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Matera: le mostre dedicate ai cuccù dei Niglio e al fotografo Theodoris Theodoridis Dal 4 settembre

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Di Nino Sangerardi:

Il nuovo appuntamento ideato e organizzato dalla Fondazione Le Monacelle ETS ” è l’ennesimo tassello di un disegno più ampio nato dalla collaborazione con CNA Matera e Arterìa – Associazione d’Arte e Cultura”. Due mostre, dunque, distinte per linguaggio e per tempi, che la Fondazione materana  ha scelto di ospitare nello stesso arco stagionale ” perché, pur restando autonome, raccontano la stessa storia da due prospettive complementari, quella di un’eredità greca che, attraversando il mare, ha finito per depositarsi nel Sud Italia e a Matera in particolare”.

A inaugurare il progamma, il 4 settembre 2026, sarà “Terra. Forma. Suono.”, la mostra dedicata al lavoro della famiglia dei maestri artigiani Niglio, custode da generazioni dell’arte del Cucù, il tipico fischietto materano modellato nell’argilla, con corpo di gallo e voce di cuculo. Non un semplice manufatto d’artigianato, ma un piccolo oggetto carico di stratificazioni : “Nato quasi per necessità, dentro una bottega di famiglia, come attività di sostentamento nei mesi più freddi, il cuccù ha finito per farsi custode silenzioso di credenze popolari, gesti rituali e piccoli riti d’amore contadini. Non a caso, affiora un legame sottile ma profondo con le civiltà che abitarono l’area di Timmari in epoca magno-greca”.

Un percorso espositivo che presenta i manufatti artistici in particolare dei maestri artigiani Giuseppe (1923-1988) e Tommaso (1927-2019), ma che più che come una sorta di catalogo risulta essere una biografia di famiglia raccontata attraverso il gesto della mano e la memoria del fuoco.

Ad accompagnare l’inaugurazione sarà una performance dell’ultima generazione dei Niglio, quella dedita all’arte dei suoni, altro ambito riconducibile alla nota famiglia materana. A rappresentarla sono i giovani musicisti Pierdomenico e Damiano, il cui sodalizio artistico ha come nome d’arte semplicemente “Niglio”, che hanno scelto Matera e l’occasione della esposizione per chiudere il tour legato, a sua volta, al loro disco d’esordio intitolato Penombra. Si presenteranno in scena per la prima volta in città in una formazione a quartetto inedita che a Pierdomenico Niglio (voce, tastiere ed elettronica) e Damiano Niglio (basso e voce) affianca Gianpaolo Matera (tromba) e Francesco Rondinone (batteria). La mostra resterà aperta fino al 4 novembre.

Dal 10 al 30 settembre sarà invece la volta di “Κάλλος Άλυτον” (Kállos Ályton  Bellezza Indissolubile), personale fotografica del giovane e virtuoso artista greco Theodoris Theodoridis. Qui il materiale cambia radicalmente, passando dall’argilla alla pellicola, ma la direzione resta la stessa. “Theodoridis costruisce le sue immagini in bianco e nero mettendo in dialogo i corpi contemporanei con le statue del Museo Archeologico di Napoli, in una ricerca che indaga il punto di contatto, in modo sottile e quasi impercettibile, tra la pelle e il marmo, tra ciò che nel tempo resiste e ciò che invece appartiene solo all’istante. Uno sguardo fotografico che non si limita a documentare la bellezza classica: la interroga, chiedendole cosa ancora abbia da dire a un corpo che vive, respira, invecchia”.

«La Fondazione Le Monacelle ETS vuole essere, prima di tutto, un luogo di cultura: uno spazio aperto all’incontro tra linguaggi, generazioni e sensibilità diverse – evidenzia Antonella Ambrosecchia Siggillino, direttrice generale della Fondazione Le Monacelle ETS –. Le due mostre rappresentano bene questa vocazione. Dall’identità e dalla memoria dell’artigianato materano alla ricerca contemporanea di un artista greco, la Fondazione offre alla città occasioni di confronto e di apertura verso il Mediterraneo. È questo il nostro impegno: non semplicemente organizzare eventi, ma costruire nel tempo un luogo vivo, capace di accogliere, promuovere e mettere in dialogo esperienze culturali diverse, con Matera sempre al centro”.

 

 

 



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