscire una corrente d’aria molto intensa (tra i 30 e i 40 m³/s) e gelida (circa 3 °C), indicando che l’ingresso conosciuto è la parte inferiore di un ampio sistema. Di conseguenza, le esplorazioni avvengono principalmente in risalita, verso gli ingressi più alti”.

Dopo una prima spedizione perlustrativa nel 2014 con il Gruppo Faentino, sono nati i progetti Curraj (2015 e 2016) e Shtares (2017, 2018, 2019, 2022, 2023, 2024 e 2025), in collaborazione tra GSM, GS Faentino, GSB-USB, La Venta e Continent 8, sotto l’egida della SSI, dell’International Union of Speleology (UIS) e della Federazione Speleologica Pugliese.

“L’anno scorso – ha commentato la presidente del Gruppo Speleologico Martinese, Donatella Leserri – la Shtares ci ha regalato 1,8 km di nuovi passaggi esplorati, che si aggiungono ai 10 km già conosciuti. Non solo: abbiamo avuto l’onore di osservare da vicino pipistrelli del genere Myotis e un piccolo insetto di appena 4-5 mm, mai segnalato prima in questa grotta. Ogni nuova osservazione arricchisce la conoscenza di un ecosistema sotterraneo straordinario e vivo. Quest’anno l’idea è quella di esplorare e rilevare vari fronti individuati negli anni passati e di mettere in sicurezza alcune zone già note risistemandone gli armi. Nella zona della ‘Sala Rossa’ si proseguirà l’esplorazione dei meandri lungo la risalita del Pozzo Parallelo; lo stesso avverrà nel Ramo di Poseidone, dove l’anno scorso lasciammo alcune zone in sospeso per mancanza di tempo. Infine, continueremo a percorrere il Ramo del Mezzogiorno, sperando che ci regali qualche sorpresa. L’auspicio è sempre lo stesso: individuare il giusto passaggio per accedere a un nuovo livello orizzontale e raggiungere finalmente un ingresso alto”.

Contestualmente, proseguirà la ricerca scientifica meteorologica e geologica mediante analisi mirate, foto e video, oltre alle indagini bio(micro)spelologiche con l’installazione di fototrappole per provare a riprendere gli insetti nel loro habitat.

“Quest’anno – ha commentato Sebastiano Calella, capo spedizione – oltre al campo base al villaggio di Vrane e Madhe affidato nelle sapienti mani di Carmen Falanga, Pino Palmisano e Pasquale Calella, quest’ultimo responsabile delle comunicazioni tra gli esploratori in grotta e il capo base, potenzieremo il campo interno. Ciò permetterà a ben 8 speleologi di stazionare comodamente all’interno della cavità. Come l’anno passato, allestiremo le postazioni che permetteranno il bivacco, dando la possibilità agli esploratori di lavorare per più giorni consecutivi. E come già avvenuto in tutte le nostre spedizioni, tutti i rifiuti — biologici e non — saranno portati all’esterno per essere smaltiti e differenziati. Questo ci consentirà di ridurre al minimo l’impatto sulle comunità biologiche, anche endemiche, che vivono in questa grotta”.

“Avere la possibilità di continuare a esplorare la Shpella Shtares insieme a diversi speleologi provenienti da varie parti d’Italia è un’occasione di crescita per il nostro gruppo – ha concluso Donatella Leserri – ‘Shtares 2026’ ci permetterà di confrontarci con tecniche e visioni speleologiche differenti dalla nostra. Inoltre, il sostegno della SSI, della Federazione Speleologica Pugliese e del Servizio Regionale Puglia del Soccorso Alpino e Speleologico ci rende davvero orgogliosi e conferisce alle nostre attività un carattere di ampio respiro. Colgo l’occasione per ringraziare Repetto per averci messo in contatto con Korda’s, che ci ha fornito parte delle corde utili per la spedizione; Tiberino per gli ottimi pasti liofilizzati che fanno sentire a casa; Carmine Lucia per i caciocavalli, i salami e il miele che portano sempre allegria e lo Studio dentistico Verboschi”. Il rientro in Italia è previsto per il 23 agosto.

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