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C’è un’Italia Riflessioni di un cittadino

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Il presidente della Repubblica in tram condotto da Valentino Rossi. Chi ha visto l’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina probabilmente si riconosce in queste parole che “rubiamo”, pari pari, dal gruppo Sei di Como se…:

C’è un’Italia…

C’è un’Italia che non ne può più.
Un’Italia stanca di parole urlate, di chi usa la politica come un ring,
di chi campa di slogan e rancore,
di chi divide per mestiere e si dimentica perfino cosa significhi servire il Paese con dignità.
Un’Italia che guarda quei teatrini e si sente tradita, offesa, presa in giro.
Un’Italia che non vuole più essere spettatrice di una violenza che non le appartiene.

E poi c’è un’altra Italia.
Quella che io amo.
Quella che non fa rumore ma fa la Storia.
Quella che stupisce il mondo non con le chiacchiere, ma con il talento,
con la musica dei nostri ragazzi come Ghali,
con la creatività che ci scorre nel sangue,
con la capacità di restare uniti quando conta davvero.

È l’Italia che oggi si riconosce in un uomo di nome Sergio.
Un Presidente che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare,
che sale su un tram insieme ai cittadini,
che attraversa Milano accanto a Valentino Rossi come fosse la cosa più naturale del mondo,
che inaugura le Olimpiadi Milano‑Cortina 2026 ricordandoci chi siamo davvero.

Un Paese che sa essere popolare senza essere populista.
Un Paese che sa essere grande restando semplice.
Un Paese che, quando vuole, sa ancora emozionare il mondo.

Questa è l’Italia che scelgo.
Quella che non si vergogna della sua gentilezza.
Quella che non rinuncia alla sua bellezza.
Quella che non smette mai di crederci.

MilanoCortina2026


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