Effetti della clamorosa ondata di maltempo di queste ore. L’invaso di Occhito, nel foggiano, il più grande della Puglia, oggi a mezzogiorno fa segnare (immagine di home page tratta da schema diffuso dal consorzio di bonifica della Capitanata) disponibilità idrica di oltre 176 milioni di metri cubi d’acqua. Lunedì 30 marzo erano circa 107 milioni. Un anno fa erano poco più di 71 milioni e il 30 marzo dello scorso anno intorno ai 62 milioni. La tendenza è analoga per le altre dighe pugliesi.
In Molise dalla diga del Liscione vengono sversati in mare, da ieri, sessanta metri cubi di acqua al secondo. L’invaso è troppo pieno. Si consideri che c’è un progetto di collegamento, con un’apposita tubatura, per far arrivare acqua alla Puglia. Ma è ancora un progetto e per ora quella quantità enorme di acqua viene buttata.
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Di seguito un comunicato diffuso da Coldiretti Puglia:
Oltre 80 millimetri di pioggia caduti in media nelle ultime 48 ore sulla provincia di Foggia, con accumuli che in molte aree hanno superato i 100 millimetri e punte oltre i 120 millimetri tra Daunia e Isole Tremiti, numeri eccezionali rilevati da una rete di oltre venti pluviometri, che restituiscono la portata di un evento meteorologico violento e concentrato in un arco temporale estremamente ridotto, ma la situazione non è meno grave in Salento tra le province di Taranto, Lecce e Brindisi. È questa la fotografia di una Puglia alle prese con una nuova emergenza maltempo, che sta mettendo sotto forte pressione il territorio, in particolare sul fronte idraulico e agricolo, con i monitoraggi sempre più difficoltosi degli agricoltori e dei tecnici di Coldiretti Puglia che stanno registrando un bollettino di guerra in campagna.

A preoccupare è anche la condizione degli invasi, con il lago di Occhito, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento idrico della Capitanata, che ha registrato un incremento di circa 69 milioni di metri cubi d’acqua in appena due giorni, un dato che evidenzia – dice Coldiretti Puglia – la rapidità con cui si stanno riempiendo i bacini e la difficoltà nel gestire volumi così ingenti in tempi così ristretti. Anche gli altri invasi al servizio del Tavoliere risultano ormai prossimi alla saturazione, con la necessità di gestire eventuali rilasci per garantire la sicurezza a valle.
Le conseguenze per l’agricoltura – denuncia Coldiretti Puglia – sono già evidenti e colpiscono duramente le principali colture del territorio. I cereali, in particolare il grano duro, proprio in questa fase vegetativa risultano esposti a ristagni idrici, allettamento e sviluppo di patologie fungine con un concreto rischio di riduzione delle rese. Gravi criticità si registrano anche per le colture orticole con ortaggi invernali, carciofi e broccoletti in molti casi completamente sommersi dall’acqua e a rischio di perdita totale delle produzioni. Le colture di pieno campo, sia in produzione che in fase di trapianto, soffrono fenomeni di asfissia radicale e deterioramento della struttura dei terreni.
Situazione delicata anche per i vigneti e gli oliveti, e non meno preoccupanti sono le prospettive per le colture estive come pomodoro e melone, con terreni impraticabili che impediscono i trapianti, causando ritardi stimati fino a un mese e mezzo, perdite produttive e una possibile sovrapposizione dei cicli colturali successivi. Questo episodio conferma con forza la crescente estremizzazione del clima anche in Puglia, con lunghi periodi di siccità che si alternano a piogge violente e concentrate, mettendo in evidenza la fragilità del territorio e l’inadeguatezza, in molti casi, delle infrastrutture di gestione delle acque.
Diventa quindi sempre più urgente rafforzare le politiche di prevenzione e adattamento, a partire – conclude Coldiretti Puglia – dalla manutenzione della rete idraulica, dal potenziamento degli invasi e da una gestione più efficiente delle risorse idriche, capace di coniugare sicurezza e disponibilità d’acqua per i periodi più critici. Nel frattempo, resta fondamentale il monitoraggio costante della situazione e la tempestiva segnalazione dei danni, per attivare gli interventi necessari a sostegno dei territori e delle imprese colpite.






