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16 Ottobre 2026
Tredici anni Oggi

Amianto, ex militare della Marina in servizio a Taranto morì: ministero condannato a risarcire il figlio Tribunale di Lecce, primo grado

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Di seguito il comunicato:

Il Tribunale di Lecce ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con 138.801 euro, oltre interessi, il figlio di un ex militare della Marina Militare morto di mesotelioma pleurico. Il padre aveva prestato servizio presso la base di Taranto ed era stato imbarcato sulla nave Sagittario, svolgendo mansioni di fuochista e motorista navale, in un contesto caratterizzato dalla presenza di materiali contenenti amianto, all’epoca largamente impiegati negli impianti e negli ambienti navali.

Un’esposizione avvenuta durante il servizio militare, le cui conseguenze si sono manifestate dopo oltre mezzo secolo. L’uomo, infatti, ha sviluppato un mesotelioma pleurico, una grave neoplasia correlata all’inalazione delle fibre di amianto, che ne ha provocato la morte nel novembre 2016.

Il giudice ha riconosciuto il collegamento tra l’esposizione all’amianto e la malattia, accertando la responsabilità del Ministero della Difesa per la mancata adozione di adeguate misure di protezione e per l’assenza di informazioni sui rischi ai quali il militare era esposto.

La condanna riguarda il risarcimento del danno subito da uno dei figli per la perdita del padre. La sentenza, passata in giudicato, rappresenta un importante risultato nella lunga battaglia giudiziaria intrapresa dalla famiglia, che comprende ulteriori procedimenti per il riconoscimento dei diritti degli altri familiari. La vicenda riporta l’attenzione sull’esposizione all’amianto negli ambienti militari e navali di Taranto e sulle conseguenze che possono emergere anche a molti decenni di distanza, quando il servizio è ormai un ricordo lontano e le persone coinvolte hanno costruito la propria vita lontano dai luoghi dell’esposizione. «Taranto è una città che conosce profondamente le conseguenze dell’amianto, ma troppo spesso l’attenzione si concentra soltanto sulle esposizioni industriali, lasciando in secondo piano quelle che hanno interessato il personale della Marina Militare. Anche i militari hanno lavorato per anni in ambienti contaminati, senza adeguate protezioni e senza essere informati dei rischi per la propria salute», dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia. «Taranto deve essere al centro di un impegno concreto per la tutela delle vittime dell’amianto, comprese quelle della Marina Militare, affinché nessuno venga lasciato solo nella ricerca della verità e della giustizia», conclude.

L’ONA offe assistenza e tutela alle vittime dell’amianto e dei loro familiari. Per informazioni e assistenza: numero verde 800 034 294 – www.osservatorioamianto.it.



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