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	<title>mafia Archivi &#8211; Noi Notizie.</title>
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	<description>Blog d&#039;informazione - Puglia, Italia</description>
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	<title>mafia Archivi &#8211; Noi Notizie.</title>
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		<title>Operazione antimafia nel Salento: tre arresti per omicidio Nella notte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 04:30:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Operazione antimafia dei carabinieri nella notte a Copertino. Accuse nei confronti di tre arrestati: fra le altre, omicidio e metodo mafioso.<br />
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&#160;&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="410" height="283" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/dia1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="dia1" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/dia1.jpg 410w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/dia1-300x207.jpg 300w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /><p>Operazione antimafia dei carabinieri nella notte a Copertino. Accuse nei confronti di tre arrestati: fra le altre, omicidio e metodo mafioso.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/01-07-2026/operazione-antimafia-nel-salento-tre-arresti-per-omicidio/">Operazione antimafia nel Salento: tre arresti per omicidio &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Nella notte&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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		<item>
		<title>Immigrazione clandestina, accuse di favoreggiamento: trenta arresti, operazione antimafia fra tarantino e altre zone di Puglia e d&#8217;Italia Contestazioni a vario titolo</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/30-06-2026/immigrazione-clandestina-accuse-di-favoreggiamento-trenta-arresti-operazione-antimafia-fra-tarantino-e-altre-zone-di-puglia-e-ditalia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 03:07:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:<br />
La scorsa notte, nelle province di Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano, Ragusa, Latina e Verona,  i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto, con l’ausilio nella fase esecutiva di personale dei Comandi Provinciali di Verona, Milano, Foggia, Campobasso, Latina, Matera, Ragusa e Lecce e delle Compagnie Carabinieri di Taranto, Massafra, Martina Franca, Castellaneta e Manduria e delle “API” della Compagnia di Brindisi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/30-06-2026/immigrazione-clandestina-accuse-di-favoreggiamento-trenta-arresti-operazione-antimafia-fra-tarantino-e-altre-zone-di-puglia-e-ditalia/">Immigrazione clandestina, accuse di favoreggiamento: trenta arresti, operazione antimafia fra tarantino e altre zone di Puglia e d&#8217;Italia &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Contestazioni a vario titolo&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="777" height="462" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="carabinieri notte" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png 777w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-300x178.png 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-768x457.png 768w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-700x416.png 700w" sizes="auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px" /><p><em>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:</em></p>
<p>La scorsa notte, nelle province di Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano, Ragusa, Latina e Verona,  i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto, con l’ausilio nella fase esecutiva di personale dei Comandi Provinciali di Verona, Milano, Foggia, Campobasso, Latina, Matera, Ragusa e Lecce e delle Compagnie Carabinieri di Taranto, Massafra, Martina Franca, Castellaneta e Manduria e delle “API” della Compagnia di Brindisi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di <b><u>29 individui</u></b>, presunti responsabili, a vario titolo, di <i><u>“associazione per delinquere aggravata, finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”</u></i> e di <i><u>“favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato e continuato in concorso”</u></i><u>.</u></p>
<p>L’operazione odierna costituisce l’esito di una <b><u>complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla Procura della Repubblica di Taranto</u></b>, sviluppata anche con la collaborazione della Prefettura di Taranto, attraverso complesse attività tecniche, acquisizioni documentali e riscontri investigativi su database e sistemi informatici.</p>
<p>Le indagini hanno consentito di ricostruire la presunta esistenza di una stabile associazione per delinquere che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe trasformato il sistema del Decreto Flussi in un articolato meccanismo illecito finalizzato al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, <u>agevolando nel corso degli anni l’ingresso illegale di centinaia di cittadini extracomunitari</u> provenienti prevalentemente da Pakistan, Bangladesh e India.</p>
<p>L’indagine, originata da un episodio inizialmente estraneo ai fatti, ha fatto emergere <u>un’organizzazione che sarebbe stata radicata a Taranto ma operativa anche nelle province di Foggia, Matera, Campobasso, Latina e Ragusa</u>.</p>
<p>L’associazione si sarebbe avvalsa di promotori, intermediari stranieri – talvolta indicati dagli stessi indagati come <i>“sponsor”</i> – e imprenditori compiacenti. Gli intermediari avrebbero reclutato cittadini nei Paesi di origine, raccogliendo documentazione e denaro, mentre il centro logistico è stato individuato in un CAF di Taranto, dal quale sarebbero state predisposte e inoltrate sul Portale “ALI” — piattaforma telematica ufficiale del Ministero dell’Interno dedicata alla gestione delle procedure amministrative riguardanti i cittadini stranieri, su cui transitano le principali richieste legate all’ingresso in Italia e all’ottenimento della cittadinanza — le richieste di nulla osta al visto per il rilascio del permesso di soggiorno o per l’ingresso in Italia.</p>
