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Martina Franca: lo sfogo della disabile dà il senso di un fallimento Che brutta impressione quei cartelli che rimarcano i divieti

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Alcuni mesi fa realizzammo, con una cittadina di Martina Franca, un video. Ce lo aveva chiesto lei, riguardava le difficoltà estreme che un disabile deve sopportare appena uscito da casa. Perché il rispetto per i disabili a Martina Franca, diciamocelo senza tanti infingimenti, rasenta quota zero.

In quel video era documentato il campionario del dispregio: dai posti auto riservati ai disabili ma occupati da parte di chi non ha titolo, agli scivoli che si trovano (o non trovano) ai margini dei marciapiedi, ai tanti pali della luce e ostacoli vari, per chi ha un handicap motorio.

Quel video fu presentato prima di essere diffuso da noi online. Era presente il presidente della Società operaia di mutuo soccorso che sostenne la realizzazione del filmato, era presente il sindaco. Che notammo sinceramente interessato alla questione.

Oggi quella cittadina ha diffuso l’immagine che pubblichiamo. Sintetizza un concetto: abbiamo fallito. Noi con lei. Perché fra gli insensibili nei confronti dei disabili, adesso, ci va messa pure la pubblica amministrazione. Quel video non è servito a niente. Non ha sensibilizzato nulla e nessuno. Chi continuava a rubare spazi ai disabili continua indisturbato a farlo, i disabili invece hanno una limitazione in più. E siccome sono deboli la rispetteranno.

Non stiamo qui a discutere il contenuto del provvedimento riguardante ztl e accesso pedonale. Quello è materia amministrativa. Molto discusso sull’opportunità e la legittimità di averlo fatto così ma non entriamo nel merito qui.

Ma l’avere specificato, in quei cartelli, il simbolo della disabilita, è da qui ritenuta un’inutile umiliazione nei confronti dei disabili, con troppa ipocrisia chiamati diversamente abili ma trattati, anche stavolta, come persone che non possono. E non possono perché questo è stato rimarcato specificamente per loro, stavolta. Quando è scritto che il provvedimento vale per tutti, nella totalità ci vanno pure i disabili. Cosa diavolo si va a specificare in quel modo. Che brutta quella immagine del divieto. Correggerla e, oltretutto, evitare finché si è in tempo una esposizione della città a polemiche. Il sindaco e l’assessore, con le loro sensibilità, possono (e lo faranno) trovare soluzioni alternative. Chiederle. Indicarle.

La comunità deve questa forma di rispetto soprattutto alla signora Cristina che così coraggiosamente si espone e ai tanti disabili che stanno zitti, non capiscono ma si adeguano. Ma non capiscono. Perché il (sedicente) normodotato, alle prese con quel cartello, si fa una camminata a piedi. Un disabile, invece, si attacca. E noi manco con un video siamo riusciti a spiegarlo.




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1 Comment

  1. La zona pedonale è preclusa SOLO se ha valore assoluto.
    Se ammette anche una sola eccezione, fosse pure per i mezzi di soccorso o delle FF.OO., in essa devono considerarsi comprendersi i veicoli dei disabili motori incapaci di deambulare autonomamente.

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