Di seguito il comunicato:
“È stato spontaneo fare dell’animalità un metodo per raccontare le varie forme della crisi contemporanea, la mia, ma anche quella degli altri. Mi riferisco ai temi della classe sociale, della casa che non c’è, del narcisismo e della neurodivergenza: è stato un modo per essere un po’ meno umani e un po’ più animali”. Con Febbre, nel 2019, Jonathan Bazzi è diventato uno scrittore di culto, grazie alla forza del passaparola e forte di tanti riconoscimenti ottenuti. Con Bestiola (Mondadori, 2026), invece, dopo un silenzio lungo oltre tre anni, ci consegna una storia stratificata e ibrida, umana e animale insieme, con una sua piccola etica della tenerezza: sabato 7 novembre, alle ore 18.30, sarà proprio lui a presentare il suo nuovissimo romanzo negli spazi della libreria. A conversare con Jonathan Bazzi saranno il libraio Ubik, Salvatore D’Alessio, e la docente Carla Bonfitto, animatrice del blog Pagine d’Autore nonché dell’omonima rassegna estiva che ogni anno ha luogo a San Marco in Lamis.
Bestiola (Mondadori, ottobre 2026, 288 pagine). Sono sedici anni che Mirtilla e Purè vivono insieme al protagonista di questa storia: è grazie a loro che lui ha imparato ad allargare i confini del proprio io, a prendersi cura e a proteggere. Nel nostro tempo e in una città come Milano, dove tutto è corsa sfrenata al profitto e alla performance, i due gatti sono diventati un contro-incantesimo ai ricatti delle piattaforme. Un antidoto che lo riporta a una realtà di contatto pelle a pelle, a ciò che viene prima del linguaggio, dei ragionamenti, delle strategie per vincere. Ma quando Mirtilla muore, ogni cosa deflagra: come si fa a trovare un posto al dolore, in assenza di riti condivisi? Che forma dare a un lutto clandestino, a cui non è concessa legittimità? Per celebrare questa esistenza ritenuta minore, il protagonista, dopo un letargo di tre anni e in balia di precarietà e traslochi, si rimette a scrivere: perché lei splenda ancora e il vuoto non si mangi tutto. Accanto a Mirtilla, altre presenze vivide affollano le pagine, guardiani di soglie e creature liminali: Jofi, la chow-chow che Freud portava sempre alle sedute; il terranova Carlo, complice muto di Emily Dickinson; Korasek, l’inseparabile corvo della biologa Simona Kossak. E l’animalità diventa una chiave attraverso cui raccontare la differenza di classe, la neurodivergenza, le ferite narcisistiche e le tante forme possibili di famiglia. Con una scrittura che non risparmia nulla e illumina l’inammissibile e la vita nascosta, in Bestiola Jonathan Bazzi trova le parole più intime e radicali per ciò che siamo abituati a lasciare che ci stravolga in silenzio.
Jonathan Bazzi. Nato a Milano nel 1985, collabora con quotidiani e settimanali, tra cui “Domani” e “Sette” del “Corriere della Sera”. Il suo primo romanzo, Febbre (Fandango, 2019), è stato finalista al premio Strega 2020 e ha ricevuto vari riconoscimenti: è stato Libro dell’Anno di Fahrenheit-Radio3, ha vinto il premio Bagutta Opera Prima, il premio Sila, il premio Kihlgren e il premio POP. Nel 2022 ha pubblicato il suo secondo romanzo, Corpi minori.








