Di seguito il comunicato:
Alla Mostra del Cinema di Venezia, un importante progetto sull’educazione alla parità di genere trova spazio in uno dei luoghi simbolo del cinema italiano. Protagonista dell’iniziativa è il nostro concittadino, Alberto Fornasari, Professore universitario di Pedagogia Sperimentale presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Direttore del CIRPAS (Centro Interuniversitario di Ricerca e Formazione “Popolazione, Ambiente, Salute) che nei giorni scorsi è stato ospite della Regione Veneto e della Consigliera di Parità Francesca Torelli presso l’Hotel Excelsior, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
L’occasione è stata quella di presentare e valorizzare “Cinema in Genere”, progetto di ricerca nel quale il CIRPAS è partner, condotto dalla prof.ssa Raffaella Patimo, e dai professori Carmine Clemente e Paolo Contini con la partecipazione della Consigliera di Parità della Regione Puglia Lella Ruccia. Un’iniziativa che utilizza il cinema come strumento educativo per decostruire pregiudizi, stereotipi e modelli culturali legati al genere. Un tema che assume oggi una particolare rilevanza alla luce dei numerosi episodi di violenza contro le donne e di violenza di genere che continuano a emergere dalla cronaca italiana. Di fronte a una realtà nella quale il dibattito pubblico è spesso chiamato a interrogarsi sulle radici culturali della violenza, l’educazione alla parità diventa una delle sfide fondamentali, soprattutto per le nuove generazioni.
Ed è proprio su questo terreno che si colloca l’esperienza del prof. Alberto Fornasari, che nel corso del suo intervento veneziano ha ricordato il proprio impegno sui temi delle pari opportunità e dell’inclusione. Un impegno maturato anche all’interno dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dove ha ricoperto il ruolo di vicepresidente del CUG, il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità e il benessere lavorativo, e ha presieduto la commissione dedicata all’utilizzo del genere negli atti amministrativi. Ma è soprattutto attraverso l’attività didattica e di ricerca che il rapporto tra cinema, educazione e decostruzione degli stereotipi è diventato uno degli elementi caratterizzanti del suo percorso professionale. Nel corso degli anni ha infatti condotto numerosi laboratori nei quali il cinema è stato utilizzato come vero e proprio strumento pedagogico.
«In una società delle immagini è necessario educare allo sguardo», è il concetto centrale espresso nel suo intervento a Venezia.
Una riflessione che parte da una constatazione semplice ma tutt’altro che scontata: la scuola educa alla parola, alla lettura e alla scrittura, ma molto meno alla capacità di interpretare criticamente le immagini. I giovani, ogni giorno, sono immersi in una quantità enorme di contenuti visivi — film, serie televisive, social network, pubblicità, video e immagini digitali — ma consumare immagini non significa necessariamente saperle leggere. Da qui l’importanza della media education e della media literacy, percorsi attraverso i quali lo spettatore può trasformarsi in osservatore consapevole e critico. Perché lo sguardo non è neutro. Le immagini raccontano la realtà, ma contemporaneamente contribuiscono a costruirla. Possono rafforzare stereotipi e rappresentazioni distorte, oppure possono diventare strumenti per metterli in discussione.
Il progetto “Cinema in Genere” si inserisce proprio in questa prospettiva: utilizzare il cinema non soltanto come intrattenimento, ma come spazio di analisi e di confronto, capace di interrogare i modelli culturali attraverso i quali uomini e donne vengono rappresentati e percepiti.
L’educazione alla parità, dunque, non passa soltanto dalle parole e dalle norme, ma anche dalla capacità di comprendere ciò che vediamo ogni giorno e di riconoscere quei messaggi, talvolta apparentemente innocui, attraverso i quali vengono trasmessi ruoli, aspettative e stereotipi. La presenza alla Mostra del Cinema di Venezia rappresenta quindi un riconoscimento importante per il progetto e per le realtà accademiche coinvolte, da tempo impegnate sui temi dell’inclusione, delle pari opportunità e della valorizzazione delle differenze. Un appuntamento che assume anche un valore simbolico: portare nel cuore del mondo cinematografico italiano una riflessione che utilizza proprio il cinema per contribuire a costruire una società più consapevole. In un momento storico nel quale la cronaca continua drammaticamente a ricordare quanto sia ancora necessario lavorare sulla cultura del rispetto e sulla parità tra uomini e donne, e sul rispetto delle differenze , iniziative come “Cinema in Genere” provano a intervenire prima che gli stereotipi diventino comportamenti, offrendo alle nuove generazioni strumenti per comprendere, interrogare, decostruire e ricostruire i modelli che incontrano quotidianamente. Dalla ricerca universitaria alle aule, dai laboratori alla grande vetrina della Mostra del Cinema di Venezia, il messaggio è dunque chiaro: educare alla parità significa anche educare ad una fruizione critica e consapevole delle immagini.