<p>Le domande risultavano formalmente giustificate da esigenze occupazionali che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero state inesistenti. Ottenuto il nulla osta, gli stranieri conseguivano il visto e completavano in Italia l’iter amministrativo per il permesso di soggiorno.</p>
<p>L’organizzazione si sarebbe avvalsa di imprese operanti nella ristorazione, negli stabilimenti balneari, nei negozi di telefonia, nell’edilizia, nel settore alberghiero, agricolo e manifatturiero, utilizzate, secondo il quadro investigativo, esclusivamente per simulare rapporti di lavoro.</p>
<p>Le intercettazioni hanno evidenziato che gli aspiranti lavoratori venivano assegnati alle aziende senza alcun riferimento alle competenze professionali, ma esclusivamente in funzione della disponibilità degli imprenditori e delle quote disponibili, dato che, secondo la procedura del cosiddetto <i>“Click day”</i>, il numero di stranieri che possono entrare in Italia è deciso in base alle esigenze lavorative di ogni singola provincia. Pertanto, i lavoratori venivano suddivisi tra le varie località.</p>
<p>In particolare, giunti in Italia, i lavoratori – in molti casi &#8211; sarebbero stati impiegati “a nero” presso aziende agricole terze e non per i datori di lavoro che avevano richiesto le loro prestazioni lavorative presso le prefetture di riferimento, versando altresì a questi ultimi anche somme di denaro per le spese contributive, con un evidente <u>capovolgimento in cui il dipendente pagava il titolare dell’impresa.</u></p>
<p>Gli stranieri avrebbero corrisposto fino a 6.500 euro per ottenere il nulla osta e il visto d’ingresso. Secondo la ricostruzione accusatoria, 5.000 euro sarebbero stati destinati al datore di lavoro compiacente, 1.000 ai promotori e 500 ad altre figure intermediarie; ulteriori somme sarebbero state richieste per alcune pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno. Particolarmente significativo è il fatto che fosse il lavoratore a pagare il datore di lavoro e non viceversa.</p>
<p>Le conversazioni hanno inoltre documentato quella che sarebbe stata una rigida struttura gerarchica: nessuna pratica sarebbe stata definita prima del pagamento; i promotori avrebbero impartito direttive agli intermediari e coordinato ogni fase dell’attività, utilizzando prevalentemente chat protette da sistemi di crittografia “end to end”, con un linguaggio convenzionale criptico, nel quale le corresponsioni di denaro diventavano <i>“regali”</i>, <i>“caffè”</i> e addirittura <i>“mandarini”</i>.</p>
<p>Secondo la prospettazione accusatoria, il sistema era alimentato anche dallo sfruttamento della vulnerabilità economica e sociale degli aspiranti lavoratori stranieri. Persone provenienti da contesti di povertà o prive di prospettive venivano indotte a sostenere ingenti sacrifici economici, spesso ricorrendo ai risparmi familiari o contraendo debiti, pur di ottenere un visto d’ingresso o mantenere un titolo di soggiorno. La speranza di una vita migliore sarebbe stata trasformata in uno strumento di illecito profitto. È stato riscontrato, infatti, che alcune delle vittime, per potersi procurare il denaro da consegnare alla presunta organizzazione criminale di cui si tratta, al fine di arrivare in Europa attraverso l’Italia, avrebbero venduto tutto ciò che possedevano nei propri Paesi di origine.</p>
<p>Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, nei confronti di tutti gli indagati, opera il principio di presunzione di innocenza sino all’eventuale pronuncia di una sentenza irrevocabile di condanna.</p>
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		<title>Foggia: sei arrestati per reati di mafia Contestazioni a vario titolo</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/24-06-2026/foggia-sei-arrestati-per-reati-di-mafia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 09:36:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:<br />
In data 22.06.2026, nell&#8217;ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari<br />
dinanzi a questo Ufficio, su richiesta del Pubblico Ministero, il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale<br />
di Bari ha emesso una Ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di 6 indagati foggiani.<br />
La misura è stata eseguita oggi 24.06.2026 da operatori dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato,<br />
precisamente a carico di 2 fratelli ritenuti “capi” e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/24-06-2026/foggia-sei-arrestati-per-reati-di-mafia/">Foggia: sei arrestati per reati di mafia &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Contestazioni a vario titolo&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="777" height="462" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="carabinieri notte" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png 777w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-300x178.png 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-768x457.png 768w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-700x416.png 700w" sizes="auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px" /><p><em>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:</em></p>
<p>In data 22.06.2026, nell&#8217;ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari<br />
dinanzi a questo Ufficio, su richiesta del Pubblico Ministero, il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale<br />
di Bari ha emesso una Ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di 6 indagati foggiani.<br />
La misura è stata eseguita oggi 24.06.2026 da operatori dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato,<br />
precisamente a carico di 2 fratelli ritenuti “capi” e 3 soggetti ritenuti “partecipi” della associazione mafiosa<br />
armata convenzionalmente denominata “Società Foggiana” (art. 416 bis c.p.) la cui esistenza è stata<br />
riconosciuta da plurime sentenze passate in giudicato;<br />
Ad uno dei destinatari è stato contestato anche il reato di cui agli artt. 81, 61 n. 2, 391 ter e 416 bis. 1 c.p., per<br />
aver utilizzato nel 2021 una utenza telefonica clandestina nel carcere di Tolmezzo (UD) al fine di agevolare<br />
l’associazione mafiosa denominata clan Sinesi/Francavilla, permettendone la sopravvivenza malgrado lo stato<br />
detentivo dei suoi vertici e consentendo la prosecuzione del rapporto di alleanza con il clan li Bergolis,<br />
egemone in area garganica;<br />
Ad altri 2 indagati sono stati contestati i reati di autoriciclaggio e riciclaggio (artt. 81, 110, 648 ter. 1, 648<br />
