Di seguito un comunicato diffuso dagli organizzatori:
Venerdì 16 gennaio il Palatour di Bitritto ospiterà “Le emozioni che abbiamo vissuto“, il progetto teatrale in cui Walter Veltroni sceglie di mettersi in gioco in prima persona, salendo sul palco per raccontare e raccontarsi, ripercorrendo alcuni dei decenni più intensi e significativi della storia recente italiana e mondiale. Assieme a lui, sul palco, il pianista torinese Gabriele Rossi.

Grande protagonista della vita politica e culturale del Paese, Veltroni costruisce uno spettacolo di ampio respiro che nasce dal desiderio di restituire ciò che la vita gli ha donato, condividendo con il pubblico un percorso fatto di memoria, emozioni e consapevolezza. Il racconto si sviluppa come un viaggio che attraversa gli ultimi decenni del Novecento, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, mettendo al centro il fattore umano e personale come chiave di lettura dei grandi eventi storici. Non una lezione di storia, ma un racconto intenso e partecipato, in cui i ricordi individuali diventano memoria collettiva.
Quella in scena al Palatour è la prima parte del progetto, dedicata agli anni Sessanta, quando tutto sembrava possibile. Il decennio viene raccontato a partire dall’Italia ancora incerta degli anni Cinquanta, passando per l’energia creativa della ricostruzione e arrivando a quell’ondata di libertà e cambiamento che coinvolse un’intera generazione. Un periodo che si apre con immagini di speranza e fiducia – Gagarin, Giovanni XXIII, le atmosfere leggere di Sapore di sale – e si chiude con eventi traumatici e simbolici come le bombe di Piazza Fontana e lo scioglimento dei Beatles.

A rendere ancora più viva questa ricostruzione contribuiscono materiali e suggestioni del vissuto quotidiano: la cronaca, gli oggetti, la musica, i giornali, le immagini d’epoca. Le parole di Veltroni sono accompagnate da una selezione di video e immagini, in parte inedite, che diventano elemento attivo della scenografia e amplificano la forza evocativa del racconto. Sul palco, accanto a lui, il giovane pianista torinese Gabriele Rossi, talento molto seguito sui social, rappresentante di una generazione lontanissima da quegli anni, che assume il ruolo di interlocutore e sponda narrativa, non solo musicale, di questo viaggio nella memoria.







