Mi piace molto (per non dire che un po’ mi disturba) assistere al carro che va riempiendosi, quando inizialmente era piuttosto vuoto. I cittadini fra cui un bambino che hanno presentato il ricorso, encomiabili. A loro va il merito.
Ma io mi ricordo quando il carro era vuoto.
Vuoto proprio.
Quando, dovendo preparare diciotto anni fa un’interrogazione per la commissione europea, mi sentii dire da Patrizio Mazza, primario di ematologia dell’ospedale nord di Taranto “meno male che qualcuno si è ricordato”. E quando gli chiesi perché lo dicesse, “perché finora non è venuto nessuno”.
Ero andato a chiedere i dati sulle insorgenze tumorali di quella situazione inquietante. Prima di allora non ci era andato NESSUNO.
Insorgenze tumorali che, nel tempo, avevano fatto registrare l’abbassamento dell’età di avvio delle patologie.
E, ripeto, NESSUNO andò a verificare una cosa del genere.
Quando l’interrogazione venne predisposta dall’assistente parlamentare, una professionista eccezionale, insieme al firmatario (Marcello Vernola, il parlamentare europeo del quale tenevo l’ufficio stampa) era necessario un cofirmatario affinché potesse essere presentata. Non lo fece NESSUNO, fin quando si disse subito disponibile un’eurodeputata pugliese, oggi sindaca, Adriana Poli Bortone.
Quell’interrogazione è, di fatto, all’origine dello scoperchiamento.
Con conseguenze dopo l’interrogazione, per i rispettivi futuri, di quel parlamentare europeo e mio, non esattamente trionfali: a dire il vero, non esattamente facili. Io devo ringraziare quel parlamentare europeo. Marcello Vernola antepose l’interesse collettivo, il diritto alla salute, alle sue prospettive personali.
Adesso, molti fra quelli che sono stati al coperto ai tempi, ci restino. Fanno più bella figura. Almeno con me.
(scusate la grave volgarità)
Le palle non sono solo un fatto biologico.
E complimenti a quel bambino e agli altri cittadini che hanno saputo andare fino in fondo. Per la tutela di tutti.
La sentenza odierna arriva nel 37/mo anniversario della presenza del papa a Taranto e a Martina Franca. Wojtyla, quel 29 ottobre 1989, parlò di ambiente e lavoro. Sentito da tutti, ascoltato da NESSUNO.
Un pensiero per i lavoratori, in qualche modo vittime anche loro del dilemma “o mangi o respiri”, che NESSUNO ha saputo o voluto risolvere finora: c’è voluta la magistratura. I lavoratori hanno diritto a risposte immediate. Una volta tanto, qualcuno le dia.
Agostino Quero