bis, 416 bis.1 c.p.) con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’associazione di tipo mafioso denominata<br />
Società foggiana ed in particolare l’articolazione nota come batteria Sinesi-Francavilla.<br />
Il provvedimento coercitivo discendente da decisione cautelare è incentrato sulla contestazione della<br />
ininterrotta operatività criminale dell’associazione mafiosa denominata “Società Foggiana” con<br />
particolare riferimento alla batteria “Sinesi-Francavilla” e sul ruolo dirigenziale assunto in tale ambito da<br />
due degli odierni indagati che, sebbene già ristretti agli arresti domiciliari, avrebbero – secondo le accuse e<br />
sulla base delle acquisizioni investigative aventi natura provvisoria &#8211; continuato a mantenere rapporti con<br />
l’esterno e a dare direttive ai propri sottoposti.<br />
La consorteria mafiosa, stanziale nel territorio di Foggia, avrebbe mostrato interessi che spaziano dal<br />
narcotraffico al settore dei reati predatori ed, ancora, al racket delle estorsioni che soffoca il tessuto<br />
imprenditoriale e commerciale del territorio, nonché alla pianificazione di fatti di sangue per la<br />
neutralizzazione degli avversari.<br />
In particolare, l’attuale contestazione del reato di associazione mafiosa parte da tempi successivi all’indagine<br />
“Corona” del ROS (che ricomprendeva l’arco temporale dal 2005 all’aprile 2016), fino all’attualità.<br />
Successivamente al processo “Corona”, ulteriori profili di ultrattività della organizzazione di appartenenza<br />
sono emersi dalle indagini dei Carabinieri (ROS di Bari e Nucleo Investigativo di Foggia) e della Polizia di<br />
Stato (SISCO di Bari e Squadra Mobile di Foggia) che ne hanno disvelato le più attuali evoluzioni,<br />
comprovate in particolare:<br />
․ dalle reazioni connesse al “tentato omicidio di SINESI Roberto” del settembre 2016 con la convocazione<br />
in Foggia di riunioni tra esponenti del “clan Sinesi/Francavilla” ed esponenti dell’alleato “clan Li Bergolis”<br />
finalizzate a colpire esponenti apicali della contrapposta batteria “Moretti-Pellegrino”;<br />
․ dagli esiti investigativi di altro procedimento penale, che nel 2022 avevano consentito di ritenere che vi<br />
fosse una contesa nella gestione della piazza di spaccio di Vieste tra il gruppo riconducibile a RADUANO<br />
Marco (poi divenuto collaboratore di giustizia) e quello riconducibile al clan “Li Bergolis”. In tale vicenda,<br />
sarebbe emerso il ruolo di uno degli odierni arrestati che si sarebbe adoperato per favorire gli interessi<br />
dell’alleato “clan LI BERGOLIS” di Monte S. Angelo, cercando di suggellare un accordo, per il tramite di<br />
un pregiudicato cerignolano, che avrebbe previsto “l’affitto” della piazza di spaccio viestana dietro<br />
versamento di 10.000 euro mensili in favore di un importante esponente di area “Li Bergolis”;<br />
․ dal pervicace mantenimento di contatti tra i consociati in costanza di detenzione a loro carico, sia attraverso<br />
lo strumento della corrispondenza epistolare tra reclusi, sia – soprattutto – attraverso l’utilizzazione in<br />
carcere di apparati telefonici clandestini detenuti allo scopo di agevolare l’associazione mafiosa di<br />
appartenenza ed in particolare di mantenere vivo:<br />
‥ il rapporto con gli altri esponenti di vertice della propria batteria, si pensi alle interlocuzioni con<br />
consociati detenuti a Siracusa e a Lanciano;<br />
‥ il rapporto con un esponente di vertice dell’alleato “clan li BERGOLIS” (detenuto prima a Terni, poi a<br />
Palermo), egemone in area garganica.<br />
․ dalla condotta di autoriciclaggio con aggravante mafiosa che sarebbe stata posta in essere da uno degli<br />
odierni arrestati, unitamente ad un imprenditore edile attivo nel territorio foggiano, anch’egli destinatario<br />
della odierna misura custodiale, a cui viene contestato il reato di riciclaggio aggravato da finalità mafiose<br />
per avere – come sarebbe emerso dagli accertamenti condotti dalla SISCO &#8211; il primo consegnato al secondo,<br />
nel periodo 2012-2013, denaro contante non inferiore ad euro 600.000 provento di reato, perché fosse<br />
investito nel settore edilizio, così determinando l’infiltrazione mafiosa nel suddetto settore economico del<br />
sodalizio criminale di appartenenza, mediante una sequenza di operazioni societarie e immobiliari;<br />
․ dalla capacità di avvalersi di altri soggetti, di disporre di armi e di ricorrere alla violenza come mezzo di<br />
risoluzione delle controversie;<br />
․ dal rinvenimento e sequestro l’08.06.2026, all’atto dell’esecuzione del decreto di fermo, di apparati<br />
telefonici rinvenuti nella disponibilità degli arrestati domiciliari destinatari del provvedimento;<br />
․ dalla collaborazione con la giustizia avviata ad inizio 2024 dai fratelli Ciro e Giuseppe FRANCAVILLA,<br />
elementi di vertice dell’omonima batteria, i quali con le loro dichiarazioni hanno contribuito a ricostruire<br />
dettagliatamente le dinamiche criminali contemporanee, permettendo agli inquirenti di mappare i nuovi<br />
assetti, le infiltrazioni nell’economia legale e le alleanze tra mafie diverse.<br />
Le fonti di prova a fondamento della continuità del fenomeno mafioso e del ruolo associativo degli indagati<br />
sono costituite, a supporto delle sentenze passate in giudicato, dal contenuto delle intercettazioni in atti, dalle<br />
dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, da servizi di osservazioni, dalle immagini tratte dai sistemi<br />
di videoriprese, da esiti di perquisizioni e sequestri, da arresti riferiti a specifici episodi delittuosi, con la<br />
necessaria precisazione che l’esistenza del vincolo associativo, e cioè la verifica circa l’appartenenza del<br />
singolo al sodalizio criminale intesa quale stabile messa a disposizione, emerge da condotte concludenti di<br />
adesione implicita al sodalizio mafioso, non essendo emerso il ricorso in Foggia a riti iniziatici di affiliazione.<br />
Quali profili che caratterizzano sul piano strutturale, metodologico e funzionale, l’assetto interno e l’operatività<br />
criminale della “Società Foggiana” rilevano:<br />
&#8211; sul piano del c.d. assoggettamento interno: la rilevanza della cassa comune e della suddivisione dei proventi<br />
tra le diverse articolazioni ed il protrarsi della conflittualità tra le batterie, con particolare riferimento alle<br />
