Di seguito il comunicato:
Nel 2026, a Campomarino di Maruggio, ci sono ancora cittadini che attendono servizi essenziali come acqua e fognatura.
Nel corso degli anni, i residenti e i proprietari dell’area hanno sostenuto gli oneri urbanistici previsti per gli interventi edilizi e continuano a corrispondere regolarmente i tributi comunali, tra cui la TARI e, ove dovuta, l’IMU. Nonostante ciò, Via Tramontana continua a essere priva di infrastrutture essenziali, con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita.
Negli ultimi mesi i cittadini hanno scelto di percorrere esclusivamente le vie istituzionali.
In particolare:
– Acquedotto Pugliese ha effettuato i sopralluoghi tecnici.
– Autorità Idrica Pugliese ha avviato un’istruttoria sulla vicenda.
– AIP ha richiesto al Comune di Maruggio documentazione e chiarimenti ritenuti necessari ai fini dell’istruttoria.
Nonostante questi sviluppi, i cittadini continuano ancora oggi ad attendere.
Dagli atti acquisiti emerge che il procedimento non risulta riconducibile a impedimenti di natura tecnica di realizzazione delle opere, ma a profili di carattere amministrativo e pianificatorio.
Per i cittadini, tuttavia, il protrarsi degli adempimenti continua a tradursi nell’assenza di servizi fondamentali attesi da quasi quarant’anni.
Non si tratta soltanto di una questione burocratica.
Si tratta di famiglie che non possono usufruire pienamente di servizi pubblici essenziali, con inevitabili conseguenze sulla qualità della vita, sulla gestione dei reflui, sulla tutela dell’ambiente, sul valore degli immobili e sulle prospettive di sviluppo del territorio.
La situazione assume particolare rilievo quando coinvolge nuclei familiari nei quali vivono minori, persone anziane o soggetti in condizioni di maggiore fragilità, per i quali l’accesso ai servizi essenziali costituisce una priorità assoluta e inderogabile.Assume inoltre particolare rilievo il fatto che nell’area siano già presenti tronchi delle reti idrico – fognarie che servono alcune utenze, di una strada limitrofa, mentre altre abitazioni della stessa zona continuano a rimanerne escluse.
La vicenda induce inevitabilmente a interrogarsi su come una località insignita della Bandiera Blu possa presentare ancora aree nelle quali cittadini e proprietari attendono da decenni servizi essenziali quali acqua e fognatura.
I cittadini non chiedono privilegi.
Chiedono semplicemente che gli enti competenti collaborino per definire il procedimento già avviato e garantire anche a questa parte del territorio infrastrutture e servizi che dovrebbero essere assicurati a ogni comunità.
Dopo circa quarant’anni di attesa, ritengono che il tempo delle verifiche debba lasciare spazio a quello delle decisioni e degli interventi.
Confidano, pertanto, che il procedimento in corso sia definito quanto prima e conduca finalmente a una concreta soluzione, nell’interesse della collettività, della tutela dell’ambiente e dello sviluppo del territorio.
Acqua e fognatura non sono un privilegio. Sono un diritto.
.
Nel corso degli anni, i residenti e i proprietari dell’area hanno sostenuto gli oneri urbanistici previsti per gli interventi edilizi e continuano a corrispondere regolarmente i tributi comunali, tra cui la TARI e, ove dovuta, l’IMU. Nonostante ciò, Via Tramontana continua a essere priva di infrastrutture essenziali, con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita.
Negli ultimi mesi i cittadini hanno scelto di percorrere esclusivamente le vie istituzionali.
In particolare:
– Acquedotto Pugliese ha effettuato i sopralluoghi tecnici.
– Autorità Idrica Pugliese ha avviato un’istruttoria sulla vicenda.
– AIP ha richiesto al Comune di Maruggio documentazione e chiarimenti ritenuti necessari ai fini dell’istruttoria.
Nonostante questi sviluppi, i cittadini continuano ancora oggi ad attendere.
Dagli atti acquisiti emerge che il procedimento non risulta riconducibile a impedimenti di natura tecnica di realizzazione delle opere, ma a profili di carattere amministrativo e pianificatorio.
Per i cittadini, tuttavia, il protrarsi degli adempimenti continua a tradursi nell’assenza di servizi fondamentali attesi da quasi quarant’anni.
Non si tratta soltanto di una questione burocratica.
Si tratta di famiglie che non possono usufruire pienamente di servizi pubblici essenziali, con inevitabili conseguenze sulla qualità della vita, sulla gestione dei reflui, sulla tutela dell’ambiente, sul valore degli immobili e sulle prospettive di sviluppo del territorio.
La situazione assume particolare rilievo quando coinvolge nuclei familiari nei quali vivono minori, persone anziane o soggetti in condizioni di maggiore fragilità, per i quali l’accesso ai servizi essenziali costituisce una priorità assoluta e inderogabile.
Assume inoltre particolare rilievo il fatto che nell’area siano già presenti tronchi delle reti idrico – fognarie che servono alcune utenze, di una strada limitrofa, mentre altre abitazioni della stessa zona continuano a rimanerne escluse.
La vicenda induce inevitabilmente a interrogarsi su come una località insignita della Bandiera Blu possa presentare ancora aree nelle quali cittadini e proprietari attendono da decenni servizi essenziali quali acqua e fognatura.
I cittadini non chiedono privilegi.
Chiedono semplicemente che gli enti competenti collaborino per definire il procedimento già avviato e garantire anche a questa parte del territorio infrastrutture e servizi che dovrebbero essere assicurati a ogni comunità.
Dopo circa quarant’anni di attesa, ritengono che il tempo delle verifiche debba lasciare spazio a quello delle decisioni e degli interventi.
Confidano, pertanto, che il procedimento in corso sia definito quanto prima e conduca finalmente a una concreta soluzione, nell’interesse della collettività, della tutela dell’ambiente e dello sviluppo del territorio.
Acqua e fognatura non sono un privilegio. Sono un diritto.






