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È morto Ugo Gregoretti

Aveva 89 anni

È morto a Roma il regista Ugo Gregoretti.

Enciclopedia Treccani:

Ugo Gregoretti. Regista cinematografico, televisivo e teatrale, nato a Roma il 28 settembre 1930. Autore di satire pungenti ma dai toni garbati che hanno messo in risalto i difetti e le incongruenze della società italiana attraverso sapidi bozzetti di costume e smaliziate inchieste di taglio giornalistico, ha rivelato una predilezione, nonché un particolare talento per la caratterizzazione sintetica e la rapida visione d’insieme. Nel corso della sua carriera si è dedicato prevalentemente alla regia televisiva, con risultati di particolare originalità, ma anche a quella teatrale, dirigendo soprattutto opere liriche.Iniziò la sua carriera alla RAI nel 1953, diventando ben presto autore di servizi televisivi: realizzò inchieste per le rubriche di costume Semaforo (1954) e Controfagotto (1960), e il documentario La Sicilia del Gattopardo (1960). Il debutto cinematografico avvenne con I nuovi angeli (1962), un film a episodi realizzato con attori non professionisti, nel quale si attraversa l’Italia allo scopo di descrivere i modi di vivere dei giovani nelle diverse realtà. La presentazione bozzettistica di una grande varietà di situazioni e atteggiamenti (l’arretratezza di costumi ancora presente in alcuni paesi siciliani, l’indolenza della borghesia agiata di Napoli e delle regioni del Nord) non impedì a G. di gettare uno sguardo incuriosito su alcune realtà in via di evoluzione, quali il mutamento del ruolo femminile nell’ambito della sessualità o i fermenti sviluppatisi tra i giovani operai milanesi. Sostanzialmente progressista, G. si scagliò contro la società dei consumi, colpevole di generare incontrollabili stati d’ansia: Il pollo ruspante (1963), episodio del film collettivo RO.GO.PA.G., è infatti ispirato alle teorie espresse da W. Packard sul fenomeno dei ‘persuasori occulti’ e denuncia i danni che una pubblicità troppo insistente può arrecare a una famiglia. Una particolare originalità segna il successivo Omicron (1963), che innesta la satira sociale nel genere fantascientifico: un alieno, venuto sulla Terra con l’intento di organizzarne l’invasione, si cala nei panni di un operaio e nei ritmi alienanti della produzione in fabbrica. La sua progressiva umanizzazione lo porterà a incitare allo sciopero, ma finirà per perdere la vita. Opera esemplare del pessimismo di fondo presente nel cinema di G., Omicron resta tuttavia un caso isolato in una filmografia che si è servita soprattutto della struttura a episodi, particolarmente congeniale allo stile del regista. Ne sono ulteriore prova Il foglio di via, ultima parte del film collettivo internazionale Les plus belles escroqueries du monde, noto anche come Le più belle truffe del mondo (1964), e il lungometraggio a episodi Le belle famiglie (1964), dissacrante satira dell’istituzione familiare.Nei successivi dodici anni, come autore di opere a soggetto, G. ha lavorato quasi esclusivamente in televisione. Nel cinema (fatta eccezione per il cortometraggio Il bagno, 1973, su un allestimento della commedia grottesca Banja di V.V. Majakovskij) si è infatti cimentato solo con documentari, in cui ha tentato, almeno nelle intenzioni, di realizzare un cinema militante, anche se la pretesa di imparzialità si è spesso risolta nell’ideologia socialista umanitaria a lui propria. Tra di essi: due cronache dirette delle lotte operaie, Apollon: una fabbrica occupata (1969) e Contratto (1970); un viaggio all’interno di un movimento di liberazione nazionale, Vietnam scene del dopoguerra (1976); un’inchiesta sulla vita nei quartieri della periferia romana, Dentro Roma (1976). In seguito ha prediletto le regie teatrali, e in particolar modo quelle liriche; ha realizzato per il grande schermo Maggio musicale (1989), un film-conversazione in parte autobiografico che prende spunto da un innovativo allestimento della Bohème di G. Puccini, e il documentario collettivo Un altro mondo è possibile (2001), cronaca degli avvenimenti di Genova durante il G8 nel luglio 2001. Nel 2002 è stato eletto presidente dell’ANAC (Associazione Nazionale degli Autori Cinematografici).

(da profilo facebook di Ugo Gregoretti)




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