tensioni tra i Sinesi/Francavilla ed i Moretti/Pellegrino;<br />
&#8211; sul piano del c.d. assoggettamento esterno: la gestione consociata dell’attività estorsiva, la metodologia<br />
mafiosa, lo sviluppo dei percorsi di infiltrazione nel tessuto economico, la gestione egemonica del mercato<br />
della droga in Foggia, la proiezione unitaria sul territorio da parte del sodalizio mafioso e dei suoi aderenti.<br />
Il provvedimento cautelare odierno ha ratificato gli analoghi provvedimenti provvisori emessi dai Tribunali<br />
di Larino, Milano e Foggia con i quali era stato convalidato il Fermo di indiziato di delitto n. 4393/25-21<br />
RGNR della DDA di Bari eseguito l’8.06.2026 a carico di 3 indagati, nonché ha applicato la misura cautelare<br />
ad ulteriori 3 indagati.<br />
Avvertenza sulla presunzione di innocenza<br />
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, nonché<br />
la stessa misura cautelare, hanno natura provvisoria. La misura cautelare è fondata su un giudizio di mera probabilità<br />
(gravi indizi di colpevolezza) e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.<br />
Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia<br />
stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, come stabilito dall&#8217;art. 27, secondo comma, della<br />
Costituzione e dagli artt. 115-bis c.p.p. e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie<br />
difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/24-06-2026/foggia-sei-arrestati-per-reati-di-mafia/">Foggia: sei arrestati per reati di mafia &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Contestazioni a vario titolo&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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		<title>Carcere di Taranto: agente penitenziario aggredito da detenuto per reati di mafia Oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 17:12:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I detenuti più violenti nelle carceri pugliesi sono diventati quasi &#8216;intoccabili&#8217;” denuncia il sindacato di polizia penitenziaria Sappe. Il segretario Federico Pilagatti riferisce che nel carcere di Taranto &#8220;un altro valoroso e coraggioso poliziotto penitenziario questa mattina è stato fatto oggetto della violenza di un detenuto di origini palermitane di circa 30 anni ristretto per reati di cui al 416 bis (associazione mafiosa). Tutto è nato allorquando il sovrintendente stava notificando al predetto detenuto l’applicazione disposta dal Dap dell’articolo 14&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="925" height="834" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_20260611_190547.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Screenshot 20260611 190547" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_20260611_190547.jpg 925w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_20260611_190547-300x270.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_20260611_190547-80x72.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 925px) 100vw, 925px" /><p>&#8220;I detenuti più violenti nelle carceri pugliesi sono diventati quasi &#8216;intoccabili&#8217;” denuncia il sindacato di polizia penitenziaria Sappe. Il segretario Federico Pilagatti riferisce che nel carcere di Taranto &#8220;un altro valoroso e coraggioso poliziotto penitenziario questa mattina è stato fatto oggetto della violenza di un detenuto di origini palermitane di circa 30 anni ristretto per reati di cui al 416 bis (associazione mafiosa). Tutto è nato allorquando il sovrintendente stava notificando al predetto detenuto l’applicazione disposta dal Dap dell’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario che prevede esclusione da alcune attività e benefici, a seguito di comportamenti violenti contro altri detenuti, nonché per il possesso di un cellulare. A questo punto il detenuto in maniera improvvisa ed inaspettata sferrava un pugno in faccia al poliziotto facendolo cadere per terra, tanto poi da essere accompagnato con urgenza al pronto soccorso del locale nosocomio con alcuni giorni di prognosi. La cosa che indigna è che la direzione di Taranto in ossequio alle vigenti norme aveva chiesto l’allontanamento del detenuto proprio in occasione degli eventi sopradescritti, inutilmente. In questo clima da far west la popolazione detenuta del carcere di Taranto continua a crescere superando il muro delle 850 unità per non più di 350 posti, tanto è vero che per stanze da 3 posti si sta mettendo il quinto letto&#8221; e &#8220;detenuti ed avvocati&#8221; hanno la prospettiva di fare &#8220;ricorso contro i Dap per non aver garantito i 3 metri di spazio previsti dalla legge. Come pure è venuto meno il principio di suddivisione dei detenuti per posizione giuridica (giudicabili, appellanti, ricorrenti, definitivi) e per reato, alimentando la scuola di delinquenza all’interno delle carceri. Il Sappe non smetterà mai di denunciare la violenza in carcere anche se viene ignorata da tutti e non indigna più nessuno, poiché si deve sapere cosa è diventato un penitenziario&#8221; e giù pesantissime critiche alla gestione del sistema.</p>
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		<title>Estorsioni, furti e incendi d&#8217;auto, uso illegale di armi, introduzioni illegali in carcere, metodo mafioso tra le accuse: quattro arresti nel barese Carabinieri</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/08-06-2026/estorsioni-furti-e-incendi-dauto-uso-illegale-di-armi-introduzioni-illegali-in-carcere-metodo-mafioso-tra-le-accuse-quattro-arresti-nel-barese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:12:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:<br />
Nella mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Modugno hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di violenti reati aggravati dal metodo mafioso. Tra i capi d&#8217;accusa contestati figurano il tentato omicidio, l&#8217;estorsione, il porto illegale di armi, la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/08-06-2026/estorsioni-furti-e-incendi-dauto-uso-illegale-di-armi-introduzioni-illegali-in-carcere-metodo-mafioso-tra-le-accuse-quattro-arresti-nel-barese/">Estorsioni, furti e incendi d&#8217;auto, uso illegale di armi, introduzioni illegali in carcere, metodo mafioso tra le accuse: quattro arresti nel barese &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Carabinieri&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="777" height="462" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="carabinieri notte" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png 777w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-300x178.png 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-768x457.png 768w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-700x416.png 700w" sizes="auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px" /><p><em>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:</em></p>
