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Bari: oggi “Sorella mia”, presidio dedicato a donne e ragazze palestinesi "Il genocidio in corso non è neutro dal punto di vista del genere"

locandina (12)

Di seguito un comunicato diffuso dagli organizzatori:

Le donne palestinesi raramente sono soggetto del dibattito del mainstream occidentale, anche femminista. Restano oggetto di stereotipi orientalisti che le ritraggono solo vittime perfette dell’arretratezza culturale della loro comunità.

Il genocidio in corso non è neutro dal punto di vista del genere, è sia un femi-genocidio che un genocidio riproduttivo.

I corpi delle donne, così come la terra, sono territori della conquista. Subiscono ogni forma di dominio, umiliazione, annientamento identitario.

La Palestina è una questione femminista intersezionale, per dare voce proprio a studiose e collettivi palestinesi femministi e per i diritti delle persone LGBTQIA+.

L’utilizzo dei diritti LGBTQIA+ come strumento di legittimazione politica e diplomatica, volto a promuovere l’immagine di Israele come democrazia liberale e avanzata, é impiegato per costruire una narrazione che oscura o minimizza le violazioni dei diritti umani e il genocidio.

La necropolitica decide a chi è concesso vivere e a chi no, su scala mondiale. Il capitalismo criminalizza la dignità umana e si sostituisce al diritto internazionale. La pace è uno show del potere, il comitato d’affari dei miliardari. La guerra è lo strumento.

Il campo di battaglia sono i corpi delle donne e l’ambiente nativo.

Ogni donna, ogni ragazza palestinese rappresenta una sfida a questo abisso di morte e macerie; mentre porta sulle spalle perdite insopportabili ed il peso della sua stessa sopravvivenza, ci insegna a resistere, ricostruendo ogni volta legami di vita indispensabili al futuro.

Sabato 7 marzo Donne in Nero Bari e Mixed LGBTQIA+ dedicano il presidio alle nostre sorelle, donne e ragazze di Palestina. La loro resistenza ci riguarda tuttə. Non solo l’8 marzo, giornata internazionale della donna .

Unitevi a noi, nella pratica politica delle Donne in Nero che, dal primo nucleo di donne israeliane e palestinesi del 1988, in tutto il mondo interpongono i propri corpi in lutto ed in silenzio per nominare la guerra, il patriarcato e la violenza coloniale, chiedendo una pace fondata sulla giustizia  e l’ autodeterminazione dei popoli.

Dopo il silenzio intenso e carico di significato della pratica delle Donne in Nero, continueremo a dare voce alla nostra resistenza lasciando che siano le note e le armonie del coro delle DoReMixed a parlare per noi.

 “Sorella mia, la nostra terra

ha un cuore palpitante,

non smette di battere e resiste

all’insopportabile.

Mantiene i segreti di colline e grembi.

Questa terra che germoglia

Con spighe e palme è anche la terra

Che dà vita a chi combatte per la libertà.

Questa terra, sorella mia è una donna”

 

Fadwa Tuqan – Poeta palestinese (1917-2003)


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