Scrive Marco Taradash:
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Scrive Piero Angelini:
Ho risposto al Dott. Taradash al post sulla sua pagina: Salve Dott. Taradash, sono Piero Angelini curatore della mostra “MOSTRI”. Lei ha dato un giudizio sull’esposizione, accettabilissimo, ma mi spiace che lo abbia fatto solo sulla base di due foto scattate con un cellulare. La mostra e il festival, le assicuro, sono molto di più. Sarebbe come leggere di un articolo giornalistico solo il titolo o di un libro guardare solo la copertina. Ci sono 187 opere esposte, alcune gallerie sono dedicate ai mostri della letteratura classica nelle diverse reinterpretazioni a fumetti, c’è una galleria dedicata ai mostri della tradizione popolare italiana, c’è la galleria dedicata ai mostri del cinema e poi c’è la galleria dedicata ai MOSTRI della storia contemporanea, dove accanto a Netanyahu ci sono Hitler, Mussolini, Stalin, Videla, Pol Pot, Bin Laden, Ali Khamenei, Idi Amin Dada, Pinochet, Putin, Kiril, e tante altre brave persone di questa specie, illustrazioni in scala reale realizzate liberamente da fumettisti italiani. E c’è anche una piccola mostra personale di Olha, una Bambina ucraina fuggita dalla guerra di Putin. Siamo stati fortemente criticati dal Rabbino di Verona (credo autore delle foto del suo post) sulla scelta stilistica che rappresenta Netanyahu. Spiegone: Il manifesto del Festival, dipinto con i colori della bandiera palestinese è diviso in due parti: nella parte verde ci sono i buoni, la creatura di Frankenstein, vittima innocente del suo creatore, il vero mostro. Nella parte rossa ci sono i cattivi, quelli veri, Netanyahu e Hamas (la bandiera con la scritta in arabo). Per quanto riguarda la velata accusa di antisemitismo, nelle precedenti edizioni del festival abbiamo coinvolto studenti di ogni grado e abbiamo presentato loro, libri a fumetti sulla Shoha: “La città che sussurrò”, “L’albero di Sara” (Giuntina, casa editrice di Daniel Vogelmann). “Charlotte Salomon”, “La Shoha spiegata ai bambini” (BeccoGiallo). Mostra con le tavole tratte da “Jan Karski. Proiettato il cartone animato “La stella di Andra e Tati” (Larcadarte). Il Palazzo Ducale, dove viene ospitato il nostro Festival è un contenitore culturale importantissimo per la nostra città e il nostro Assessore alla Cultura mai si sognerebbe di selezionare e/o censurare le opere esposte di liberi artisti. Il Rabbino più volte ci ha ripetuto: “Anche l’arte deve avere dei limiti”…rispettosamente…non siamo d’accordo.