<p class="v1MsoNormal">Nella mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Modugno hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, (<b><u>fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa</u></b>) di violenti reati aggravati dal metodo mafioso. Tra i capi d&#8217;accusa contestati figurano il tentato omicidio, l&#8217;estorsione, il porto illegale di armi, la ricettazione, il furto e l&#8217;incendio di auto, oltre al favoreggiamento personale e all&#8217;introduzione illegale di dispositivi di comunicazione in carcere.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il blitz è scattato contemporaneamente nel Comune di Palo del Colle e all&#8217;interno delle Case Circondariali di Lecce e Paola, dove alcuni degli indagati si trovavano detenuti. L&#8217;operazione ha visto l&#8217;impiego di reparti specializzati dell&#8217;Arma, tra cui il Nucleo Cinofili, lo Squadrone Eliportato &#8220;Cacciatori Puglia&#8221;, le Aliquote di Primo Intervento (API) e il Nucleo Elicotteri di Bari.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;indagine, denominata &#8220;Re Nero&#8221; e condotta tra il 2023 e il 2024 dalla Sezione Operativa di Modugno, ha permesso di fare luce su un tentato omicidio a Palo del Colle il 16 novembre 2023. L&#8217;episodio ha avuto origine dalle ripetute estorsioni subìte da un imprenditore locale, costretto da un pregiudicato legato al Clan <i>Strisciuglio</i> a cedere autovetture a noleggio senza ricevere alcun pagamento.</p>
<p class="v1MsoNormal">Le investigazioni hanno svelato dinamiche criminali di particolare rilievo. Pochi giorni prima del grave fatto, l&#8217;estorsore aveva noleggiato un veicolo dalla vittima e, con l’intento di intimidirla, invece di restituire il mezzo gli avrebbe dato fuoco. L&#8217;escalation di violenza sarebbe culminata poi nell&#8217;assalto al bar dell&#8217;imprenditore, dove l&#8217;autore del tentato omicidio, giunto a bordo di un&#8217;auto rubata, avrebbe esploso quindici colpi di pistola calibro 9 contro l&#8217;ingresso del locale con l’intento di colpire i presenti. L&#8217;auto utilizzata per l&#8217;agguato è stata successivamente ritrovata completamente carbonizzata cancellandovi ogni traccia utile alle indagini.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il controllo da parte del principale indagato sul territorio e sulle persone a lui vicine sarebbe proseguito anche dall’interno del carcere. A gennaio 2024, mosso da gelosia, l&#8217;uomo avrebbe ordinato dal carcere ai propri sodali di rubare e incendiare l&#8217;autovettura della sua stessa fidanzata che, nonostante consapevole delle responsabilità del compagno, avrebbe scelto di denunciare alle autorità un furto ad opera di ignoti. La stessa fidanzata si sarebbe resa protagonista di un altro grave episodio: nel corso di un colloquio in carcere, e con il concorso di altri due indagati, sarebbe riuscita a cedere di nascosto al compagno, tre schede telefoniche intestate a prestanomi, trasferendogliele direttamente in bocca attraverso un bacio. Le SIM sarebbero state poi inserite in telefoni cellulari detenuti illegalmente nelle celle, garantendo così la continuità delle comunicazioni dei detenuti verso l&#8217;esterno.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri è stato condiviso dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dal Gip del Tribunale di Bari, che ha disposto la cattura degli indagati. Al termine delle operazioni, tre indagati sono stati associati alle case circondariali mentre un quarto è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Per un quinto indagato, pur facente parte del contesto investigativo, non è stata applicata alcuna misura cautelare per difetto di attualità delle esigenze cautelari.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;esito di questa operazione testimonia la costante attenzione e l&#8217;impegno sinergico dell&#8217;Autorità Giudiziaria e dell&#8217;Arma dei Carabinieri nel contrasto ai reati contro la persona e il patrimonio, a fondamentale tutela della collettività.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b><u>È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.</u></b></p>
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		<title>Bisceglie, omicidio di Filippo Scavo: nuovo fermo nel barese Carabinieri</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/04-06-2026/bisceglie-omicidio-di-filippo-scavo-nuovo-fermo-nel-barese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 16:15:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:<br />
Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari nei confronti di un giovane residente nel territorio barese, ritenuto gravemente indiziato di aver concorso nell’omicidio di Filippo Scavo, consumato nelle prime ore del 19 aprile 2026 all’interno della discoteca “Divine Club” di Bisceglie.<br />
Il provvedimento rappresenta l’ulteriore sviluppo dell’articolata attività&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/04-06-2026/bisceglie-omicidio-di-filippo-scavo-nuovo-fermo-nel-barese/">Bisceglie, omicidio di Filippo Scavo: nuovo fermo nel barese &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Carabinieri&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/03/Carabinieri-Auto-4-Imc3.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Carabinieri Auto 4 Imc3" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/03/Carabinieri-Auto-4-Imc3.jpg 1200w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/03/Carabinieri-Auto-4-Imc3-300x200.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/03/Carabinieri-Auto-4-Imc3-768x512.jpg 768w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/03/Carabinieri-Auto-4-Imc3-1024x683.jpg 1024w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/03/Carabinieri-Auto-4-Imc3-700x467.jpg 700w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/03/Carabinieri-Auto-4-Imc3-900x600.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p><em>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:</em></p>
