Di seguito un comunicato diffuso da Antonio Speranza reporter:
Ci vuole la trasmissione Fuori dal Coro per far rispettare una legge che non conoscono neanche gli addetti ai lavori.
Se il CUP non rispetta i tempi massimi di attesa indicati sulla ricetta medica, hai il diritto di richiedere all’ASL un percorso alternativo in struttura pubblica, da un privato accreditato o in intramoenia, pagando soltanto l’eventuale ticket.
Come funziona la procedura.
Non agire di autonomia: È vietato prenotare e pagare una visita privata per conto proprio e pretendere in seguito il rimborso automatico dall’ASL.
Richiesta formale: Se il CUP dichiara che non ci sono posti nei tempi previsti, devi presentare una richiesta formale (un percorso di tutela) all’azienda sanitaria per sbloccare la prestazione.
Soluzione dell’ASL: Sarà la direzione sanitaria a indicarti una struttura accreditata o un medico in libera professione intramuraria (intramoenia) dove effettuare la visita o l’esame nei tempi corretti a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Cosa paghi: Resta a tuo carico esclusivamente il ticket sanitario previsto dalla tua fascia di reddito o esenzione
Se il Servizio Sanitario Nazionale non rispetta i tempi massimi di attesa prescritti sulla ricetta, il cittadino ha diritto a ricevere la prestazione in un percorso alternativo (altra struttura pubblica, privato accreditato o in intramoenia) pagando solo il ticket.
Come funziona la normativa
Riferimenti di legge: La norma di riferimento storica è il D.Lgs. 124/1998 (articolo 3, comma 10), affiancata e rafforzata dalle disposizioni della riforma sulle liste d’attesa (legge di luglio 2024).
Tempi massimi: Variavano o variano in base alla classe di priorità indicata dal medico (es. U per urgente entro 72 ore, B per breve entro 10 giorni, D per differibile o P per programmabile).
Il principio: Se il CUP (Centro Unificato di Prenotazione) non garantisce la visita o l’esame diagnostico entro i giorni previsti, la direzione sanitaria deve disporre che la prestazione sia resa tramite un professionista in intramoenia (libera professione intramuraria) o in struttura accreditata a carico del bilancio dell’ASL, ad eccezione del solo ticket.






