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“L’ultimo m’accompagna” Libro di Al Gallo

Copertina libro “L'ultimo m'accomapagna

Di seguito il comunicato:

L’associazione “Lo specchio dell’Arte” di Manuela Montemezzani è lieta di promuovere “L’ultimo m’accompagna” di Al Gallo, una raccolta di dieci racconti che si muove tra noir, cronaca emotiva e riflessione sociale, esplorando un’umanità ferita, disperata, ma ancora capace di stupire, sbagliare, sopravvivere.

Con una prosa tagliente, ironica, spietata e a tratti lirica, Al Gallo restituisce un mosaico narrativo in cui ogni storia è una fenditura nella realtà: ciò che trapela è il volto autentico di un Paese che cambia, che inganna, che resiste, che cade e si rialza.

L’ultimo m’accompagna” raccoglie dieci racconti, dieci traiettorie esistenziali che, pur lontane tra loro, compongono un unico affresco: quello di una società che vive a metà strada tra marginalità e desiderio di riscatto.

 

Nella storia d’apertura, una delle più potenti, Domitilla, badante e prostituta part-time, rinviene il cadavere di un travestito e, grazie alla sua determinazione e all’aiuto di un ex poliziotto, contribuisce a smascherare un gruppo di criminali ambientali. Da qui prende forma un viaggio letterario che attraversa epoche, sguardi e paure.


Tra le pagine incontriamo:


Karloff, 
un kapò e Ribentroff, un nazista, che assistono impotenti all’avanzata russa, schiacciati dal peso della storia; Un giovanissimo Neruda, che scrive alla madre cercando perdono e conferme nella vastità della città che lo inghiotte. Un sommozzatore truffaldino che scopre un allevamento clandestino di cozze.

 

Ma anche l’ispettore Natale, alle prese con la caccia a un’autoradio rubata nel caos di Gianturco; Un giovane Conan Doyle che sventa una rapina, gettando le basi della sua futura immaginazione investigativa; Saverio, incredulo davanti a un addetto ai bagagli che ha messo su una sorta di agenzia matrimoniale all’aeroporto di Capodichino; La polizia che nasconde il teste dell’inchiesta SputtaNapoli.

E infine Riccardino, enfant prodige del raggiro, che organizza un fiorente business: ‘o trucco d’ ‘o spicchietto.

 

Ogni storia è una ferita e una rivelazione. Ogni personaggio è un frammento di quella umanità fragile, feroce, disillusa e sorprendente che Al Gallo sa raccontare con voce unica.

 

Il racconto che dà il titolo all’opera diventa anche il suo manifesto: “l’ultimo m’accompagna” non è solo lo stratagemma di chi chiede un passaggio, ma una dichiarazione di poetica, il gesto di uno scrittore che sceglie di stare sempre dalla parte giusta delle cose, accanto agli ultimi, ai dimenticati, ai colpevoli e agli innocenti della vita.

Alberto Gallo, napoletano, vive da sempre nella sua città. Alla scrittura noir affianca la creazione di racconti e sceneggiature, crime e non, muovendosi con naturalezza tra registri diversi.

La sua voce narrativa è riconoscibile per lo sguardo acuto, la capacità di cogliere il grottesco del reale, la sensibilità nel raccontare ciò che l’ordinario tende a nascondere.
Con “L’ultimo m’accompagna”, Gallo firma un’opera che attraversa generi e tempi, offrendo un ritratto tagliente, ironico e profondamente umano del nostro contemporaneo.

 


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