<p>Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari nei confronti di un giovane residente nel territorio barese, ritenuto gravemente indiziato di aver concorso nell’omicidio di Filippo Scavo, consumato nelle prime ore del 19 aprile 2026 all’interno della discoteca “Divine Club” di Bisceglie.</p>
<p>Il provvedimento rappresenta l’ulteriore sviluppo dell’articolata attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Trani che aveva già consentito, lo scorso 5 maggio, l’esecuzione di un decreto di fermo nei confronti di altri tre soggetti, successivamente destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere.</p>
<p>Le investigazioni, sviluppate senza soluzione di continuità attraverso una minuziosa analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti all’interno e all’esterno del locale, la comparazione sincronica delle immagini, i riconoscimenti fotografici effettuati da persone informate sui fatti, le attività tecniche di intercettazione e ulteriori riscontri investigativi, hanno consentito di ricostruire con elevatissimo grado di dettaglio tutte le fasi dell’azione criminosa e di individuare il soggetto inizialmente indicato nel procedimento quale “Ignoto 2”.</p>
<p>Secondo la ricostruzione investigativa, il fermato avrebbe svolto un ruolo tutt’altro che marginale nella sequenza criminosa culminata nell’omicidio di Filippo Scavo. Le risultanze raccolte lo collocano infatti in una posizione di raccordo tra le diverse fasi dell’azione, sin dal momento in cui avrebbe favorito l’ingresso dei correi all’interno della struttura.</p>
<p>In particolare, dopo il primo tentativo di aggressione all’esterno della discoteca, l’indagato avrebbe favorito il reingresso armato del gruppo all’interno del locale, aprendo la porta in ferro dell’accesso “D”. Subito dopo si sarebbe trattenuto per alcuni istanti all’esterno dello stesso varco, apparentemente allo scopo di verificare la presenza di eventuali persone nei pressi dell’ingresso, per poi fare nuovamente accesso all’interno della discoteca e supportare l’azione armata posta in essere dagli altri partecipanti in danno di Filippo Scavo.</p>
<p>Secondo l’impostazione accusatoria, infatti, mentre all’interno della discoteca venivano esplosi i colpi che avrebbero raggiunto mortalmente la vittima, il fermato avrebbe mantenuto un ruolo funzionale all’esecuzione del piano criminoso. Immediatamente dopo l’agguato sarebbe quindi uscito rapidamente dal locale per raggiungere la Lancia Y utilizzata quale veicolo di fuga, ponendosi alla guida del mezzo e garantendo l’allontanamento dal luogo del delitto degli autori materiali dell’omicidio.</p>
<p>Le indagini delineano pertanto una partecipazione che, secondo la prospettazione accusatoria, non può essere limitata all’istante finale dell’esplosione dei colpi di arma da fuoco ma deve essere letta all’interno di un’unica sequenza criminosa composta dall’avvicinamento del gruppo, dall’individuazione della vittima, dal primo tentativo di azione armata, dal reingresso nel locale, dall’esecuzione dell’agguato e dalla successiva fuga.</p>
<p>In tale contesto, il fermato viene ritenuto dagli investigatori non una figura periferica, bensì un vero e proprio “soggetto di cerniera”, capace di collegare il gruppo armato alla vittima, l’esterno all’interno della discoteca e l’azione di fuoco alla successiva sottrazione degli autori dal luogo del delitto.</p>
<p>La prospettazione investigativa risulta ulteriormente corroborata dalle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, dai riconoscimenti fotografici eseguiti sui frame estrapolati dai sistemi di videosorveglianza e dalle ulteriori attività investigative sviluppate successivamente al delitto.</p>
<p>Gli elementi raccolti hanno infatti consentito di documentare ulteriori condotte poste in essere dopo l’omicidio e ritenute finalizzate a influenzare il contenuto delle dichiarazioni di alcuni soggetti informati sui fatti, attraverso pressioni volte a minimizzare o negare rapporti e circostanze rilevanti per le indagini.</p>
<p>All’indagato vengono contestati, pertanto, i reati di concorso in omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolazione mafiosa, concorso nella detenzione e nel porto illegale di armi da fuoco in luogo pubblico, nonché minaccia finalizzata alla commissione del delitto di favoreggiamento personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti</em></strong><em>.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/04-06-2026/bisceglie-omicidio-di-filippo-scavo-nuovo-fermo-nel-barese/">Bisceglie, omicidio di Filippo Scavo: nuovo fermo nel barese &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Carabinieri&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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		<title>Operazione antimafia &#8220;Argan&#8221;: due in carcere a Taranto Carabinieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 11:58:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:<br />
La mattina del 3 giugno, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, a carico di 2 persone, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di un procedimento penale coordinato e diretto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla Procura della Repubblica di Taranto e che vede indagate 12 persone, a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/03-06-2026/operazione-antimafia-argan-due-in-carcere-a-taranto/">Operazione antimafia &#8220;Argan&#8221;: due in carcere a Taranto &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Carabinieri&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="910" height="439" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2022/04/Screenshot_20220430_144347.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Screenshot 20220430 144347" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2022/04/Screenshot_20220430_144347.jpg 910w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2022/04/Screenshot_20220430_144347-300x145.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2022/04/Screenshot_20220430_144347-80x39.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px" /><p><em>Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:</em></p>
