Di seguito un comunicato diffuso da Coldiretti Puglia:
Dai furti di ulivi resistenti alla Xylella e dei pali di sostegno ai danneggiamenti nei campi, con tubi degli impianti idrici tranciati di netto, fino alla crescita del cybercrime che colpisce aziende e cittadini, le campagne del Salento sono sempre più esposte all’azione di gruppi criminali, dalle agromafie alle ecomafie, che non si fermano neppure davanti a una fase segnata da forti tensioni internazionali e da gravi difficoltà per il settore agricolo. È quanto emerso nel corso dell’iniziativa “Seminiamo Legalità”, presso il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”, organizzato in collaborazione con Coldiretti Lecce e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, dove gli studenti hanno dialogato con Francesco Greco, già Procuratore della Repubblica di Milano e responsabile del Progetto Europa della Fondazione Osservatorio Agromafie, e Ludovico Vaccaro, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce. All’incontro sono intervenuti per i saluti istituzionali la dirigente scolastica Annarita Corrado, il sindaco di Maglie Ernesto Toma, il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino.
“La presenza della criminalità nelle campagne non è più solo legata ai furti o agli atti vandalici, ma assume forme sempre più evolute e pericolose, dal controllo della terra fino agli attacchi informatici alle imprese agricole”, afferma Costantino Carparelli, presidente provinciale di Coldiretti Lecce, sottolineando che “difendere la legalità oggi significa proteggere non solo il lavoro degli agricoltori, ma anche la sicurezza alimentare a beneficio di tutti i cittadini e l’economia dei territori”.
La crisi internazionale e i cambiamenti climatici stanno mettendo in difficoltà la filiera agroalimentare, sbilanciata a favore della distribuzione e penalizzante per i produttori – evidenzia Coldiretti Puglia – con molte aziende agricole, pur nel successo del Made in Italy, che faticano a sostenere l’aumento dei costi, la riduzione delle rese, i prezzi imposti dalla GDO e l’accesso al credito. Per Coldiretti la filiera agroalimentare parte dal lavoratore agricolo e arriva al consumatore: difenderla dalle infiltrazioni criminali significa garantire il giusto prezzo lungo tutto il percorso – aggiunge Coldiretti Puglia – quando si acquistano prodotti a prezzi troppo bassi, qualcuno paga quel sottocosto, e quasi sempre si tratta degli agricoltori e dei lavoratori agricoli.
Un passo avanti importante arriva anche sul piano normativo con l’approvazione del disegno di legge che introduce nel codice penale un nuovo titolo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare – afferma Coldiretti Puglia – accogliendo le proposte della cosiddetta “Legge Caselli”. Il provvedimento rafforza la tutela della filiera e dei consumatori, introducendo il reato di frode alimentare per contrastare pratiche ingannevoli su qualità, quantità e provenienza dei prodotti, quello di commercio di alimenti con segni mendaci contro le etichettature false e il reato di agropirateria per colpire le attività fraudolente organizzate. Previste inoltre misure più severe per la tutela delle Dop e Igp, la possibilità di destinare a fini solidali gli alimenti sequestrati e sanzioni proporzionate al fatturato aziendale, per garantire maggiore equità.
A preoccupare è anche il forte aumento delle truffe online, che utilizzano tecniche sempre più sofisticate. Secondo le segnalazioni di Cerved, si va dal phishing – con cui i criminali si fingono soggetti affidabili per sottrarre dati sensibili – allo spear phishing, ancora più mirato e costruito su misura per colpire persone o organizzazioni specifiche. Un fenomeno che coinvolge anche i consumatori: quasi 6 cittadini su 10 effettuano acquisti online e risultano quindi potenzialmente esposti a raggiri.
A spingere verso gli acquisti sul web – sottolinea Coldiretti Puglia – è soprattutto la possibilità di confrontare i prezzi e scegliere le offerte più convenienti senza rinunciare alla qualità. Ma proprio questa dinamica espone maggiormente alle truffe, in particolare le fasce più fragili della popolazione. A rischio sono gli anziani over 70, con il 32,8% che percepisce pensioni inferiori ai mille euro e l’11,3% sotto i 500 euro mensili, una condizione che si aggrava nelle aree rurali, dove è più difficile garantire controlli capillari. Parallelamente cresce anche il fenomeno degli attacchi informatici ai conti correnti delle aziende agricole.