<p>La mattina del 3 giugno, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, a carico di 2 persone, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di un procedimento penale coordinato e diretto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla Procura della Repubblica di Taranto e che vede indagate 12 persone, a vario titolo, per “<em>concorso in estorsione ambientale pluriaggravata</em>”, “<em>detenzione e porto di arma da sparo in concorso aggravato dal nesso teleologico</em>”</p>
<p>L’odierna attività costituisce il naturale sviluppo investigativo dell’operazione “Argan”, eseguita lo scorso dicembre, ed è finalizzata al contrasto delle dinamiche criminali che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero consentito a soggetti appartenenti a un consolidato contesto criminale operante nel territorio ionico di esercitare forme di controllo e condizionamento del territorio e di attività economiche, con riflessi negativi anche sulla vita sociale della comunità locale.</p>
<p>L’attività investigativa, sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione, riscontri investigativi, acquisizioni documentali e approfondite attività di polizia giudiziaria, avrebbe consentito di delineare un quadro caratterizzato da sistematiche condotte intimidatorie finalizzate all’affermazione di una posizione di supremazia criminale sul territorio e all’assoggettamento di imprenditori e operatori economici.</p>
<p>Gli indagati avrebbero fatto leva sul prestigio criminale acquisito nel tempo da alcuni dei propri appartenenti, sulla notorietà delle pregresse vicende giudiziarie che li avrebbero coinvolti e sulla diffusa percezione della loro capacità di esercitare violenza e ritorsioni, così da indurre numerosi soggetti a conformarsi alle loro richieste e pretese.</p>
<p>Particolarmente significativo sarebbe il ruolo assunto da alcuni indagati, in relazione a una serie di episodi estorsivi aggravati dal metodo mafioso consumati ai danni di imprenditori operanti nel territorio (cd. “Estorsioni ambientali”).</p>
<p>Tra gli episodi contestati figurano, in particolare, due distinte vicende estorsive.</p>
<p>Nel primo caso, le persone offese sarebbero i rispettivi titolari di una società operante nel settore delle costruzioni e di una nota struttura alberghiera della litoranea ionica. Le indagini avrebbero documentato una serie di incontri nel corso dei quali sarebbero state avanzate richieste di denaro con la scusa di dover sostenere spese legali e peritali relative a procedimenti giudiziari pendenti. La richiesta non sarebbe stata accompagnata da minacce esplicite ma sarebbe stata resa particolarmente coercitiva dalla fama criminale attribuita agli indagati, dalla loro influenza sul territorio e dal contesto ambientale in cui si sarebbe svolta. Proprio tale condizione di assoggettamento avrebbe indotto l’imprenditore a consegnare una consistente somma di denaro.</p>
<p>Nel secondo episodio contestato, le presunte vittime sarebbero riconducibili alla compagine direttiva di un’importante società operante nel settore dell’impiantistica e dei servizi. Anche in questo caso, le richieste economiche sarebbero state avanzate facendo leva sul peso criminale riconosciuto al gruppo e sulla conseguente capacità di intimidazione derivante dalla posizione di forza esercitata nel territorio.</p>
<p>Tali episodi non rappresenterebbero fatti isolati ma si inserirebbero in una più ampia strategia finalizzata ad assoggettare il tessuto economico locale e a imporre una forma sistematica di prelievo illecito di risorse a danno degli imprenditori, in un contesto nel quale gli imprenditori avrebbero percepito come concretamente possibile il rischio di subire conseguenze personali o patrimoniali in caso di mancata adesione alle richieste avanzate da un gruppo criminale nei cui confronti, dalle indagini emergerebbero gravi indizi sulla disponibilità di armi.</p>
<p>Al fine di meglio lumeggiare il contesto criminale, è il caso di precisare che il principale indagato è stato già coinvolto in un altro procedimento penale relativo all’omicidio di un imprenditore edile consumato nel 2013 e recentemente oggetto di una significativa svolta investigativa che avrebbe consentito di individuare, secondo l’ipotesi accusatoria, proprio in lui il presunto mandante, nonché il presunto esecutore materiale del delitto.</p>
<p>L’operazione appena eseguita rappresenta un ulteriore e significativo intervento delle Istituzioni volto a contrastare ogni forma di criminalità organizzata e a restituire piena libertà agli imprenditori e ai cittadini del territorio, riaffermando la presenza dello Stato e la tutela della legalità.</p>
<p>Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che le contestazioni formulate costituiscono ipotesi accusatorie attualmente sottoposte al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. Nei confronti di tutte le persone coinvolte opera il principio della presunzione di innocenza sino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.</p>
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		<title>Operazione antimafia tra Puglia e Campania su smaltimento illecito di rifiuti speciali: 19 arresti Carabinieri</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/27-05-2026/operazione-antimafia-tra-puglia-e-campania-su-smaltimento-illecito-di-rifiuti-speciali-19-arresti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 05:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bari, Benevento, Napoli, Foggia, Caserta. In queste province l&#8217;operazione antimafia dei carabinieri del Noe, nucleo operativo ecologico. L&#8217;inchiesta riguarda ipotesi di smaltimento illecito di rifiuti speciali che venivano, secondo le accuse a vario titolo, prelevati da varie aziende e poi sversati in terreni di foggiano e Bat.<br />
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<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/27-05-2026/operazione-antimafia-tra-puglia-e-campania-su-smaltimento-illecito-di-rifiuti-speciali-19-arresti/">Operazione antimafia tra Puglia e Campania su smaltimento illecito di rifiuti speciali: 19 arresti &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Carabinieri&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="777" height="462" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="carabinieri notte" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png 777w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-300x178.png 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-768x457.png 768w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-700x416.png 700w" sizes="auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px" /><p>Bari, Benevento, Napoli, Foggia, Caserta. In queste province l&#8217;operazione antimafia dei carabinieri del Noe, nucleo operativo ecologico. L&#8217;inchiesta riguarda ipotesi di smaltimento illecito di rifiuti speciali che venivano, secondo le accuse a vario titolo, prelevati da varie aziende e poi sversati in terreni di foggiano e Bat.</p>
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		<title>Operazione antimafia nel Salento: trenta arresti Carabinieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 03:04:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Operazione antimafia e antidroga dei carabinieri nel leccese e nel brindisino. Trenta persone vengono arrestate dalla notte, specificamente nel nord Salento. Oltre duecento militari impegnati. Ai destinatari delle misure cautelari vengono contestati a vario titolo reati fra cui associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, violenza privata e incendio, con tutte le condotte aggravate dal ricorso al metodo mafioso. All&#8217;origine un omicidio a&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="777" height="462" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="carabinieri notte" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte.png 777w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-300x178.png 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-768x457.png 768w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2018/06/carabinieri-notte-700x416.png 700w" sizes="auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px" /><p>Operazione antimafia e antidroga dei carabinieri nel leccese e nel brindisino. Trenta persone vengono arrestate dalla notte, specificamente nel nord Salento. Oltre duecento militari impegnati. Ai destinatari delle misure cautelari vengono contestati a vario titolo reati fra cui associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, violenza privata e incendio, con tutte le condotte aggravate dal ricorso al metodo mafioso. All&#8217;origine un omicidio a Squinzano risalente al 2022. Fra gli arrestati vari membri storici della sacra corona unita.</p>
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		<title>Omicidio di Francesco Diviesti a Canosa di Puglia nel 2025, mafia e riciclaggio internazionale: quindici misure cautelari fra Puglia e Albania Operazione in queste ore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 03:04:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito il comunicato:<br />
Dalle prime luci dell’alba è in corso una operazione congiunta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari (DDA) e della Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana (SPAK), realizzata nell’ambito di una Squadra Investigativa Comune costituita con il sostegno e il coordinamento di Eurojust.<br />
Le indagini, condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari e dalla Squadra Mobile della Questura di Andria, hanno riguardato l’omicidio di Francesco DIVIESTI, avvenuto a Canosa di Puglia il 25 aprile 2025,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/26-05-2026/omicidio-di-francesco-diviesti-a-canosa-di-puglia-nel-2025-mafia-e-riciclaggio-internazionale-quindici-misure-cautelari-fra-puglia-e-albania/">Omicidio di Francesco Diviesti a Canosa di Puglia nel 2025, mafia e riciclaggio internazionale: quindici misure cautelari fra Puglia e Albania &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Operazione in queste ore&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="500" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/noinotizie.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="noinotizie" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/noinotizie.png 1000w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/noinotizie-300x150.png 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/noinotizie-100x50.png 100w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/noinotizie-700x350.png 700w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/noinotizie-900x450.png 900w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><p><em>Di seguito il comunicato:</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">Dalle prime luci dell’alba è in corso una operazione congiunta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari (DDA) e della Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana (SPAK), realizzata nell’ambito di una Squadra Investigativa Comune costituita con il sostegno e il coordinamento di Eurojust.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Le indagini, condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari e dalla Squadra Mobile della Questura di Andria, hanno riguardato l’omicidio di Francesco DIVIESTI, avvenuto a Canosa di Puglia il 25 aprile 2025, oltre che un gruppo strutturato organizzato – con sede a Tirana – dedito al riciclaggio internazionale di denaro contante dall’Italia all’Albania, le cui condotte illecite sono state ricostruite dalla stessa Direzione Investigativa Antimafia di Bari con il contributo delle Autorità Albanesi e il supporto dell’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza di Tirana.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Maggiori dettagli sull’operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la Procura della Repubblica di Bari, alle ore 10.30 odierne, alla quale parteciperanno il dott. Klodjan BRAHO – Procuratore Capo della Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, il dott. Roberto ROSSI – Procuratore della Repubblica di Bari ed il dott. Filippo SPIEZIA – Membro Nazionale per l’Italia presso Eurojust.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/26-05-2026/omicidio-di-francesco-diviesti-a-canosa-di-puglia-nel-2025-mafia-e-riciclaggio-internazionale-quindici-misure-cautelari-fra-puglia-e-albania/">Omicidio di Francesco Diviesti a Canosa di Puglia nel 2025, mafia e riciclaggio internazionale: quindici misure cautelari fra Puglia e Albania &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Operazione in queste ore&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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